Mela Renetta DOP Val di Non

Simbolo di fertilità e di discordia, di conoscenza e di seduzione, la mela accompagna da sempre la storia dell'uomo. Presente nell'alimentazione da almeno diecimila anni è oggi il frutto più destagionalizzato, la sua presenza negli scaffali dei rivenditori è garantita cioè tutto il tempo dell'anno grazie al fatto che la sua conservazione può essere effettuata senza l'uso di additivi chimici o altri tipi di conservanti.

Il Trentino è una delle regioni europee più importanti per la produzione di mele di qualità, nonostante la superficie coltivabile sia ridotta al fondo valle e ad alcuni altipiani. In particolare la Val di Non è storicamente una delle aree maggiormente vocate a questa coltivazione. Qui i meleti, nella stagione del video attendono la fioritura primaverile, si estendono a perdita d'occhio caratterizzando il paesaggio invernale con i loro rami protesi verso il cielo.

La Val di Non, una delle più settentrionali della provincia di Trento, racchiude al suo interno paesaggi e culture affascinanti. A Cles, il centro più importante della valle, sono conservati i documenti che attestano che la coltivazione della mela era già nel XVII secolo una delle colonne portanti dell'economia locale e ancora oggi i turisti che raggiungono le rinomate località sciistiche dolomitiche possono ammirare le immense distese di meleti che circondano gli antichi manieri e i suggestivi borghi del fondo valle.

La varietà che fino all'Ottocento veniva qui maggiormente coltivata era l'autoctona mela renetta, che ancora oggi copre gran parte della produzione, seppur affiancata da altre varietà internazionali. La sua buccia ruvida e il suo sapore acidulo la rendono inconfondibile, la sua polpa è protagonista indiscussa di alcune delle ricette più caraterristiche del Trentino, come la torta di mele o lo strudel.

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