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Cachi
Il cachi, Diospoyros kaki o Loto del Giappone, è un frutto tipicamente autunnale e vanta una tradizione millenaria. Grazie al suo delicato e particolare sapore, fu talmente apprezzato dai popoli antichi da essere definito "il pane degli dei". La sua patria di origine è la Cina dove venne chiamato "Mela d'Oriente". Giunto in Italia nel XVIII secolo, oggi è prodotto soprattutto nel Salernitano, in Romagna e in Sicilia, dove è famosissimo il cachi di Misilmeri, esportato e conosciuto in tutto il mondo.

Questo frutto, dalla buccia liscia e sottile, ha una colorazione che varia dall'arancione al rosso scarlatto intenso, una volta maturo, il gusto è dolcissimo e la consistenza gelatinosa. I cachi non vanno consumati subito dopo la raccolta, è infatti necessario attendere che maturino ulteriormente, per eliminare il tipico effetto astringente al palato provocato dall'elevato contenuto di tannino.
Soffice, carnoso e dolcissimo, il cachi simboleggia l'autunno, stagione di passaggio responsabile spesso di spossatezza e stress psicofisico; grazie agli interessanti valori nutrizionali e alle sue proprietà, rappresenta un ottimo espediente per iniziare al meglio l'autunno. Infatti, il cachi è considerato un frutto molto energetico, grazie alla cospicua quantità di zuccheri, per questo motivo il consumo di cachi è sconsigliato per chi soffre di diabete o di obesità, ma raccomandato ai bambini, agli anziani e nei casi di inappetenza, stress psicofisico e sport.

Generalmente il cachi viene consumato, mangiandone la polpa con un cucchiaino, si può gustarlo anche come crema e salsa. In Giappone è utilizzato per la produzione di un vino a bassa gradazione alcolica e il suo succo viene impiegato per chiarificare il sakè.

Tag
cachi, Campania, Emilia-Romagna, frutta, prodotti tipici, Sicilia, autunno

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