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Brunello, distrutti 60mila litri di vino

Un atto vandalico? Un gesto della mafia? Una ritorsione? Circa 84mila bottiglie di Brunello di Montalcino sono andate perse, ma ancora non se ne conosce il motivo 
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Domenica notte, alcuni vandali hanno distrutto 60mila litri di Brunello di Montalcino, il vino Docg famoso in tutto il mondo. In una notte sono andate perse circa 84mila bottiglie. A essere colpita è stata l'intera produzione vinicola dal 2007 al 2012 di Gianfranco Soldera, ex broker milanese, proprietario della tenuta Case Basse.

Nella notte, alcuni uomini hanno forzato la porta d'ingresso della cantina e hanno aperto i rubinetti di botti e barriques di Brunello di Montalcino. Il resto della cantina non è stato toccato e non è stato portato via niente. 

Gianfranco Soldera ha parlato di "un vero atto mafioso". I carabinieri della compagnia di Montalcino hanno avviato le indagini ipotizzando un atto vandalico. Mauro, il figlio del titolare della cantina di Brunello di Montalcino, commenta: "Mai siamo stati al centro di episodi allarmanti, mai abbiamo ricevuto minacce. Abbiamo subito un danno gravissimo e non solo economico, ma non ci arrenderemo. L'azienda va avanti, abbiamo tutti la forza e il coraggio di non mollare". Il presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha subito espresso solidarietà a Gianfranco Soldera condannando l'evento, che colpisce tutti i 250 produttori del Brunello. La vicepresidente Donatella Cinelli Colombini ha sottolineato: "A mia memoria, non ricordo, nella nostra zona, un simile precedente. Un fatto che sgomenta e inquieta".

Gianfranco Soldera produce un Brunello di Montalcino di qualità, conosciuto il tutto il mondo. La produzione media è di circa 15mila bottiglie l'anno e il prezzo oscilla da 165 a 170 euro a bottiglia. Soldera viene considerato un purista del Brunello di Montalcino, ovvero è tra coloro che non vogliono modificare leggermente il disciplinare del rosso toscano, per venire incontro al gusto del mercato americano. Nel 2008, a questo proposito, c'è stato uno scandalo tra i grandi produttori accusati di produrre Brunello non con Sangiovese in purezza, come richiesto dal disciplinare, ma miscelato con altre uve o altre vini in percentuali significative. Questa modifica serviva a superare il problema del poco Sangiovese in quell'anno, oltre che ad avvicinarsi ai gusti dei consumatori del continente americano.

Fonte: Corriere della Sera, New York Times blog, Iltirreno.it


di Carlotta Mariani
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