Agnello d'Alpago

La cucina della provincia bellunese si caratterizza per piatti semplici e gustosi. Un posto di spicco spetta all'agnello d'Alpago. A pochi chilometri da Belluno, la conca dell'Alpago è da sempre un luogo ideale per la pastorizia e ha dato il nome a una razza ovina autoctona di taglia medio-piccola, dalla curiosa macultaura sulla testa e sulla parte inferiore degli arti, dal mantello folto, fine e ondulato.

Come la maggior parte delle razze autoctone, quella d'Alpago si è drasticamente ridotta nel secolo scorso. Oggi sono presenti in zona circa 2000 capi, una leggera ripresa rispetto ai primi anni Novanta, quando la Comunità Europea la inserì tra le specie locali minacciate di estinzione. Considerata valida sia per la carne sia per la produzione di latte e lana, oggi l'agnello d'Alpago o alpagota è allevato quasi esclusivamente per l'ottima carne: saporita, tenera e compatta allo stesso tempo. L'agnello di Alpago ha una carne che si sfalda in bocca, un giusto equilibrio di grasso-magro, sensazioni che sanno di erbe aromatiche.

Questo tipo di agnello si accompagna bene con la polenta, in termine dialettale "sponcia", un tipico piatto delle Dolomiti Bellunesi a grana media, giallo intensa e con piccole caratteristiche pagliuzze marroni. Per vedere la video ricetta dell'agnello d'Alpago con polenta di mais sponcio cliccate qui.

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