Verdi loves jazz

Roma

07/06/2013

Musica e cucina formano da sempre un ottimo duetto. A riunirle, questa volta, ci ha pensato la città di Roma. Venerdì 7 giugno, durante la serata, Verdi Loves Jazz regalerà alla capitale una serata all’insegna del buon gusto, musicale e culinario. Nel 2013, ricorre il duecentesimo anniversario dalla nascita del grande musicista e, in tutto il Paese, si rincorrono gli eventi organizzati per l’occasione. Al Teatro Sala Umberto, in Via Della Mercede 50, andrà in scena una delle iniziative più originali.

Verdi Loves Jazz, infatti, è un progetto frizzante, dinamico e tutto da vivere. Questo tributo al grande Maestro porterà sulla scena ritmo e sapore. Se alle 20.30 i buongustai potranno saziare i loro appetiti grazie a una ricca cena a buffet, alle 21.30 saranno gli appassionati di musica classica ad apprezzare l’armonico suono degli strumenti che accompagneranno la voce di Cinzia Tedesco.

La cultura, insomma, può finalmente mostrare tutto il suo aspetto più giocoso e godereccio. Grazie a questo progetto realizzato dal network Openspaceart, note musicali e specialità enogastronomiche possono finalmente interagire all’interno di spazi culturali ed eventi creati ad hoc. D’altronde, proprio nella figura di Giuseppe Verdi, queste due passioni si sono incontrate e hanno convissuto a lungo. Non tutti sanno, infatti, che l’autore della celebre Aida è stato un raffinato goloso e un esigente gourmet. Nella cucina della sua tenuta, i domestici e gli ospiti erano spesso invitati ad affiancare lo chef nella preparazione dei piatti.      

Il catering Angelina, curato da Annapaola Lo Presti in collaborazione con Fabio Muraour, imbandirà una tavola in stile verdiano, cercando di scegliere i prodotti primi della sua terra d’origine e seguendo i suggerimenti e le accortezze del padre Carlo. La musica jazz, invece è stata scelta per rendere omaggio allo spirito poliedrico di Verdi, al suo amore per il ritmo e alla sua curiosità nei confronti di ogni genere.

Verdi Loves Jazz incanterà il pubblico grazie alla bontà delle ricette proposte e all’energia sprigionata da un’interpretazione in chiave jazzistica delle sue opere più conosciute.

di Serena Cirini

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