Carnevale di Venezia

Venezia

26/01/2013 - 12/02/2013

Carnevale di Venezia-Evento--9

Il carnevale di Venezia si aprirà ufficialmente il 2 febbraio, anche se il prologo che si terrà il 26 gennaio contribuirà ad accennarne lo spirito. Maschere, travestimenti e cortei invaderanno poi la città fino al 12 di febbraio.
Quest'anno a ispirare la direzione artistica di Davide Rampello, saranno i colori: protagonisti della città sin dai tempi in cui i pittori Canaletto e Tiziano ritraevano nei loro dipinti lo spettro di sfumature presenti in laguna.
Ogni evento sarà quindi dedicato a un tema cromatico in particolare e anche il tradizionale volo dell'angelo, che segna l'inizio ufficiale del carnevale, si svolgerà all'insegna di un caleidoscopio di colori. Moltissimi concerti, danze tradizionali e incontri dedicati ai più piccoli si alterneranno nei giorni che precedono l'arrivo della quaresima e, come sempre, sapranno renderli indimenticabili. Il compito di dare il via ai festeggiamenti è stato affidato, inoltre, al corteo acqueo delle remiere che, con un'imbarcazione guidata da un enorme roditore in polistirolo, ha fatto il suo ingresso trionfale nelle acque della Serenissima. Con questo gesto, simbolico e provocatorio, il corteo ha lanciato un messaggio in difesa di una città abbandonata a se stessa e lasciata, appunto, in balìa dei topi.
La collezione Peggy Guggenheim proporrà ai suoi ospiti delle visite che avranno come filo conduttore i colori e la loro applicazione, con un’analisi attenta delle avanguardie storiche. Presso l'archivio di stato, invece, sarà allestita un'affascinante esposizione dedicata ad alcuni itinerari tra gli arcobaleni più suggestivi della laguna. 
Per quelli che ai piaceri dell'anima preferiscono quelli del palato sarà imperdibile il gustosissimo appuntamento dall'accattivante titolo "Colori e fantasia di frutta al cioccolato", che si terrà ogni giorno dalle 10.00 alle 19.00 presso Campo San Giacomo dell'Orio. Lo chef stellato Fabio Baldassare stuzzicherà gli appetiti di tutti i gourmet e appassionati della cucina di qualità  esibendosi, dalle 14.00 alle 15.30, vicino al palco del Gran Teatro di Piazza San Marco, con uno show cooking a cielo aperto in cui realizzerà i piatti più succulenti della tradizione gastronomica regionale italiana.
Uno spettacolo teatrale itinerante guiderà i turisti alla scoperta degli angoli più nascosti e più caratteristici della città, un viaggio intrisodi mistero che permetterà di assaporare il gusto più autentico e intrigante dei travestimenti carnascialeschi.
Domenica 10 febbraio si celebrerà il momento più atteso dell'intero carnevale: l'elezione della maschera più bella. Quest'anno il pubblico di spettatori giocherà un ruolo fondamentale all'interno della competizione. Alla parte finale del concorso, infatti, potranno partecipare soltanto le maschere selezionate giornalmente, attraverso un meccanismo di eliminazione diretta, dalla folla che gremisce Piazza San Marco.

Un po' di storia:
Per tradizione, il carnevale è il momento in cui ogni ceto degrada per lasciare spazio alla maschera, al divertimento e allo scherzo. Significa uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negarsi per divenire un altro, tuffarsi tra sgargianti colori e lasciarsi tentare da tante avvolgenti golosità e dolci sapori.
Il carnevale di Venezia, se non il più grandioso, è sicuramente il più conosciuto per il fascino che esercita e il mistero che continua a possedere anche adesso che sono trascorsi 900 anni dal primo documento che fa riferimento a questa famosissima festa. Se un tempo era molto più lunga e cominciava addirittura la prima domenica di ottobre per intensificarsi il giorno dopo l’Epifania e culminare nei giorni che precedevano la Quaresima, oggi ha la durata di circa dieci giorni in coincidenza con il periodo pre-pasquale. Ma la febbre del carnevale a Venezia comincia molto tempo prima anzi, forse non è scorretto dire che, a Venezia, la febbre del carnevale non cessa mai durante l’anno. Una sottile euforia si insinua tra le calli e cresce impercettibilmente, sale con la stessa naturalezza dell’acqua e delle sue maree, sfuma i contorni della rude quotidianità e suggerisce misteri e atmosfere di tempi andati.
Un tempo il carnevale consentiva ai veneziani di lasciar da parte le occupazioni per dedicarsi totalmente ai divertimenti. Si costruivano palchi nei campi principali, lungo la Riva degli Schiavoni, in Piazzetta e in Piazza San Marco. La gente accorreva per ammirare le attrazioni, le più varie, i giocolieri, i saltimbanchi, gli animali danzanti e gli acrobati. Trombe, pifferi e tamburi venivano quasi consumati dall’uso, i venditori ambulanti vendevano frutta secca, castagne e dolci di ogni tipo, ben attenti a far notare la provenienza da Paesi lontani delle loro mercanzie. Il Settecento fu il secolo che incoronò Venezia regina dalle infinite suggestioni e patrimonio della fantasia del mondo, nave scuola europea del piacere e del gioco, della maschera e dell’irresponsabilità. Era allora il mondo di Giacomo Casanova, un mondo superficiale, festante, decorativo e galante, il mondo di pittori come Boucher e Fragonard, Longhi, Rosalba Carriera e Giambattista Tiepolo, era la patria di Carlo Goldoni, padre della Commedia dei Caratteri, che in una delle sue poesie così rappresenta lo spirito della festa: “Qui la moglie e là il marito, Ognuno va dove gli par, Ognun corre a qualche invito, chi a giocar chi a ballar”. “Buongiorno Siora Maschera”, lungo le calli, per i canali e nei listoni era questo il saluto: l’identità personale, il sesso, la classe sociale non esistevano più, si entrava a far parte della Grande Illusione in un posto, unico al mondo, dove tutto può accadere, dove ogni scorcio non cessa di incantare. E i piaceri erano anche quelli di gola, che ben si accompagnavano al clima godereccio.

La “fritoea” o frittella veneziana, dolce nazionale della Repubblica Serenissima, si gustava e si gusta tuttora, non solo a Venezia, ma in tutto il territorio veneto e friulano, fin quasi alle porte di Milano, durante i giorni del carnevale. Veniva prodotta esclusivamente dai fritoleri, che quasi a sottolineare questa loro ufficialità, nel Seicento si costituirono in un’associazione composta da settanta di loro, ognuno con una propria area dove poter esercitare in esclusiva l'attività commerciale e con la garanzia che a loro potevano succedere solo i figli. Questa corporazione rimase attiva fino alla caduta della Repubblica lagunare, anche se l'arte dei fritoleri scomparve definitivamente dalle calli veneziane solo alla fine dell'Ottocento. Si racconta che fossero soliti impastare le frittelle, fatte con uova, farina, zucchero, uvetta e pinoli, su grandi tavoli di legno, per poi essere fritte con olio, grasso di maiale o burro, in enormi padelle sostenute da tripodi. Pronte venivano cosparse di zucchero e sistemate su grandi piatti decorati e colorati, con al loro fianco esposti in bella vista gli ingredienti allo scopo di sottolineare la genuinità del prodotto. 


testo di Enzo Di Monte e Serena Cirini - foto di Andrea Montebelli

Carnevale di Venezia-Immagini-1
Carnevale di Venezia-Immagini-1
Carnevale di Venezia-Immagini-1
Carnevale di Venezia-Immagini-1
Carnevale di Venezia-Immagini-1
Carnevale di Venezia-Immagini-1
Sigla.com - Internet Partner