Pesca Saturnia delle colline marchigiane

La pesca Saturnia, detta anche pesca tabacchiera, saturnina, platicarpa o piatta è un frutto estivo che, oltre ad avere moltissimi nomi diversi, è diffusa in vari continenti. Oggi, ci occupiamo delle pesche tabacchiere italiane, in particolare delle pesche marchigiane. Saturnia e Saturnina, tra l'altro, sono denominazioni esclusivamente marchigiane.

La storia della pesca Saturnia

La pesca tabacchiera venne introdotta dalla Cina negli Stati Uniti Nel 1869 con ottimi risultati di produzione, fino a diventare uno dei frutti più popolari negli anni '90.
In Italia, la pesca viene, da lunga tradizione, coltivata in Sicilia, in particolare a Adrano, Biancavilla, Bronte, Maniace, Mojo Alcantara e Roccella Valdemone. È soltanto verso la fine degli anni '80 che la sua coltivazione è arrivata anche nelle Marche, dove, per l'appunto, è conosciuta come Saturnia o Saturnina.  È sulle colline della vallata del fiume Chienti, tra i comuni di Montecosaro e Civitanova Marche, che viene coltivata la pesca Saturnia.
La Saturnina predilige la collina in pieno sole e terreni di medio impasto e, nelle condizioni presenti sulle colline marchigiane, raggiunge la massima espressione delle sue caratteristiche qualitative. È, quindi, proprio nelle valli originatesi intorno ai fiumi Ete e Chienti che si trova il terreno ideale per questa produzione.

Le caratteristiche della pesca Saturnina

La loro polpa bianca e zuccherina, compatta e soda ma al tempo stesso morbida e gustosa è la caratteristica che le piazza in cima alla cassifica delle pesche. Dalle pesche saturnine, oltretutto, si ricavano ottimi gelati e granite buonissime. In generale, si tratta di una pesca con una grande versatilità in cucina, perfetta per dolci e confetture, ma che si abbina bene anche a piatti salati, di pesce e di carne, come nella ricetta della tartare di gamberi e pesche.

Il pesco della Saturnina è un albero di dimensioni medie, con un fiore color rosa che viene fuori abbastanza presto rispetto agli altri alberi che fioriscono in primavera. In tutte le sue varietà, il frutto non supera mai i 200 g e, per prenderlo bello maturo, bisogna sceglierlo rosso vivo.
La pesca Saturnina è una pesca piuttosto resistente e si conserva più a lungo delle altre. L'importante è tenerla al fresco e all'asciutto.

Il trucchetto per far durare la frutta più a lungo? Metterla in un sacchetto di carta e poi chiudere il sacchetto di carta in uno di plastica. Sembrerà eccessivo, ma la pesca ha bisogno di stare a contatto con un materiale asciutto come la carta, mentre la carta ha bisogno di essere separata dal frigorifero, altrimenti inumidisce l'ambiente e crea condensa sugli scaffali.

I dolci con le pesche

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