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Mont Avic, il parco del pino uncinato

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Trovare oggi un ambiente incontaminato non è per niente facile, nemmeno in montagna. Rifiuti di vario genere abbandonati da escursionisti maleducati sono una costante, per non parlare dei fanatici del motocross che non si limitano ad arare i sentieri, ma sgommano anche nei boschi, o dei turisti della domenica che distruggono funghi magari ottimi, o che raccolgono mirtilli e lamponi con rastrelli, rovinando le piante. Il parco del Mont Avic, in Valle d'Aosta, è una felice eccezione dove tutto è rimasto allo stato naturale.
Istituito nell'ottobre 1989, e ampliato nel maggio 2003, copre un'area di 5747 ettari che comprende l'alta valle del torrente Chalamy in comune di Champdepraz e buona parte del vallone di Dondena in comune di Champorcher, ai confini del Gran Paradiso. Tra foreste, laghi e torbiere Più di un terzo del parco dominato dal Mont Avic (3006 m.s.m) è coperto da foreste di faggio, larice, pino silvestre e pino uncinato, una conifera poco diffusa sulle Alpi ma molto adatta sia al terreno povero e poco profondo originato da particolari rocce verdi (serpentiniti), sia al suolo acido sul margine delle torbiere, che qui sono numerose. In effetti, la flora e la vegetazione della val Chalamy sono profondamente influenzate dall'abbondanza di zone umide: decine di laghi, stagni e torbiere con ranuncoli d'acqua e isolotti galleggianti di sfagni. Sono state censite finora 750 piante, e 170 tra muschi ed epatiche. C'e persino la Drosera rotundifolia, una piccola pianta insettivora che non rischia di certo la fame grazie alla presenza di 1100 varietà di farfalle e di almeno 110 specie di coleotteri. I boschi di latifoglie e di conifere sono ricresciuti dopo il taglio indiscriminato praticato dal XVII secolo fino alla metà del Novecento per produrre carbone di legna destinato ai forni di fusione dei minerali estratti dalle miniere di ferro e di rame della valle di Champdepraz. Al punto che oggi la foresta di pino uncinato della Serva è classificata fra i pochissimi "boschi da seme" di interesse nazionale.

Natura al Parco del Monte Avic
I boschi, le praterie alpine, le pietraie e le rocce ospitano un gran numero di animali, dal fagiano di monte al picchio nero, all'astore e alla civetta capogrosso, dal capriolo al cinghiale al camoscio (almeno 300 esemplari), oltre a qualche decina di stambecchi, alle lepri bianche, agli ermellini e a qualche colonia di marmotte. Almeno una coppia di aquile reali ha il nido sul monte Avic, e di recente è stato reintrodotto il rarissimo avvoltoio degli agnelli (Gypaetus barbutus). Last but not least, sembra che nel parco sia ritornato anche il lupo. Il centro visitatori "Quello del Mont Avic - dice il direttore del Parco, Massimo Bocca - è il primo parco naturale istituito dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta. L'ente che lo gestisce ha un consiglio di amministrazione composto dal presidente Pietro Passerin d'Entreves e da undici membri, un collegio dei revisori dei conti e un organico di diciassette dipendenti. Tra questi, i guardaparco che affiancano il personale del Corpo Forestale della Valle d'Aosta nei compiti di vigilanza e di monitoraggio dell'ambiente. Abbiamo un rigoroso piano di Gestione Territoriale, collaboriamo con la Rete delle Aree Alpine Protette (Alparc), e abbiamo realizzato diverse ricerche scientifiche su vari aspetti naturali e antropici. Dopo l'adozione di un Sistema di Gestione Ambientale, nel 2003 abbiamo acquisito la certificazione ISO 14001, e primi fra le aree protette europee, la registrazione EMAS. Siamo così diventati un sito di interesse comunitario, inserito nel sistema Natura 2000, la rete ecologica dell'Unione Europea che garantisce la conservazione degli habitat e delle specie". "Chi arriva nel Parco - aggiunge Roberto Ogliari, amministratore unico di Agomai, la società che gestisce il Centro Visitatori del villaggio di Covarey di Champdepraz - può farsi un'idea precisa di cosa si può fare e di cosa osservare. Il punto informazione, per esempio, dà notizie sullo stato e sulla percorribilità dei sentieri, indicati da segnavia di colore giallo. Chi lo desidera, può avere gratuitamente un palmare con schermo touch screen, dotato di cartografia dedicata che riceve il segnale da 80 punti di particolare interesse localizzati lungo i sentieri.
Comunque nell'area verde del centro un plastico descrive bene gli ambienti del Parco: le foreste, le zone umide (oltre trenta laghi, le torbiere e i torrenti ricchi di trote) e le aree rocciose d'alta quota. Si parte dal Centro Visitatori, a 1257 metri, e si arriva ai tremila e più metri del mont Avic, del Glacier, del Dela. Abbiamo anche una innovativa piattaforma informatica, ViviAlp, che permette un viaggio virtuale tridimensionale sui parchi di Alparc, la rete delle aree alpine protette. Grazie a un joystic si può volare da una vetta all'altra, scendere nelle valli e raggiungere i punti panoramici dell'area naturalistica. C'e poi un museo che racconta i "segreti" del Parco: i vegetali, gli animali, i minerali, le torbiere e il loro processo evolutivo...". "In estate e nei weekend - interviene il direttore - lungo i sentieri ci sono delle guide naturalistiche che danno informazioni ai visitatori, e possono diventare gratuitamente accompagnatori per brevi escursioni, partendo dal rifugio Barbustel o dal rifugio Dondena. Abbiamo persino un insolito percorso notturno di un'ora su un sentiero attrezzato con segnali fosforescenti, visibili al buio, che si snoda tra i pascoli della frazione La Veulla (accanto al Centro Visitatori) e la pineta lungo il torrente Chalamy, con accompagnamento di racconti e musica.

Per tutti i gusti
Secondo le stagioni, il Parco offre tante possibilità di svago. Marzo e aprile sono i mesi migliori per fare sci alpinismo da Champorcher al Mont Iverta: 1400 metri di dislivello, con cinque ore di salita lungo il suggestivo itinerario che tocca diversi laghi: Muffe, Blanc, Noir, Cornu, Gele. Lungo il torrente Chalamy, tra il Lac Blanc e il ponte di Perrot , poco a valle di Chevrere, c'e una riserva privata di pesca "no-kill" alle trote: solo pesca a mosca con ami senza ardiglione e slamatura in acqua, i pesci tornano subito in libertà. La riserva è aperta dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi; i permessi vengono rilasciati dal gestore (tel. 347/2243437). Sul restante tratto del Chalamy, negli altri torrenti e negli specchi d'acqua del Parco la pesca è libera, per chi ha la licenza governativa e il tesserino regionale (info consorzio.pesca@tiscalinet.it).
Gli appassionati di canyoning possono divertirsi un mondo nel tratto terminale del torrente Chalamy, ricco di cascatelle e di pozze profonde tra lisce pareti di roccia; d'estate sono previste uscite con guide locali (Dario Ferro, tel. 335/5954682). Le pareti rocciose del parco si prestano bene all'arrampicata. L'ascensione al Mont Avic (3006 m.s.m) è più facile dalla cresta ovest , e molto più difficile dal versante sud. La via normale di salita (sezione escursionismo) e comunque lungo la cresta nord-est. In località Machaby di Arnad, a pochi chilometri da Champdepraz, c'e poi una bella palestra di roccia.Da giugno a settembre, in località Pra Oursie di Champdepraz (1789 m.s.m.) viene inaugurato l'agriturismo La Maison du Lord (nell'Ottocento era la dimora di un lord inglese), gestito da Simone e Didier Bal, a un'ora e mezzo circa dal Centro Visitatori di Covarey. Cucina tipica con prodotti rigorosamente locali, e qualche posto letto. Ha una stalla con vacche e capre. Produce formaggi (toma, ricotta, caprini), yogurt, burro e salumi (salsiccia, salame, crudo, budin, carne salada). Il menu va dai € 15,00 ai € 25,00, bevande escluse; la pensione completa in un bilocale con cucina, bagno e due posti letto, o in una stanza con quattro posti letto costa € 60,00. Tutto l'anno, invece, è aperto l'Hotel Parc Mont Avic, a Covarey di Champdepraz, inaugurato a fine 2006, che fa cucina del territorio, ha 18 camere (ognuna con il nome di un lago o di una montagna del Parco) dotate di riscaldamento autonomo,e un grazioso Centro Benessere con sauna, idromassaggio e una piccola palestra (tel. 0125/960413 www.hotelparcmontavic.it info@hotelparcmontavic.it). Le camere costano dai € 35,00 ai € 50,00; la mezza pensione da € 50,00 a € 65,00. Al ristorante si spendono dai € 20,00 ai € 30,00 bevande escluse. Per chi preferisce una sistemazione più spartana c'e il Dortoir "La Vyiye Ehcoula" appena inaugurato in quella che era la scuola elementare di Covarey. Due camerate con 12 posti letto a castello, armadietti, bagno e angolo cottura comune. Costa € 20,00 a persona tutto l'anno, e si può soggiornare al massimo per due notti. La gestione è affidata all'hotel Parc Mont Avic.
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Mont Avic il parco del pino uncinato
Località Chevrere
Champdepraz
Aosta
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