Apre il Muse, il museo di Trento progettato da Enzo Piano

27/07/2013

Apre il Muse, il museo di Trento progettato da Enzo Piano

A Trento oggi è una giornata di festa: finito il countdown partito quasi 10 anni fa, quando questa idea è nata e ha cominciato a concretizzarsi, il MUSE, il nuovo Nuovo Museo delle Scienze di Trento, ha finalmente aperto le sue porte alla città e al mondo intero, con i suoi 12.600 metri quadri di superficie. Un momento magico, vissuto al tramonto di una calda giornata di luglio, aperto dalla musica dell’orchestra Haydn di Trento e Bolzano. “Stiamo toccando i risultati di una visione” così il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, ha salutato i visitatori che si sono riuniti al tramonto di fronte all’ingresso del Nuovo Museo delle Scienze. “Questo terreno ci ha dato la possibilità di cogliere un’opportunità straordinaria: quella di guardare lontano, al futuro”. Un pensiero condiviso anche dal presidente del MUSE, Marco Andreatta, che ha ricordato come “il Museo sia un punto d’incontro tra le persone e la scienza”.  

“Quando si inaugura un progetto come questo, per un architetto è un momento di gioia, ma allo stesso tempo, è un momento anche di malinconia, perché quel progetto non è più tuo. Adesso questo progetto, questo museo, è vostro”. Così l’architetto Renzo Piano ha consegnato, nel vero senso della parola, il museo alla sua città, Trento, e ai suoi visitatori. “Un vero e proprio atto di fiducia: quella dell’amministrazione provinciale e comunale di credere nel mio sogno MUSE. Siate i benvenuti, questo edificio vi appartiene”. E il benvenuto più appassionato non poteva che essere quello di Michele Lanzinger, direttore del MUSE: “Non voglio togliervi il piacere di vederlo”.

L’occasione dell’inaugurazione è anche quella per i ringraziamenti: “Grazie a chi ha creduto e crede che questa terra, il Trentino, sia culturalmente attiva e attrattiva". I tanti grazie vanno “ai ricercatori, ai funzionari, ai tecnici, a Renzo Piano – ha continuato il direttore Lanzinger – ma anche e soprattutto alle 120 persone che da 10 anni si occupano del MUSE”. L’ultimo grazie va di diritto ai visitatori: “Speriamo di vederci numerose volte in questo luogo di conoscenza”. A chiudere l’inaugurazione, Alberto Pacher, presidente della provincia autonoma di Trento, che ha salutato esclamando: “Insomma, ci siamo davvero! Guardate che meraviglia!”. Per Alberto Pacher, che ha vissuto dall’inizio il progetto MUSE, quando era sindaco di Trento, è “una grande emozione, vedere realizzato un sogno” e oggi è certo che il MUSE entrerà “velocemente a far parte del DNA del nostro territorio”.  

Prima di aprire le porte, un taglio del nastro del tutto particolare: una gigantesca clessidra metallica che simboleggia l’interruzione dell’attesa verso il futuro, che finalmente ha raggiunto Trento

L'obietivo del MUSE di Trento sarà creare consapevolezza sul patrimonio naturale e sull’impegno etico nella conservazione della natura e dell’ambiente, cogliere il rapporto tra locale e globale, a partire dai fattori ambientali, cogliere il nesso tra scienza e tecnologia e impegno etico, promuovere una visione dell’unione europea come risorsa unitaria di conoscenza, crescita e socialità attraverso un approccio informale, ludico, partecipato, in prima persona, con la scienza e le sue applicazioni tecnologiche.

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