Ferrara e la scommessa sulla frutta

19/04/2016

Ferrara e la scommessa sulla frutta

Di Alessandra Cioccarelli
 
Pesche, pere, cocomeri, fragole, meloni. Non tutti forse sanno che da decenni la frutticoltura ferrarese detiene una posizione di preminenza a livello nazionale ed europeo. In principio a regnare nelle campagne ferraresi era la coltivazione della canapa. Con l’avvento delle fibre tessili  e dei tessuti chimici, il posto della canapa fu preso gradualmente dalla frutta e, in modo particolare, dalla mela e della pera e nel corso del tempo la pericoltura ferrarese divenne una vera eccellenza del territorio. Altrettanto rilievo occupano nella produzione locale anche le fragole – la maggior parte di quelle italiane proviene dalla campagne ferraresi –, per non parlare delle pesche-noci, dolci e pastose. Ecco allora un breve viaggio nella frutticoltura ferrarese tra produzioni Dop e preziosi frutti.
 
PERA DELL'EMILIA ROMAGNA IGP
Di gusto delicato e dolce, ma dall’apporto calorico piuttosto contenuto, la pera dell’Emilia Romagna è una produzione di grande rilievo, sia in termini di quantità sia di qualità, nell’area ferrarese. Oltre che per il suo particolare gusto, questa tipologia di pera  è un’ottima fonte di fibre naturali e vitamina C. La Pera della Romagna ha ottenuto il riconoscimento Igp nel 1998 e le seguenti sono le varietà tutelate: Abate Fetel, Cascade, Conference, Decana del Comizio, Kaiser, Max Red Burtlett, Passa Crassana e Williams. In cucina Molte indicate per il consumo fresco, le pere dell’Emilia Romagna sono impiegate per la preparazione di dolci, macedonie e anche piatti saliti. Un vero classico della tradizione contadina è l’abbinamento di questo frutto ai formaggi, piuttosto stagionati.

Ferrara e la scommessa sulla frutta

FRAGOLA DI LAGOSANTO
Da anni simbolo dell’omonima cittadina, dove si coltiva il 90% delle piante di fragola prodotte in Italia, la fragola di Lagosanto è un concentrato di salute: ricchissima di vitamina C rafforza le difese naturali dell’organismo, ha proprietà depurative e diuretiche, grazie alla presenza di potassio, e antinfiammatorie. A questo frutto – coltivato in Romagna (colline riminesi) e nelle terre basse bolognesi e ferrarsi – nel mese di maggio Lagosanto dedica una sagra gastronomica ogni anno. In cucina le fragole di Lagosanto sono molto ricercate per marmellate e gelatine per via dell’elevato contenuto di vitamina C e sostanze zuccherine. Ottime anche in versione “dessert” condite con vino e zucchero.
 

Ferrara e la scommessa sulla frutta

MELONE DELL'EMILIA
Le prime notizie sulla presenza del melone nelle campagne ferraresi giungono da Cristoforo da Messisbugo, scalco rinascimentale alla Corte Estense, il quale racconta come il frutto fosse tra i più diffusi negli orti di città e campagna. Produzioni importanti, sia a livello quantitativo sia qualitativo - si hanno a Bondeno, in particolare nelle frazioni di Gavello e Zerbinate. Nelle più comuni varietà estive a polpa arancione, il melone dell’Emilia è caratterizzato da un rilevante contenuto di vitamina A e una buona dose di vitamina C; ridotti i quantitativi di sali minerale, fatta eccezione per il calcio presente in discreta quantità. In cucina Alimento gustoso e rinfrescante, il melone dell’Emilia si accompagna bene, come piatto unico, al prosciutto crudo, o con un pizzico di sale come dessert a fine pasto o in macedonia.

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PESCHE E NETTARINE DI ROMAGNA IGP
Ricche di vitamina C e potassio e con una significativa presenza di beta carotene, le pesche e nettarine di Romagna Igp, anche dette pesche-noce, hanno un’importante ruolo antiossidante contro i radicali liberi. Uniche in Italia a godere in Italia di questo riconoscimento, le pesche e nettarine di Romagna hanno ottenuto Igp nel 1998. Nella provincia di Ferrara questi sono i comuni di produzioni di pesche e nettarine: Argenta, Cento, Codigoro, Massa Fiscaglia, Poggio Renatico, Portomaggiore, Sant'Agostino, Tresigallo, Voghiera.  In cucina Ottime al naturale, le pesche e nettarine di Romagna Igp si prestano bene a un aperitivo alternativo: da provare tagliate a fette e immerse in un bicchiere di vino.

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COCOMERO FERRARESE
Sapevate che dal 1300 a metà del 1500 ai banchetti della Corte Estense spopolava il cocomero? Nel ferrarese questa coltivazione, estesa su tutto il territorio, riveste in effetti un ruolo di grande rilievo ancora oggi. E, in base al tipo di terreno, i produttori hanno selezionare la giusta varietà. Ecco quindi che nei terreni argillosi e torbosi di Bondeno, Berra, Jolanda, Ostellato e Argenta prevale la coltivazione della varietà Crimson Sweet; a Codigoro, Mesola, Lagosanto e Comacchio ha avuto la meglio il tipo Sugar Baby perché più adatto ai terreni sabbiosi. In cucina Grazie all’elevato tenero d’acqua e al ridotto contenuto di zuccheri, il cocomero ferrarese è un alimento dissetante, ideale per il caldo estivo. Ottimo consumato a fette o preparato in macedonia.

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