Carnevale a Etroubles

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Incastonato nella Valle del Gran San Bernardo e incorniciato da boschi fiabeschi, Etroubles è un piccolo borgo della Valle d'Aosta e deriva il suo nome dal termine dialettale franco provenzale “etrobla”, che indica un campo coperto di paglia. Gli fa da sfondo l’imponente Monte Velan da cui sgorga il fiume Artanavaz, che dona un’acqua purissima al borgo.
Un giro all'ombra del bel campanile quattrocentesco di Etroubles, tra le vecchie stradine in ciottolato, le fontane d'acqua fresca e le abitazioni in pietra con i tetti in losa, restituisce il fascino di un territorio ricco di storia. Bella anche la chiesa parrocchiale dedicata a San Pantaleone, originaria del V secolo, ma più volte ricostruita; l’edificio ospita dipinti e affreschi di pregio realizzati da artisti fiamminghi.
In epoca romana Etroubles era nota come Restapolis e ricopriva il ruolo di capitale della vallata: fungeva da centro di guardia e da residenza invernale della guarnigione del valico. La cittadina fu un’importante via di comunicazione in virtù della sua collocazione sulla via Francigena, la strada che nel Medioevo collegava Canterbury a Roma attraverso il passo del Gran San Bernardo; tale percorso è stato dichiarato nel 2004 “Grande Itinerario Culturale Europeo”. Sin dal XIII secolo gli abitanti del borgo, in veste di “marroniers” (guide), accompagnavano i viandanti lungo il valico: il loro monopolio sui trasporti locali fece la fortuna del territorio e favorì la costruzione di strutture destinate ad ospitare viaggiatori e pellegrini, tra questi un ospizio edificato nel 1317 per volontà del nobile Jacques de La Tour e attivo fino al secolo scorso. Personaggi illustri segnarono la storia di Etroubles, tra questi Napoleone, che sostò nella cittadina la notte del 20 maggio del 1800, quando con il suo esercito di trentacinquemila fanti e cinquemila uomini a cavallo si dirigeva alla volta di Marengo.

Avant toi sont passés...
Dal 2005 Etroubles è un museo a cielo aperto. Le vie e le piazze del paese fanno da quinta ad un’esposizione permanente incentrata sul tema del viaggio che ha per protagonisti dipinti, sculture e affreschi di grandi 21 contemporanei italiani e stranieri. Il progetto “A Etroubles, avant toi sont passés…” ha preso il via grazie al Fondo Sociale Europeo e nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di valorizzare il centro storico di Etroubles.
Accanto alle attrattive artistiche ci sono quelle naturali: in un panorama alpino mozzafiato, gli amanti della montagna possono praticare trekking sui massicci del Grand Combin e del Gran San Bernardo, oppure organizzare gite in mountain bike, escursioni e passeggiate a cavallo. C’è ancora un motivo per visitarla in inverno: si tratta del Carnevale della Coumba Froide, che vuol dire valle fredda e allude al clima locale. Il giovedì e il venerdì grasso, il paese si anima con i canti e i balli delle “bande”, gruppi di giovani che sfilano in costume per le vie del centro. Le loro maschere, “le landzette”, si ispirano alle divise delle truppe napoleoniche che attraversarono il borgo. L’organizzazione del Carnevale richiede complessi preparativi; particolarmente laboriosa è la realizzazione dei costumi confezionati a mano e decorati con pailettes e specchietti il cui scopo, secondo la tradizione, è quello di allontanare le forze maligne. A completare le divise, delle grottesche maschere in legno e un crine di cavallo da scuotere per scacciare le influenze negative.

I sapori della montagna 
La tradizione gastronomica di Etroubles conserva intatti i sapori genuini della montagna. Una delle tipicità è la fontina, un formaggio a Denominazione d’Origine Protetta (DOP) gustoso e profumato. E’ grasso, a pasta semicotta e viene prodotto con il latte intero delle mucche di razza valdostana alimentate con foraggio verde nel periodo estivo e con fieno il resto dell’anno. Grazie ai suoi pascoli incontaminati, Etroubles vanta una produzione di Fontine d’alpeggio di ottima qualità, premiate nel 2009 come le migliori della Valle d’Aosta. Questo formaggio è alla base di tante ricette come la cotoletta valdostana, il risotto e la polenta concia, quest’ultima è una polenta classica a cui vengono aggiunti burro e fontina a metà cottura. Altro piatto da non perdere è la fonduta. Per prepararla secondo la ricetta tradizionale è necessario tagliare a dadini la fontina e immergerla nel latte per almeno due ore; al formaggio va poi aggiunto il burro sciolto a bagnomaria e infine i tuorli d'uovo. Il risultato è una crema filante e morbida, da accompagnare con qualche fetta di pane. L’industria casearia è alla base dell’economia di Etroubles e il suo radicamento è testimoniato dalla presenza di una storica latteria, la prima della Valle d’Aosta, fondata il 24 luglio del 1853. Recentemente, all’interno del locale, è stato allestito un museo che illustra le varie fasi di lavorazione del formaggio e del burro.
Altro prodotto tradizionale è il “pan ner”, un pane di segale e frumento molto nutriente che anticamente era alla base dell'alimentazione delle famiglie. Veniva preparato una sola volta all’anno nel mese di novembre e l'occasione coinvolgeva tutta la comunità. Il pane veniva cotto nel forno a legna e conservato essiccato su rastrelliere dette ratèli. Apprezzato ancora oggi, è alla base di tante preparazioni, una fra tutte la “seupa freida”, un piatto unico composto da pane nero secco, zucchero e vino. Il pane viene frantumato sulla copa-pan, una tavoletta munita di una grossa lama con impugnatura in legno e viene lasciato macerare per due ore assieme agli altri ingredienti.
Il territorio vanta anche una squisita produzione dolciaria, basti ricordare il montblanc, a forma di montagna preparato con castagne, rum, cacao e panna, e le squisite crostate a base di miele o di frutta, in particolare mele e mirtilli.



di Ilaria Romani

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