Consorzio di Tutela del Soave

Origine, Stile, Valore. Sono questi i punti fondamentali su cui si basa il progetto Soave 3D che il Consorzio di Tutela del Soave presenta al Vinitaly. L'obietttivo è quello di fare conoscere I vari aspetti di un vino esaltandone la propria territorialità, l'equilibrio tra tipicità, qualità e interpretazione produttiva. Ma anche zonazione, paesaggio, sostenibilità ambientale, accoglienza.

Nessun effetto speciale anche se la definizione potrebbe indurre a pensarlo ma un punto di osservazione preciso, attento, puntuale in ogni suo aspetto. Questo è Soave 3D, una “tridimensionalità” sul Soave che il Consorzio di Tutela presenta al Vinitaly 2013. Un progetto, quello di Soave 3D, che nasce dalla volontà di trovare nuove forme di “lettura del vino”, tre “nuove dimensioni” di analisi  che tengano conto dell'origine, dello stile e del valore dei vini del territorio.Tradotto in termini pratici, l'obiettivo del Consorzio è quello di sottolineare ed esaltare il rapporto vino territorio manifestando equilibrio tra tipicità, qualità e interpretazione produttiva. Grazie all'origine, infatti, si misurerà l’aderenza di un vino al proprio territorio, considerando sia le influenze del suolo che quelle del vitigno.   Lo stile aiuterà a comprendere la capacità del produttore di interpretare al meglio, dal punto di vista tecnico, qualità e limiti della stagione, indicandone il metodo produttivo e la sua efficacia nell’esaltare le caratteristiche del vino. Grazie al valore si potrà stabilire  la valutazione d’insieme di un dato vino, la qualità complessiva, con riferimento anche al prezzo che un potenziale consumatore è disposto a spendere per acquistarlo. Si otterrà, così facendo, una fotografia in 3D sia di ogni vino che del valore complessivo della denominazione e dell’espressione dell’annata per portare iulteriore valore al vino Soave.
Il numero 3 è il filo conduttore del Consorzio di Tutela del Soave al Vinitaly. Tre dimensioni di studio che includono i sapori del mondo, le tipicità della tavola russa, i sapori agrodolci dei piatti della tradizione cinese, per poi tornare al gusto tutto italiano della cucina di alta montagna. Un viaggio spazio-temporale tra cibi, piatti e culture tra loro molto lontane, dove il  gusto viene esaltato dalle numerose sfumature del vino Soave.

Il Soave punta alla Russia
Obiettivo Russia, un Paese il cui mercato è in continua crescita in chiave turistica, commerciale e territoriale.  Negli ultimi 5 anni il consumo di vino nell’ex repubblica sovietica è aumentato dell’80% con un importante trend di crescita per le referenze italiane. Nel  2001 il vino italiano rappresentava il 4,7% sul totale del vino importato, nel 2008 il 20% e nel 2011 il 27,5%. Nel 2011 il 56% del vino consumato corrispondeva a produzioni interne, contro un 44% importato. Nonostante il consumatore medio russo non sia ancora molto esperto in tema di vini, si prevede che nei prossimi anni ci sarà un’ulteriore margine di crescita. A fronte di questi dati, si sta registrando anche una forte crescita di turisti russi che scelgono sempre di più il Veneto come meta delle loro vacanze.  Lo scorso anno si è verificato un  boom di presenze con un +19,5% rispetto all’anno precedente. Il Consorzio di Tutela del Soave ha quindi messo a punto una  strategia di comunicazione verso questo mercato facendo leva su simboli e valori che incarnano il Made in Italy. Concetti e immagini legate alla Dolce Vita, simboli che comunicano bellezza ed emozione. Una campagna che basa la propria forza sul potere evocativo della foto: la potenzialità narrativa delle immagini viene esaltata dalla scelta accorta di parole chiave che hanno  una duplice valenza. Da un lato descrivono la foto in cui compaiono, dall’altro esse stesse sono utilizzate nel linguaggio specifico del vino per descriverne caratteristiche e particolari. In tale contesto il sistema Soave gioca un ruolo da protagonista come punto di riferimento di una domanda molto ampia che dal vino passa immediatamente al territorio e ai servizi che offre.
“ll nostro territorio – sottolinea Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Tutela del Soave – è il primo valore aggiunto delle nostre produzioni. Nessuno può imitarlo ma in molti possono decidere di vistarlo e di conoscerlo. E magari di acquistare i prodotti. Siamo consapevoli che fare sistema premia, soprattutto quando la competizione sale e l’economia arretra. Per questo oggi la promozione del vino non può prescindere dalla valorizzazione del territorio d’origine”.

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