Le Terre della Baronia, scoprire il Gran Sasso

La chiamano il Piccolo Tibet d'Italia, molto amato dagli appassionati di trekking, scalata e sci di fondo, la zona della Baronia comprende i paesi di Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio. Siamo sul Gran Sasso, in Abruzzo, e il nostro itinerario gastronomico parte e arriva a Barisciano. Un percorso circolare di circa una settantina di chilometri, da fare in macchina, che permette, in una giornata, di scoprire questa montagna e i prodotti della sua terra.

Santo Stefano di Sessanio e le sue lenticchie

Partendo da Barisciano si sale subito verso la montagna e il primo paese che si incontra è Santo Stefano di Sessanio, forse il più suggestivo di tutti per la torre merlata che spicca sopra ai tetti del paese, per i suoi vicoli stretti e il verde circostante. A Santo Stefano di Sessanio si può gustare la lenticchia di Santo Stefano di Sessanio, presidio Slow Food, che viene coltivata sulle terrazze montane che circondano il piccolo borgo, da assaggiare in gustose e semplici zuppe o insieme a patate e salsiccia. Oltre alle lenticchie, a Santo Stefano di Sessanio si possono assaggiare la carne di agnello dell'altopiano di Campo Imperatore, nella classica ricetta dell'agnello alla chiaranese, e lo zafferano.

Proseguendo lungo l'itinerario, si arriva al Lago Racollo, un magnifico punto dove riposarsi e guardarsi un po' intorno.

Castel del Monte e il pecorino Canestrato

L'itinerario arriva a Castel del Monte, dove si produce il fantastico pecorino Canestrato di Castel del Monte, detto il pecorino della transumanza perché i pastori abruzzesi scendevano fino alla Puglia nei mesi freddi, per poi tornarsene a casa con l'arrivo della primavera. Oggi, non ci si sposta più così tanto: la transumanza sale e scende a diverse altitudini a seconda del clima e della stagione. Sapore forte e piccante, il pecorino Canestrato di Castel del Mondo è presidio SlowFood e può essere stagionato da due mesi a un anno. Una curiosità sul Castel del Monte: il paese ha la forma di una stella! Ciò è dovuto all'impianto urbanistico del paese che segue le curve di livello del terreno e sfrutta le cinque alture che lo circondano. Da qui, cinque punte e la forma della stella. È per questo che lo stemma del Comune rappresenta la torre del paese cinta dalle mura, posta su cinque colli che, secondo alcuni, rappresentano le antiche cinque porte d'ingresso al borgo.

Calascio e la Rocca

Calascio, con la sua Rocca, il castello più alto degli appennini. Bellissima, la Rocca di Calascio domina tutta la valle del Tirino e della Piana di Navelli. Nel vero e proprio borgo di Calascio, invece, si trovano moltissime chiese: la chiesa parrocchiale, il convento e la chiesa di S. Maria della Grazie, dove è conservato un dipinto di Cesare Giulio Bedeschini, la chiesa di S. Carlo, di S. Antonio Abate e di S. Leonardo. A Calascio e non solo si possono assaggiare le patate turchesa, caratterizzate per la sua buccia color viola, la pasta color giallo intenso e le molte proprietà benefiche.

Da Calascio si riscende verso Calstelnuovo e si conclude proseguendo sulla strada che riporta a Barisciano. Meno di due ore di macchina e un percorso che tocca natura, borghi e buon cibo. Da concludere con una buona ferratella piena di crema al cioccolato!




 

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