Montepulciano d’Abruzzo DOC

Niente a che vedere con la cittadina di Montepulciano in Toscana: il Montepulciano d’Abruzzo prende il nome dal vitigno, probabilmente originario della Valle Peligna, come testimonia lo storico abruzzese Michele Troia in uno scritto del XVIII secolo. Diverso dal sangiovese, cui erroneamente viene a volte assimilato, il vino montepulciano ha una forte carica di colore, una buona dose di acidità e di tannini, e un ampio patrimonio aromatico (frutti rossi maturi, liquirizia, tabacco, cacao tostato). Predilige le colline o gli altopiani di altitudine non superiore a 500 metri, e viene coltivato in tutte e quattro le province della regione: Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo.
L’uva viene vinificata in rosso (macerazione delle bucce nel mosto per diversi giorni); il vino deve affinarsi qualche mese in cantina, in acciaio o in legno, prima dell’immissione al consumo. Con almeno due anni d’invecchiamento e un tenore alcolico di almeno 12°C può portare la qualifica di Riserva.
Quando l’uva Montepulciano, con eventuale aggiunta (max 15%) di altri vitigni a bacca nera, viene vinificata in rosa (breve contatto tra bucce e mosto) dà origine ad un gradevole rosato, il Cerasuolo d’’Abruzzo DOC.

Vino consigliato:
Montepulciano d’Abruzzo DOC Vicale (CONAD), da uve delle colline chietine, ha colore rubino intenso con riflessi porpora; profumo fragrante di amarena e di ribes, con ricordi di fiori di liquirizia; sapore secco, pieno, schietto, con distinto fondo di confettura e di spezie.
Abbinamento: piatti saporiti (maccheroni carrati con sugo di agnello), carni arrostite o in intingolo, salumi dal gusto deciso (mortadellina di Campotosto) e formaggi stagionati (pecorino rosso di Pienza, di Farindola o di Penne, Taleggio, Asiago).
Servizio: 18° C
 

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