Brunello, distrutti 60mila litri di vino

05/12/2012

Domenica notte, alcuni vandali hanno distrutto 60mila litri di Brunello di Montalcino, il vino Docg famoso in tutto il mondo. In una notte sono andate perse circa 84mila bottiglie. A essere colpita è stata l'intera produzione vinicola dal 2007 al 2012 di Gianfranco Soldera, ex broker milanese, proprietario della tenuta Case Basse.

Nella notte, alcuni uomini hanno forzato la porta d'ingresso della cantina e hanno aperto i rubinetti di botti e barriques di Brunello di Montalcino. Il resto della cantina non è stato toccato e non è stato portato via niente. 

Gianfranco Soldera ha parlato di "un vero atto mafioso". I carabinieri della compagnia di Montalcino hanno avviato le indagini ipotizzando un atto vandalico. Mauro, il figlio del titolare della cantina di Brunello di Montalcino, commenta: "Mai siamo stati al centro di episodi allarmanti, mai abbiamo ricevuto minacce. Abbiamo subito un danno gravissimo e non solo economico, ma non ci arrenderemo. L'azienda va avanti, abbiamo tutti la forza e il coraggio di non mollare". Il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha subito espresso solidarietà a Gianfranco Soldera condannando l'evento, che colpisce tutti i 250 produttori del Brunello. La vicepresidente Donatella Cinelli Colombini ha sottolineato: "A mia memoria, non ricordo, nella nostra zona, un simile precedente. Un fatto che sgomenta e inquieta".

Gianfranco Soldera produce un Brunello di Montalcino di qualità, conosciuto il tutto il mondo. La produzione media è di circa 15mila bottiglie l'anno e il prezzo oscilla da 165 a 170 euro a bottiglia. Soldera viene considerato un purista del Brunello di Montalcino, ovvero è tra coloro che non vogliono modificare leggermente il disciplinare del rosso toscano, per venire incontro al gusto del mercato americano. Nel 2008, a questo proposito, c'è stato uno scandalo tra i grandi produttori accusati di produrre Brunello non con Sangiovese in purezza, come richiesto dal disciplinare, ma miscelato con altre uve o altre vini in percentuali significative. Questa modifica serviva a superare il problema del poco Sangiovese in quell'anno, oltre che ad avvicinarsi ai gusti dei consumatori del continente americano.

Fonte: Corriere della Sera, New York Times blog, Iltirreno.it


di Carlotta Mariani

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