Gnocco fritto e Lambrusco. Modena ti prende per la gola!

Gnocco fritto e Lambrusco. Modena ti prende per la gola!

In tutto il mondo Modena, città d’arte e di motori, è nota per la buona tavola: dagli amatissimi tortellini all’aceto balsamico tradizionale, dal cotechino allo zampone, dal prosciutto crudo al lambrusco, tanti sono i suoi prodotti d’eccellenza, tutelati dai marchi Dop e Igp. Il modo migliore per scoprire la città è fare una passeggiata mattutina per le vie gremite di biciclette, tra i palazzi dalle caratteristiche facciate gialle e rosse: all’ombra dei vecchi portici si celano alcuni luoghi simbolo della gastronomia modenese.

Modena, città di delizie-Descrizione--9

Il percorso non può non partire dal cuore della città, riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco: è la Piazza Grande dominata dalla luminosa mole bianca e rosa della cattedrale, che, per le sue forme architettoniche e per il fascino delle figure scolpite in facciata e sui portali, è annoverata tra i massimi capolavori dell’arte romanica. Sul fianco settentrionale della chiesa si eleva la Ghirlandina, la torre campanaria simbolo di Modena, dall’alto della quale si può godere di una splendida vista sulla città.

Imboccando verso sud Corso Canal Chiaro ci si addentra nella parte medievale di Modena, dove il tessuto urbano ha conservato una trama fitta e irregolare e dove le stradine sono state ripavimentate nello stile dell’epoca, con ciottoli di fiume. Raggiunto Largo San Francesco si incontra la Premiata Salumeria Fini, vero e proprio tempio della gastronomia modenese e primo nucleo del gruppo che ha raggiunto diffusione nazionale: fondata nel 1912 dal garzone di bottega Telesforo Fini e ben presto ampliata con il rinomato ristorante, propone salumi, formaggi, tortellini e tanti altri prodotti, consegnandoli anche a domicilio.

Risalendo poi verso il centro, è d’obbligo una deviazione per una visita allo storico mercato coperto Albinelli, inaugurato nel 1931 (aperto dal lunedì al sabato dalle 6.30 alle 14.30; dal 1 ottobre al 31 maggio anche il sabato pomeriggio). Sui banchi fa bella mostra di sé una ricchissima varietà di frutta, formaggi, salumi, pasta, aceto e vino di qualità a ottimi prezzi. Soprattutto, il mercato è il custode della genuina gastronomia modenese ed è il luogo più indicato per acquistare i prodotti locali, lasciandosi consigliare dai commercianti che vi espongono ormai stabilmente.

Usciti dal mercato e oltrepassata Piazza Grande in direzione nord, si incrocia la via Emilia, la strada consolare su cui fu fondata la Mutina romana e che è ancora l’asse portante di Modena. Sul lato opposto della via le strade si allineano parallele: nella parte settentrionale della città infatti si concentrò l’attività di risistemazione urbanistica avviata nel Rinascimento dai duchi d’Este. E, tra le altre, via Farini offre una scenografica prospettiva sulla maestosa facciata settecentesca del Palazzo Ducale.

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Avvicinandosi al palazzo si scopre, all’altezza di Largo San Giorgio, un altro prestigioso indirizzo: la Salumeria Hosteria Giusti, fondata nel 1598, è la più antica salumeria d’Europa ed ebbe tra i suoi affezionati clienti il duca Cesare d’Este e Gioacchino Rossini. Sono in vendita anche qui l’aceto balsamico tradizionale, i salumi tipici, una vasta selezione di formaggi e di oli extra vergini d’oliva, vasetti di confetture, mostarde, tonno... La piccola osteria (aperta solo a mezzogiorno) si affaccia con i tavolini sulla retrostante viuzza che porta il colorito nome di Vicolo Squallore; in cucina si preparano antiche ricette, dallo gnocco fritto con i salumi all’insalata di cappone in agrodolce condita con l’aceto balsamico tradizionale.

Dopo un pranzo prelibato, nel pomeriggio il viaggio tra i sapori modenesi potrà continuare in auto alla volta di una delle numerose acetaie situate nei dintorni della città. Riunite nel Consorzio Produttori Antiche Acetaie, producono e vendono il celebre aceto balsamico tradizionale di Modena Dop e accolgono, previa prenotazione, i visitatori che desiderano vedere da vicino le botti di legno in cui il mosto di uva cotto invecchia trasformandosi nel prezioso nettare nero. Chi vuole saperne di più su questo misterioso processo può spingersi fino a Spilamberto, dove si trova il Museo del Balsamico Tradizionale, che ricostruisce tutte le fasi di produzione del balsamico, dal vigneto all’acetaia, e conserva strumenti, oggetti e documenti di interesse storico e scientifico.

E infine, al rientro magari da una rinfrescante gita in campagna, questa giornata di delizie potrà concludersi con una cena abbondante in una tipica trattoria emiliana. Vi consigliamo a Spilamberto l’ottima Trattoria da Cesare (via San Giovanni, 38; tel. 059 784259). A fine pasto non dovrà mancare un bicchierino di liquore, il dolce sassolino o l’intenso nocino

testo e foto di Roberta F. Galimberti

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