Pinot Rosé Veneto IGT Frizzante

Il pinot nero, già coltivato in Borgogna in epoca romana, esiste in centinaia di sottovarietà e di cloni. Ma in linea generale, ci sono due categorie di pinot nero: quelli a buccia spessa, da cui derivano vini rossi fermi di pregio, e quelli a buccia sottile, adatti per la produzione di vini spumanti e frizzanti. Nel caso dei vini rosati frizzanti, dopo la pigiatura soffice dei grappoli, il mosto rimane a contatto con le bucce solo per il tempo sufficiente a una limitata cessione delle sostanze coloranti naturali (antociani); quando si ha la tonalità e l’intensità di colore desiderata (vinificazione in rosa) si tolgono le bucce, e il mosto fermenta a temperatura controllata (18-20°C). La leggera presa di spuma si svolge quindi in autoclave, con lieviti selezionati, secondo il metodo inventato dall’italiano Federico Martinotti a fine Ottocento, e perfezionato nei primi anni del Novecento dall’ingegnere francese Eugène Charmat. Quando il gas acido carbonico naturale sciolto nel vino raggiunge un valore compreso tra 1 e 2,5 bar, il prodotto passa in bottiglia ed è pronto per l’immissione al consumo.

Vino consigliato:
Pinot Rosé Frizzante Veneto IGT Trodo Antico (CONAD), da uve della pianura trevigiana, ha spuma briosa; colore rosa brillante; profumo fragrante di frutti di bosco, con ricordi floreali; sapore frizzante, morbido, fresco e pulito, sapido e leggero, delicatamente fruttato.
Abbinamento: antipasti magri, primi piatti leggeri; pesci; carni bianche; salumi delicati (prosciutto di Parma, coppa piacentina); formaggi freschi (robiola, crescenza, ricotta).
Servizio:  8-10° C
 

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