Acchiappa sogni. L’ultimo vino nato in casa Quadra

31/03/2015

I vigneti e la Cantina Quadra sullo sfondo

I vigneti e la Cantina Quadra sullo sfondo

I vigneti e la Cantina Quadra sullo sfondo

Da anni il Pinot nero o meglio, il Pinot nero in purezza, era nella testa della famiglia Ghezzi e di Mario Falcetti, enologo e direttore della Cantina Quadra. «Oggi, finalmente, con la vendemmia 2011 abbiamo potuto realizzare un sogno», ci ha raccontato l’enologo sottolineando come attendesse il momento giusto dal 1987. Il Pinot nero, vitigno tipico della Francia e in particolar modo della Borgogna è, infatti, un uva dotata di grande classe, ma anche difficile e rappresenta una sfida per qualunque enologo.

Il neonato si chiama con un nome che più rappresentativo di questo concetto non ce n’è: Acchiappa sogni. «L’etichetta riporta l’acchiappa sogni dei nativi americani», ci spiega ancora Falcetti. «un oggetto simbolico che era regalato ai bambini al momento della nascita. Secondo la tradizione l’oggetto avrebbe allontanato la negatività e aiutato a catturare i sogni positivi. Ho scelto il turchese, il colore della pietra sacra dei Navajo».

Quadra è in Franciacorta, a sud del lago d’Iseo in un’area dolcemente collinare dove il clima è mite. Qui la Casntina possiede un cospicuo numero di ettari: 32 vitati soprattutto a Chardonnay, vitigno che in questa zona si trova benissimo. La famiglia Ghezzi si sta impegnando però anche nella valorizzazione del Pinot bianco e, per l’appunto, del Pinot nero allevato esclusivamente su alcune piccole aree collinari in corrispondenza di suoli morenici.

Prima di essere pronto per l’assaggio Acchiappa sogni sosta 28 mesi in barrique e poi ancora qualche mese in bottiglia. Da provare con la carne arrosto, gli stufati, i formaggi stagionati.

di Elena Caccia
 

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