Intervista a Chiara Maci

18/10/2013

Intervista a Chiara Maci

Giovedì 16 ottobre, all'inaugurazione del Tartufotto, il nuovo locale dedicato al tartufo toscano che aprirà i battenti al pubblico lunedì, era presente anche la celebre food blogger Chiara Maci. Amica nonchè collega di Simone Rugiati a Cuochi e Fiamme, fortunato programma televisivo, Chiara non poteva mancare all'istant show cooking firmato dal noto chef toscano, ospite d'eccezione dell'evento. Raggiante e scherzosa, Chiara, al 7° mese di gravidanza, confessa subito di non aver seguito troppo rigorosamente la severa dieta, riservata a chi è in dolce attesa, e ironizza sulla difficoltà di trattenersi di fronte ai prelibati piatti a base di tartufo, che le sfilano davanti agli occhi dall'inizio della serata. Poi, con grande affabilità e spontaneità, si mostra disponibile a una breve intervista, in cui ci racconta molto delle sue origini e della sua antica passione per la cucina.

Di origine campane, più precisamente della provincia di Salerno, Chiara Maci sviluppa fin da piccola un amore viscerale nei confronti della cucina, quella però ruspante e casalinga, che si prepara in famiglia. Complice certamente il luogo di nascita, la splendida e fertile Costiera Amalfitana, Chiara è catapultata subito nel favoloso universo enogastronomico italiano: in casa Maci arrivano di frequente cassette di frutta e verdure fresca dai pazienti del padre medico; conosce ben presto lo stellato Alfonso Iaccarino, grande amico dei suoi genitori; impara a cucinare giovanissima assistendo l'infaticabile madre ai fornelli; a 16 anni seguendo le orme materne - la madre è una docente di sommelier - si cimenta pure nel mondo del vino.

Quando hai deciso che la tua passione per la cucina sarebbe diventata un lavoro?

In origine la cucina era una passione infantile. Ho studiato giurisprudenza e marketing, perchè ero convinta che la cucina potesse rimanere solo un hobby, mai un lavoro; anche in casa vedevano la mia passione per la cucina come un semplice svago a cui dedicarmi la sera. Quando mi sono trasferita a Milano per studiare marketing, è stato assurdo perchè, mentre per me era normale cucinare, qui i miei coinquilini mi hanno fatto sentire un caso raro. A un certo punto, anche quando lavoravo in azienda, inziavano a regalarmi grembiuli, era diventata una presa in giro scherzosa, perchè mi presentavo con le torte la mattina in questo clima di donne tutte molto agguerrite. Un giorno mi sono licenziata e ho detto "se lo dicono tutti probabilmente posso farlo come lavoro". In quel momento di blog ce ne saranno stati due o tre, io seguivo Sigrid e il Cavoletto di Bruxelles, ma non sapevo ancora bene cosa fosse un blog, era una vera scommessa.

Come è iniziata la tua avventura con il blog?

Quando mi sono licenziata, ho aperto un blog, poi mi è scoppiato tra la mani in un anno perchè mi hanno chiamato a fare Cuochi e Fiamme dopo 3 mesi dall'apertura del blog. Mi ricordo che all'inizio avevo 200 visite al giorno e per me erano una follia, pensavo sempre ci sono 200 persone in italia tutti sul mio sito. Adesso se penso che arrivo a 10.000 visite al giorno, non mi fa più quell'effetto. Quando ho iniziato Cuochi e Fiamme, però, lavorando prima con Borghese e poi con Simone, è stata per me una grande soddisfazione. Simone, così come Fiammetta e Riccardo, mi hanno insegnato molto dello stare in televisione. Quando stai con persone più adulte e con più esperienza di te, hai solo da imparare. Per me è stata una grandissima scuola.

Il piatto meglio riuscito a Cuochi e Fiamme?

Guarda mi ricordo il peggiore, che era stata una zucchina ripiena di mortadella frullata con le cozze crude, che io non dimenticherò mai nella vita, perchè il concorrente era convinto di avere fatto un piatto da chef e noi gli abbiamo dato tutti uno perchè zero non si poteva dare e lui, per tutta risposta, ci insultò dicendo che non eravamo competenti. Quanto alle migliori concorrenti, ricordo due gemelle molto belle che Simone naturalmente aveva subito preso di mira. Hanno fatto una serie di piatti, uno dietro l'altro, tutti perfetti, che non ti aspetti di certo da due modelle magrissime.

Qual è il segreto per un blog di successo?

Secondo me, che è stato il mio segreto, l'essere veri più che puoi, essere totalmente come sei nella realtà. Io non mi sono mai vergognata delle mie origini, comunicare la genuinità del prodotto, raccontare tutta la storia e il lavoro che c'è dietro a un prodotto, è stata un'arma vincente. I blog che funzionano sono i blog delle persone che tutti i santi giorni postano contenuti nuovi. Io ho aperto il mio blog 3 anni e mezzo fa e non ho mai saltato un giorno, neanche i sabati e le domeniche. Adesso per assurdo, al settimo mese di gravidanza, non esiste che io salti un giorno, alle 6 e 30 tutte le mattine sul mio blog c'è una ricetta nuova. La costanza ti ripaga, perchè in questo modo crei delle aspettative e fidelizzi i tuoi fan. Certo non è semplice, io ho rinunciato a tante uscite e impegni. Seguire bene un blog è un lavoro consistente, devi fare la ricetta, ritoccare le foto, scrivere il testo, programmarla, metterla on line e molto altro ancora. È un investimento importante.

Che target ha il tuo blog?

Quando faccio la torretta o la millefoglie ho meno visite, un terzo delle visite che ricevo se pubblico la ricetta della pasta al pomodoro. Arrivando dal marketing aziendale, questo l'avevo capito appena ho visto le statistiche: quando ho visto che il mio tortino o la mie millefoglie facevano 1000 visite mentre la parmigiana o una pasta al forno ne facevano 10.000, ho capito che il mio target era il più semplice possibile. Se uso un ingrediente difficile, ricevo molte critiche, perchè molti dei miei followers sono del sud, soprattutto dei paesi di provincia, e non sempre riescono a reperire gli ingredienti che ci sono a Milano. Devi sempre dare delle alternative. È importante poi capire che indirizzo seguire, a quale target puntare. Ci sono tanti blog con molte meno visite di me, vogliono fare solo ricette di stellati, magari ne fanno una o due alla settimana e hanno un pubblico di nicchia. È solo una questione di scelte.

Qual è la tua ricetta preferita, il tuo piatto forte?

Io dico sempre la parmigiana di melanzane, ma in realtà tutti i piatti della tradizione campana e tutti i piatti molto semplici. Io sono innamorata della pasta e patate che sembra un piatto da niente ma fatta bene, con buone patate, ottima pasta e la crosta di formaggio, è meravigliosa. Sono quei piatti dell'infanzia a cui sono legata, che mi piace rifare sempre, magari in chiave più gourmet.

Progetti per il futuro?

Li sto realizzando tutti, non saprei dirti, perchè mi fa paura anche solo dirlo, dato che tutto quello che ho detto finora si è avverato. Ci mancava la bimba, adesso c'è anche lei. Poi da realizzare ancora c'è sempre molto per chi lavora in cucina. Oggi il mio sogno più grande, visto che ho appena preso casa a Milano e sto registrando i nuovi video dentro casa, sarebbe probabilmente lavorare direttamente dalla cucina di casa su più fronti: web, televisione e radio, tutto partendo dalla mia cucina, perchè lì mi sono creata un angolo in cui mi muovo con una spontaneità totale.

di Alessandra Cioccarelli

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