Le Cinque Terre: un angolo di paradiso tra mare e vigneti

Le Cinque Terre: un angolo di paradiso tra mare e vigneti

Un paesaggio unico al mondo, dove le meraviglie della natura si sposano perfettamente con l'opera dell'uomo. Sono le Cinque Terre, patrimonio mondiale dell'Umanità Unesco e Parco Nazionale. I cinque borghi - Riomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza, Monterosso - sono sospesi tra mare e terra e regalano emozioni alla vista, all'olfatto e al palato. Incorniciati dallo spettacolo delle caratteristiche casette colorate, il mare e la macchia mediterranea danno vita a profumi e specialità gastronomiche indimenticabili.   
 

Cosa vedere

Partendo da levante la prima tappa è Riomaggiore, un borgo in cui le stradine e le case degradano verso il mare, fin quasi a tuffarsi nell'acqua. Qui comincia la celebre Via dell’Amore, suggestivo e romantico sentiero che porta fino a Manarola, tra scorci mozzafiato e i profumi tipici del Mediterraneo. Caratteristiche anche le casette dai colori pastello che richiamano alla mente i dipinti di Telemaco Signorini, capofila dei Macchiaioli, che visse qui.  
Giunti a Manarola sembra di trovarsi di fronte a un borgo che prende vita dalle viscere dello sperone roccioso su cui poggia. Qui, quando il mare è in burrasca, le onde arrivano fino ai gradini della marina. E l'odore del mare si mescola magicamente a quello della macchia mediterranea. Ogni anno (dall'8 dicembre) Manarola si accende con il grande Presepe che occupa un’intera collina, creato dall’artista Mario Andreoli. Si tratta del presepe luminoso più grande del mondo: circa 300 personaggi realizzati con materiali poveri di recupero, distribuiti su 4000 metri quadrati tra i vigneti e illuminato da 15.000 lampadine.  
La tappa successiva è Corniglia: una splendida terrazza sul mare. Il suo centro abitato, che sorge su una scogliera alta 100 metri, è meravigliosamente immerso nei vigneti. Per scoprirne le bellezze bisogna solo avere voglia di camminare un po': Corniglia si può infatti raggiungere dal mare con una scala in mattoni con 377 gradini. Il paesaggio merita assolutamente ogni singolo gradino.  
Vernazza è sicuramente uno dei borghi più suggestivi al mondo, con le sue case colorate e arroccate, il saliscendi dei carugi e i gozzi che dondolano nello specchio d’acqua davanti alla piccola spiaggia. Impossibile non innamorarsi di un luogo simile. La chiesa di S. Margherita di Antiochia, le botteghe artigianali, la piazzetta con i tavolini dei ristoranti, danno al borgo un'atmosfera incantata. I luoghi simbolo sono la torre Belforte del Castello dei Doria, dove si apprezza un panorama mozzafiato e il Santuario della Madonna Nera.  
L'ultimo, ma non meno bello, è l'antico borgo marinaro di Monterosso al Mare, il meno scosceso delle Cinque Terre. Qui si trova una delle spiagge più scenografiche di tutta la Liguria: la spiaggia di Fegina, l’unica di sabbia della zona. Il posto perfetto per fare un bel bagno rigenerante nelle acque del Parco Naturale delle Cinque Terre. Tra le suggestioni imperdibili del suo borgo vecchio, la chiesa di San Francesco dove è custodito un dipinto, la Crocifissione, attribuita a Van Dyck.  
 

Cosa mangiare

Come tutta la cucina ligure, anche quella delle Cinque Terre è fatta di piatti semplici ma saporiti. Cosa mangiare alle Cinque Terre? Sicuramente i buongustai resteranno deliziati dalle celebri acciughe di Monterosso e Vernazza. Qui, dove la pesca è attività tradizionale, vengono servite cotte nel limone, fritte in olio extravergine di oliva o al forno, ma sono eccellenti anche sotto sale. Non ordinare un tian de anciue (tegame di acciughe) sarebbe quindi un peccato! La cucina di pesce è caratterizzata dall'impiego di erbette aromatiche che crescono in tutto il territorio come il timo, il rosmarino, la maggiorana e l’origano. Il tutto ovviamente condito con il prezioso e delicato olio di oliva locale.  
Mentre la cucina di carne non è molto presente, ad eccezione del coniglio, le verdure abbondano: dagli splendidi orti affacciati sul mare nascono cavoli, porri, carciofi, bietole e patate che danno vita agli squisiti minestroni liguri. Oltre alle immancabili e sfiziose focaccia e farinata, non si può ripartire senza aver gustato prima un bel piatto di trenette o trofie al pesto. In questo itinerario nel gusto delle Cinque Terre emerge chiaramente una caratteristica forte della cucina locale: l'esaltazione dei profumi e dei sapori di questo splendido territorio a strapiombo sul mare.  
Il nostro consiglio - Puoi portare a casa con te queste sensazioni seguendo la ricetta dello chef ligure Fabrizio Barontini: fortemente legato al territorio e ai sapori della tradizione, il capitano della Compagnia degli Chef ha realizzato un classico e gustoso piatto di trofie al pesto con patate e fagiolini. Una ventata di Liguria da riproporre a casa, tutte le volte che vuoi!

 

Cosa bere

Nella botte piccola c'è il vino buono. Un antico detto che si adatta perfettamente alla Liguria e nello specifico alle Cinque Terre: nonostante sia una delle regioni vitivinicole più piccole, la Liguria produce infatti alcune perle enologiche. I tesori della zona sono sicuramente il Cinque Terre Bianco Doc e lo Sciacchetrà Doc.  
Il Cinque Terre Doc viene prodotto esclusivamente nella provincia della Spezia con i vitigni Bosco, Albarola e Vermentino. Fragrante e floreale, si accompagna perfettamente a delizie della cucina di mare, come acciughe salate e acciughe ripiene, ma anche ad altre specialità locali come le torte salate e le focacce.  
Lo Sciacchetrà Doc è invece un pregiatissimo vino passito, dolce e liquoroso. Realizzato con le qualità d'uva Bosco (60%), Albarola e Vermentino (40%), ha un colore che va dal giallo dorato al giallo ambrato, a seconda dell'affinamento. Lo Sciacchetrà si abbina perfettamente con formaggi piccanti e dolci squisiti come il classico pandolce genovese. Quando ci chiediamo quindi cosa bere alle Cinque Terre dobbiamo pensare che queste perle sono il frutto del grande mestiere dell’uomo, che è riuscito a dare vita a tali eccellenze in un territorio meraviglioso ma difficile. Considerando infatti la conformazione del territorio, a strapiombo del mare, questa produzione è stata definita "viticoltura eroica".  

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