Festa delle Erbe

Asiago

28/04/2012 - 01/05/2012

Festa delle Erbe-Evento--9

Ci rechiamo oggi ad oltre mille metri di altitudine, sull'altopiano dei "sette comuni", scrigno che racchiude in sè bellezze naturali ed irripetibili eccellenze gastronomiche dove pochi giorni or sono si è tenuta la "Festa delle erbe", manifestazione organizzata dalla locale sezione di Slow Food e patrocinata dalla città di Asiago.
Ospiti e testimonial d'eccezione, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e poi il regista Ermanno Olmi, che da tempo ha scelto l'altopiano di Asiago come sua terra di adozione.
Per tre giorni, in vari punti dell'altopiano si sono tenuti convegni, mostre e incontri gastronomici che hanno avuto come protagoniste le erbe di montagna, il loro utilizzo in cucina, ma sopratutto il valore simbolico che assume oggi la loro riscoperta e valorizzazione.
Parla ora Antonio Cantele, erborista: "L'importante è prendere il contatto con il territorio, recuperare le nostre radici in quanto il territorio è veramente una ricchezza di piante spontanee che dobbiamo valorizzare in primavera, tutte le specie animali infatti in primavera utilizzano i germogli per depurarsi, ma anche per vivere. A livello di orticoltura abbiamo qui numerosi ortaggi che si coltivavano in passato come il "navone", la "pastinaca", lo "zafferano" che abbiamo iniziato a riprodurre e a coltivare. Vediamo dei risultati molto positivi e continuiamo in questo senso e speriamo in bene".

I ristoranti dell'altopiano nei giorni della manifestazione hanno proposto dei menu a base di erbe spontanee di primavera.
Gli chef dell'Unione Italiana Ristoratori (UIR) Massimo Spallino, del ristorante "Minibar" di Asiago, e Riccardo Cunico, del ristorante "il Maddarello" hanno valorizzato i sapori e i colori dei frutti della terra con originali interpretazioni culinarie.
Parla Massimo Spallino: "Con le erbe si possono realizzare diversi piatti, è giusto valorizzare questi prodotti di una volta, è giusto far conoscere e riapprezzare quello che veniva fatto dai nostri antenati e predecessori. Dei prodotti sicuramente useremo il cavolo "navone", che è un tipo di cavolo antico, abbandonato, e lo condiremo con dell'acetosa, che è un'erba spontanea che dà quel gusto di freschezza alla fine del piatto, che aiuta a pulire la bocca e che completa il gusto del nostro piatto. Dopodiché utilizzeremo anche della "buon Enrico" dette anche "farinele" nel nostro dialetto, che è una specie di spinacino selvatico, con la particolarità di avere il dorso della foglia con uno strato farinoso che si sente sia al tatto che al palato, una cosina simpatica da proporre e valorizzare".

Parla Riccardo Cunico: "Siam partiti da un'insalata di crudo, con una frittatina di "bruscandoli", che sarebbe il luppolo selvatico, da lì siamo passati a una crema di patate di montagna e quest'aglio "orsino", metà inserito a un quarto d'ora dalla fine della ricetta e metà fresco tagliato finemente. Poi abbiamo fatto questo risotto con lo zafferano di montagna, dove si sentiva molto bene la potenza di sapore di questo zafferano. Poi siamo passati a questo arrotolato di carne di vitello del "Macello di Lusiana", che è l'unico rimasto, e farcito con questo crauto, che sarebbe un'insieme di erbe spontanee e con dei cavoli "navone" con un gusto molto buono, accompagnato da un po di cipolla e da queste patate viola".

"La terra non è di nessuno, e i suoi frutti sono di tutti". Questa citazione di F. Rousseau che il regista Ermanno Olmi ha proposto nel corso del convegno che si è tenuto sull'altopiano, ha riassunto il significato profondo della manifestazione di Asiago: "L'uomo è oggi chiamato a riprogettare il proprio rapporto con la terra per poterla consegnare alle generazioni future, in modo che anch'esse possano godere della sua bellezza e dei suoi frutti".

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