Caserta alla corte dei Borboni

Caserta  alla corte dei Borboni-Descrizione--9

Caserta non ha solo una Reggia grandiosa, con un magnifico giardino all'italiana ma tante altre meraviglie, dall'Acquedotto Carolino al Complesso monumentale del Belvedere di San Leucio fino al borgo medievale di Casertavecchia. Il territorio di Caserta è poi ricco di golosità: dalla mozzarella di bufala DOP alla melannurca IGP, dall'olio extravergine e ai tanti vini di pregio.
La maestosa Reggia borbonica, definita "la Versailles d'Italia", vista dal viale Carlo III che si percorre per raggiungere la città quando si proviene da Caserta Sud, dà un'emozione indescrivibile. Non a caso l'Unesco nel 97 l'ha dichiarata Patrimonio dell'Umanità insieme al Parco, all'Acquedotto Carolino e al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio. La Reggia fu realizzata quasi interamente nella seconda metà del ‘700 e ultimata solo nella prima metà dell'800. Fu Carlo di Borbone nel 1750 a conferire l'incarico all' architetto napoletano Luigi Vanvitelli perché progettasse e realizzasse a Caserta, poco distante da Napoli, ma meno vulnerabile della capitale del Regno delle Due Sicilie, una dimora in grado di rivaleggiare per grandiosità con le principali residenze reali europee e in particolare con la Reggia di Versailles. E Vanvitelli centrò in pieno il risultato dando vita a un'opera di rara grandiosità il cui costo, però, non fu da meno: oltre sei milioni di ducati, una cifra stratosferica per l'epoca. L'edificio a pianta rettangolare con quattro ampi cortili interni si estende su un'area di oltre 45.000 metri quadri; per realizzare le 1200 stanze distribuite su cinque piani di altezza furono impiegati diversi materiali: dal tufo al travertino, dalla pozzolana al marmo. Oltre alle sale in cui si svolgeva la vita pubblica e privata dei Reali e che contengono opere dei più svariati artisti dell'epoca, di particolare bellezza sono anche la Cappella Palatina, inaugurata con la celebrazione della messa di mezzanotte nel Natale del 1784 alla presenza di Ferdinando IV, e il Teatro di Corte, costruito ispirandosi al Teatro San Carlo di Napoli.
Altro capolavoro del Vanvitelli è il Parco della Reggia, uno dei più belli d'Europa, i cui tre chilometri di lunghezza sono occupati per buona parte dal monumentale Giardino all'italiana, impreziosito da numerosi giochi d'acqua, cascatelle e fontane. Di impareggiabile bellezza e la Vasca di Diana e Atteone che riceve l'acqua dell'Acquedotto carolino dopo un salto di circa 80 metri. Un'area più piccola del Parco ospita il Giardino inglese, voluto da Maria Carolina, Regina di Napoli, in cui la fanno da padroni, invece, piante esotiche e rare, piante acquatiche, nonché finti ruderi con statue provenienti dagli scavi archeologici di Pompei. La Reggia e il suo Parco già ricchi di fascino di giorno, acquistano un'atmosfera magica durante i "Percorsi di luce", visite in notturna animate da una sapiente coreografia luminosa, da voci narranti di famosi attori e da spettacoli di vario genere. Diversi registi italiani e americani hanno scelto la Reggia e il Parco come set cinematografico per i loro film. Tra i più famosi, George Lucas per alcune scene di "Star Wars" e Ron Howard per il più recente "Angeli e Demoni".

Acquedotto Carolino e San Leucio 
Fiore all'occhiello dell'imponente opera del Vanvitelli e la realizzazione di un acquedotto della lunghezza di circa 40 km che, trasportando le acque provenienti dal Sannio, era in grado di approvvigionare la Reggia, il Parco e il complesso di San Leucio. La testimonianza più evidente di quest'opera di alta ingegneria idraulica e un ponte in tufo a tre ordini di arcate, realizzato sul modello degli acquedotti romani visibile quando si percorre la Valle di Maddaloni.
Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio è un altro luogo di grande fascino ed è ciò che resta del grande sogno di Ferdinando IV: realizzare una piccola comunità autonoma con uno statuto moderno. Nel Real Borgo di San Leucio, infatti, si ritrovava un modello di giustizia ed equità sociale senza precedenti: diritti e abbigliamento uguali per tutti, abolizione della proprietà privata, istruzione obbligatoria per maschi e femmine, abitazioni costruite secondo criteri urbanistici moderni e dotate di acqua e servizi igienici, assistenza agli anziani, agli invalidi e agli infermi grazie alla creazione della Cassa della Carità, un vero e proprio modello di "welfare" ante litteram. L'economia del borgo si fondava interamente sulla produzione della seta e la tradizione serica di alto livello iniziata con Ferdinando IV ha fatto sì che per oltre due secoli le pregiate sete di San Leucio abbiano ornato i luoghi più prestigiosi del pianeta, dal Vaticano alla Casa Bianca. Visitando il Museo della Seta, ospitato all'interno del Complesso Monumentale del Belvedere, e possibile vedere in funzione, azionati da una ruota idraulica, alcuni macchinari originali e gli antichi telai per la lavorazione della seta. Questi ultimi furono tra i primi a funzionare in modo automatico applicando il metodo Jacquard basato sull'utilizzo di schede perforate. Ogni anno nel mese di luglio San Leucio ospita il Leuciana Festival, importante rassegna internazionale di musica, teatro e danza.

Casertavecchia
L'attuale borgo medievale di Casertavecchia non è altro che l'antica Caserta, sorta inizialmente sul pendio del Monte Virgo a scopo di difesa dalle incursioni nemiche (Casa hirta significa "villaggio di difficile accesso"), ma poi trasferitasi definitivamente in pianura dopo la costruzione della Reggia Vanvitelliana. Dopo un periodo di parziale abbandono, il borgo Casertavecchia sta ritrovando una nuova vita grazie alla posizione privilegiata rispetto alla pianura che la rende ambito luogo di residenza. Passeggiare per le stradine in stile siculo - normanno di questo piccolo gioiello medievale che dal 1960 e inserito nella lista dei Monumenti Nazionali italiani e decisamente suggestivo. Meritano una visita la Cattedrale, la Torre e i resti del Castello medievale. Nei weekend di primavera ed estate il borgo medievale richiama molti turisti con i suoi ristoranti e locali dai costi accessibili, ma il periodo in cui Casertavecchia si anima in particolar modo e durante la manifestazione teatrale Settembre al Borgo che attira spettatori da tutto il mondo e che conta oltre 40 anni di attività.

Tentazioni del gusto
Caserta, importante centro dell'antica e florida provincia di Terra di Lavoro, ha molto da offrire anche sul piano enogastronomico. Dalla sua provincia, infatti, provengono diversi prodotti divenuti ormai simboli della gastronomia campana. Regina incontrastata di quest'area, ma molto diffusa anche nel salernitano seppur con caratteristiche leggermente diverse, e senza dubbio la Mozzarella di Bufala campana DOP, un formaggio a pasta filata ottenuto da latte fresco di bufala, il cui nome deriva dall'operazione finale di "mozzatura" della pasta effettuata dal casaro col pollice e l'indice della mano. Diversi i formati disponibili: oltre alla tradizionale forma sferica, ci sono i bocconcini, le ciliegine e le trecce. Altra regina dei prodotti tipici di Caserta è la Melannurca campana IGP, dalle straordinarie caratteristiche organolettiche e dall'alto contenuto in vitamine e minerali. Caratteristico e il metodo di arrossamento che consiste nel disporre le mele a terra su dei teli ed esporle al sole per 10–15 giorni girandole periodicamente. Ingrediente di molte ricette e, poi, la carne del Maiale nero casertano, una specie autoctona allevata prevalentemente allo stato brado e chiamata in dialetto anche "puorco cu' e sciucquaglie" (maiale con i pendenti) per la presenza ai lati del collo di protuberanze simili a degli orecchini, in spagnolo "chocallos" diventati in dialetto "sciucquaglie".
La provincia di Caserta, che e stata la culla della viticoltura campana con il Falerno, definito "vino degli Imperatori", anche oggi vanta una produzione vinicola di pregio con tre Doc: Falerno del Massico, Galluccio e Asprinio di Aversa. Quest'ultimo si distingue per il caratteristico allevamento ad "alberata" in cui le viti, arrampicandosi lungo i pioppi che fungono da sostegni, possono raggiungere anche i 15 metri di altezza. La raccolta dei grappoli e molto suggestiva ma altrettanto difficoltosa e va eseguita con scale fabbricate ad hoc. Molto apprezzati anche Pallagrello e Casavecchia, in continua ascesa nei gusti degli intenditori.
Anche per quanto riguarda l'olio extravergine di oliva l'offerta del Casertano e molto variegata e di alta qualità. Le principali cultivar sono la Caiazzana, la Sessana e la Tonda del Matese, ognuna delle quali prevale in un determinato areale dando vita a oli con caratteristiche molto diverse.

Presepe vivente di Vaccheria
Un soggiorno a Caserta nel periodo natalizio può costituire l'occasione per assistere, nel piccolo borgo di Vaccheria, al Presepe vivente del '700 napoletano che riproduce a grandezza naturale gli stessi scenari che si possono ammirare di solito nei presepi esposti nei musei e nelle chiese. La particolarità di questo presepe sta nel fatto che i figuranti sono scelti tra persone che hanno svolto o svolgono tuttora il mestiere che rappresentano rendendo così tutto più vero. I più giovani hanno l'opportunità di conoscere lavori ormai scomparsi come quello dell'arrotino, della ricamatrice o del cardalana e di assistere al lavaggio a mano dei panni con la liscivia e alla stiratura con ferri a carbone. A rendere tutto fiabesco contribuiscono gli abiti indossati dai figuranti confezionati con sete originali di San Leucio.

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