Nella piana di Palermo profumo di mandarini e street food

Palermo è un pullulare di odori e sapori. In una chiassosa cornice araba, in cui il tempo sembra essersi fermato, le vie di Palermo sono un grande mercato di strada e le sensazioni che si percepiscono sono quelle di antichi suk.
Nelle viuzze degli storici mercati popolari della Vucciria, il Capo, Ballarò e Capo Vecchio, il forte odore di fritto è una tentazione irresistibile per gustare il famoso Panu ca meusa (panino con milza e polmone di vitello prima bolliti, poi soffritti nella sugna), i cazzilli (crocchette di patate fritte) e le rinomate melanzane fritte, per non parlare della voglia di dolci che viene quando si passa davanti a pasticcerie e gelaterie.

Palermo è stata nei secoli un crocevia di infinite culture e questo si nota vistando la città, un insieme di ville in stile liberty, residenze arabo-normanne, chiese barocche, teatri neoclassici e mura puniche. Palermo è una fra le mete preferite della Sicilia e non solo grazie anche al perfetto connubio mare-arte.

Il Palazzo dei Normanni, anticamente Palazzo Reale, è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana ed è uno dei monumenti più visitati dell’intera isola. Altrettanto spettacolare Monreale nota per il  monumentale Duomo e l’Abbazia benedettina.

Il mandarino tardivo di Ciaculli

A Sud-est di Palermo si trova Ciaculli. E' nelle borgate di campagna di Ciaculli e Croceverde Giardina, in quell'area della pianura palermitana conosciuta come Conca D'Oro che cresce il mandarino Tardivo di Ciaculli, uno degli agrumi meno conosciuti ma molto richiesti all'estero. Negli anni ’40, per una mutazione spontanea del mandarino avana, nacque una varietà nuova che maturava più tardi, da gennaio a marzo. Prese il nome, per l'appunto, di mandarino tardivo di Ciaculli. Un frutto con pochissimi semi, dolcissimo, succoso e con la buccia fine che generalmente  si mangia fresco  per apprezzarne appieno il profumo e il sapore. Il mandarino tardivo viene usato anche per preparare  dolci e marmellate e in pasticceria  per decorare torte, crostate e pasticcini o per la preparazione di gelatine, bavaresi, salse e creme, granite e sorbetti.

Cefalù, Bagheria e San Vito Lo Capo

Non lontano dal capoluogo, un centro turistico di grande richiamo è la normanna Cefalù, uno dei borghi più belli d’Italia che offre arte e mare ai visitatori. Per chi volesse immergersi nella natura, la vallata di Bagheria è il luogo ideale. E sempre di natura parlando, non lontano da Palermo si trova La Riserva Naturale dello Zingaro, una  meravigliosa riserva che si trova nel comune di San Vito lo Capo e in minor parte in quello di Castellammare. All'interno è possibile visitare, oltre alle bellezze naturali, anche un Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare e il Museo della Civiltà Contadina.
La superficie totale di questa riserva è pari a 1650 ettari che si estendono per 7 chilometri di costa caratterizzata da numerose calette e falesie che si buttano ripide nel mare.

Dove dormire a Palermo

Palermo è piena di hotel storici che vantano una tradizione quasi centenaria. Molti risalgono all’epoca della Belle Epoque, caratterizzati da un genuino ed originale stile Liberty.  Molto belli e collocati sempre in strategici punti panoramici gli hotel distribuiti lungo la costa e le borgate marinare, dedicati a chi vuole apprezzare il mare della costa palermitana pur rimanendo a pochi minuti dal centro storico cittadino.
Altre strutture sono molto vicine a riserve marine e naturalistiche, quindi molto indicate a chi desidera esplorare queste zone e godere del contatto diretto con una natura incontaminata e ancora selvaggia. Alcune strutture alberghiere sono dei veri e propri resort, dotati di spiagge private e di servizi di prim’ordine. In alternativa, si possono scegliere masserie o  antichi casali perfettamente ristrutturati e dotati di tutti i moderni comfort, che conservano comunque un fascino ed un’atmosfera tipici di altri tempi.

Dove mangiare a Palermo

Numerosi sono i ristoranti tipici a Palermo, dove è possibile apprezzare i sapori di una gustosa cucina  a base di pesce fresco.
Prima di lasciare la città non dimenticatevi di fare colazione con le tipiche morbide e calde brioche siciliane accompagnate da una buona granita, il gelo di mellone (o con il gelato se optate per una sostanziosa merenda) e di assaporare lentamente, boccone dopo boccone, il famoso goloso cannolo alla ricotta.

La cucina palermitana

Non potrete raccontare di avere sperimentato la cucina palermitana se non avrete assaggiato i cibi di strada.
La cucina palermitana è tradizionalmente una cucina povera che utilizza le parti meno nobili della carne e nella quale ha un ruolo fondamentale il cibo di strada, quello che oggi ci piace chiamare street food.

Lo street food tra le vie di Palermo è di casa. Straordinario il sapore del Panu ca meusa (panino con milza e polmone di vitello prima bolliti, poi soffritti nella sugna) e dei i cazzilli (crocchette di patate fritte). Ma camminando a Palermo potrete deliziarvi, non è cibo per tutti..., con la quarumi (viscere di vitello bollite con cipolla e verdure) o con frittole, arancini, pane e panelle (che si fa con la farina di ceci), sfincione, stigghiola e vastedda fritta.... mafalda con panelle. A casa poi penseremo a una dieta, a Palermo la caloria è d'obbligo!

STREET FOOD A PALERMO. GLI INDIRIZZI GIUSTI
  • Antica Focacceria San Francesco – via Paternostro, 58
  • Rosticceria Romanella - Via Giacomo Leopardi 12
  • Nino U’ Ballerino - Corso C. Finocchiaro Aprile, 76/78
  • Pasticceria Massaro – via Basile, 26
di Antonella Imbesi

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