Amarone della Valpolicella DOCG

Riconosciuto Docg nel marzo del 2010, l’Amarone della Valpolicella discende direttamente dall’Acinatico, celebrato da Cassiodoro, ministro del re Teodorico. L’Amarone della Valpolicella deriva da uve Corvina, con aggiunta di Rondinella e Molinara, lasciate appassire oltre tre mesi ed è considerato uno dei più importanti vini rossi italiani. In origine, per produrlo, si utilizzavano solo le ali laterali dei grappoli di Corvina, più ricche di zuccheri, per ottenere un passito dolce chiamato Recioto, da recie, orecchie in dialetto veronese, appunto le “ali” dei grappoli. A volte, però, il mosto dolcissimo riusciva a fermentare totalmente, e il vino diventava secco, amaro. Fino a pochi decenni fa, questa pratica era considerata un incidente di percorso; oggi si chiama Amarone, ed è richiestissimo in Italia e all’estero.
Le uve destinate alla produzione di Amarone sono raccolte a mano e collocate in cassette, o posate sui graticci (arele) in ampi locali bene arieggiati e asciutti (fruttai) dove rimangono per 90-100 giorni. Durante l’appassimento il succo si concentra per evaporazione e nascono sostanze aromatiche che non esistevano nell’uva fresca; in media da 2 chili di uva fresca derivano 1,2 chili di uva passa, corrispondenti a una bottiglia da 0,75 litri. Dopo la pigiatura, il mosto fermenta lentamente, a bassa temperatura, e genera un vino robusto (14-15 %vol. di alcol) e profumato, che deve maturare almeno 2 anni in cantina (4 anni per la Riserva).

Vino consigliato:
Latuja l’Amarone della Valpolicella di CONAD ha colore granato lucido, profumo intenso e complesso di uva passa, prugna essiccata, viola appassita e spezie; il gusto è pieno, vigoroso, caldo, con elegante fondo di confettura e di tostatura a lungo persistente.
Abbinamenti: carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati (Vèzzena DOP, Asiago DOP, Montasio DOP, Formaggio di fossa di Sogliano, Pecorino Fioresardo).
Servizio: 18 °C

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