A Pasqua l’agnello sambucano della Valle Stura

31/03/2015

A Pasqua l’agnello sambucano della Valle Stura

Si dice che l’agnello sambucano sia un’eccellenza ritrovata solo pochi anni fa. Infatti, secondo un censimento fatto nel 1985 erano rimasti solo un’ottantina di esemplari di questo raffinato ovino. Con la nascita del Consorzio L’Escaroun (letteralmente piccolo gregge in lingua occitana) nel 1988 e, successivamente grazie alla presenza del centro di selezione degli arieti a Pietraporzio, centro nevralgico dell’alta Valle Stura, si è arrivati a ottenere il marchio di Agnello Sambucano Garantito. Oggi questa specie conta circa 10 mila esemplari macellati in due periodi dell’anno, per Natale o per Pasqua quando hanno tra i 45 e 60 giorni di vita e arrivano a pesare tra i 18 e i 25 chili.
 
La pecora sambucana è abituata a un lunghissimo alpeggio in quota quando il clima lo consente, fino oltre la metà di novembre ed è preziosa non solo per la lana bianco paglierino, quanto per la carne: compatta, sapida, molto saporita, ricca di proteine e soprattutto poco grassa. In paesini come Pietraporzio, Vinadio, Sambuco  sono moltissime le  trattorie specializzate nel cucinare il Sambucano al forno, usandone le frattaglie in padella o anche ricavandone il paté. Se siete in zona, a Pietraporzio, potete visitare anche l’Ecomuseo della Pastorizia dove sono raccolte molte informazioni sulla vita pastorale e sulle tradizioni delle valli Stura, Grana, Maira e Gesso e acquistare articoli di abbigliamento in lana e feltro di pecora. Nello stesso stabile è attivo un piccolo caseificio dove si produce la toumo, un formaggio da latte crudo di pecora sambucana.
 
di Silvia Galli

INFORMAZIONI
Ecomuseo della pastorizia
0171.95.55.55
aperto il sabato e la domenica pomeriggio
Caseificio
0171.96.670
aperto da novembre a giugno
 
 
 

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