Chardonnay Friuli Grave DOC

A lungo confuso col pinot bianco, da cui differisce geneticamente, lo chardonnay è stato iscritto come vitigno a sé stante  nel Catalogo Nazionale delle varietà solo nel 1978. In questi ultimi anni l’analisi del DNA ha permesso di accertare che lo chardonnay è nato da un incrocio spontaneo tra il pinot nero originario della Borgogna e un vitigno ormai quasi scomparso, il gouais (nome che in francese antico voleva dire buffo, ridicolo). Coltivato prima in Borgogna, dove produce alcuni tra i migliori bianchi fermi in  assoluto, e poi in Champagne, dove viene vinificato come base spumante sia in purezza che in unione col pinot nero, lo chardonnay è diffusissimo in tutto il mondo, dalla California alla Cina. In Italia è arrivato ai primi dell’Ottocento, ed è presente in molte regioni, da nord a sud; a seconda dei territori dà risultati assai diversi, e comunque pregevoli, sia per i vini tranquilli che per quelli mossi, spumanti o frizzanti. Particolarmente adatto ai terreni marnosi di collina, viene bene anche nelle pianure alluvionali dell’Isonzo e delle Grave del Friuli, costituite da ghiaie e sabbie portate a valle da antichi ghiacciai nell’Era Quaternaria.

Chardonnay Friuli Grave DOC

Vino consigliato:
Chardonnay Friuli Grave DOC Borgo dai Morars (Conad) ha colore paglierino con riflessi verdini; profumo fragrante di mela golden, con ricordo di fiori di mandorlo e foglia di alloro; sapore secco, fresco, con delicato fondo fruttato.
Abbinamento: antipasti, paste asciutte e risotti con salse a base di pesce o di verdure, pesci e crostacei, carni bianche, salumi delicati (prosciutto di Parma, culatello di Zibello).
Servizio: 10-12° C
 

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