Il buono del Paese. Siracusa, sapori e dintorni

Un itinerario gourmet a Siracusa e dintorni, per “assaporare” davvero un territorio le cui origini si perdono nel mito e dove prodotti tipici, ricette e usanze raccontano la storia e la cultura del territorio.Viaggiare d’altronde significa entrare in connessione autentica con un territorio, e il cibo diventa così un potente “mezzo di trasporto”.

Le ricette tipiche siciliane a volte sembrano incantesimi, dove ogni ingrediente non è li per caso e rispetta ancora oggi date, condizioni climatiche e ambientali particolari, quell’alchimia che rende un prodotto locale unico al mondo. 

La provincia di Siracusa è il luogo ideale dove mangiare, dove “vivere” un racconto che sembra generarsi da sè, tra vicoli e luci abbaglianti, antichi resti della civiltà greca ed imponenti palazzi barocchi. Contrasti e storie che si ripetono a tavola. Per questo mercati, assaggi, chef, prodotti tipici e artigianali sono un libro aperto e “vivo” di una terra incantevole. Scopriamo gli itinerari enogastronomici, lo street food, i sapori, di Siracusa e dintorni.


 

Spezie al mercato di Siracusa

Ortigia: mercato storico e street food

Un tour enogastronomico a Siracusa può cominciare dall’isola di Ortigia, un labirinto bianco tra palazzi barocchi e antichi resti della civiltà greca. Qui, tutte le mattine, proprio a due passi dal Tempio di Apollo, si tiene l’antico mercato di Ortigia, un tripudio di pesce freschissimo, spezie, frutta e verdura, suoni, colori e sapori della Sicilia più autentica. Ricorda un souk arabo colorato, un luogo dove acquistare ma anche dove perdersi tra le “vanniate” (le grida dei venditori, ndr), dove assaggiare e scoprire alcune chicche del migliore street food siciliano. tra bancarelle e localini, da non perdere la salumeria dei Fratelli Burgio, in piazza Cesare Battisti, dove a prezzo onesto potete gustare taglieri, panini, vino artigianale, conserve, nel mezzo del mercato antico.


 

Limoni, arance e miele di zagara

Limoni, arance e miele sono tre prodotti tutti tipicamente del Siracusano, legati da un filo sottile e profumato: la zagara, ovvero il fiore degli agrumi. Il territorio di Siracusa infatti è famoso da secoli per la produzione di limoni. Una coltivazione storica, che subì un’impennata attorno al 1600 per intuizione dei gesuiti. Da allora, il legame tra la terra e i limoni è rimasto indissolubile ed è ora protetto  dal marchio di Indicazione Geografica Protetta. I limoni di Siracusa IGP sono protetti da un consorzio e si possono scoprire anche in un itinerario tra i comuni, i reperti storici, le spiagge e i parchi naturali attraverso Siracusa, Noto, Avola, Floridia, Solarino, Priolo Gargallo, Augusta, Sortino, Rosolini e Melilli.

Qui, gran parte del terreno è adibito a coltivazione biologica, con anche arance, mandarini e pompelmi. Nel siracusano si trovano anche ottime arance IGP: quelle di Lentini e quelle di Francofonte. 


 

Monti Iblei: olio e miele

Nel periodo della fioritura della zagara (il fiore degli agrumi), il profumo della zagara permea l’aria e sembra profumare ogni cosa. Con questi fiori delicati si produce anche un ottimo miele, il miele di zagara. A Siracusa si può gustare dell’ottimo miele (il miele dei Monti Iblei) e l’arte di produrlo è raccontata in una bella casa museo da visitare a Sortino, la Casa Museo dell'Apicoltura Tradizionale, 'a Casa dò Fascitraru", in via Gioberti.

 I Monti Iblei sono famosi per la produzione di miele di qualità ma soprattutto per l’olio extravergine d’oliva dei Monti Iblei DOP. Il paesaggio qui è costellato da piccoli frantoi e ampi uliveti. L’olio viene prodotto tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania è tutelato dal marchio comunitario DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Tipica).


 

Dolcezze siciliane che scandiscono il tempo e le stagioni. 

Con prodotti naturali della terra che si combinano in modo differente a seconda delle stagioni e delle ricorrenze. Nel periodo della vendemmia, con il mosto avanzato, la cenere e la frutta secca, nei dintorni di Avola è usanza nelle case preparare la mostarda, che nulla ha a che fare con quella che si usa per condire il bollito, ma che è un dolce, una sorta di budino, che se seccata diventa simile a cotognata.

In inverno, per la ricorrenza di Santa Lucia il 13 dicembre si prepara nelle case la “Cuccìa”, a base di grano ricotta e miele. E poi ancora cannoli, granite e tante specialità che cambiano a seconda del calendario. Storicamente un gran contributo alla pasticceria siracusana e siciliana, è venuto dalle suore dei conventi di clausura. A Siracusa, nel centro storico di Ortigia, alcune pasticcerie in occasione di ricorrenze religiose preparano i biscotti "dei morti", i quaresimali, o le crispelle al miele, chiamate benedettine. Sono famose le lavorazioni dolciarie a Palazzolo e a Noto dove si possono gustare originali gelati alla rosa e al gelsomino, latte di mandorla, marmellate di agrumi e di mele cotogne, granite.


 

Piatti (e prodotti) tipici tra Siracusa, Noto e dintorni

Viaggiare a Siracusa, Noto e dintorni significa imbattersi in innumerevoli prodotti tipici, ricette locali, tra borghi e città antichissime. A partire dal celebre pomodoro ciliegino di Pachino IGP, al melone cantalupo e alle mandorle di Avola. Siracusa condivide con le borgate marine di Portopalo e Marzamemi anche la leadership in fatto di specialita’ di pesce, soprattutto tonno, polpo, acciughe, con le quali si condisce la tradizionale “pasta c’anciove”, la caratteristica pasta siracusana con acciughe e mollica abbrustolita. Tipica di questa zona è anche la cosiddetta matalotta, una zuppa di pesce usata per i primi : un piatto antico una volta preparato con pesci meno pregiati.

Tante scelte come primi piatti: spaghetti al nero di seppia , con polpa di ricci, cond bottarga o tanti altri frutti di mare. In tutta la zona, e in particolare a Cassaro, il borgo più piccolo della provincia, si produce un ottimo olio extravergine d’oliva che si è guadagnato negli anni numerosi riconoscimenti. Caratteristico delle campagne è il finocchietto selvatico, aroma protagonista in numerosi piatti siciliani. A Buccheri si trovano salumi e salsicce di cinghiale di lavorazione locale e ottime olive.


 

I vini della Val di Noto: enoturismo e bellezza

Sono numerosi i motivi per i quali visitare questo angolo di Sicilia. La Val di Noto è patrimonio  Unesco per le testimonianze del barocco che custodisce. A questo si aggiungono riserve naturali, magnifiche spiagge, reperti della Magna Grecia. E poi ci sono i vini. Grazie a una combinazione ideale tra clima e territorio, nel comprensorio del Val di Noto, tra Siracusa, Pachino e Noto, si produce un vino corposo e di sapore, figlio del sole e della Sicilia. Lo stesso nome di Pachino significherebbe infatti Vino Buono e contrada Buonivini, tra Pachino e Noto, è la località dove si produce il Vino Doc di Noto, e l’Eloro.

Tutta la provincia di Siracusa è nota per la produzione di ottimi vini fin dai tempi più antichi, a partire dal Moscato di Siracusa, forse uno dei più antichi d’Italia. Il Nero d'Avola IGT è il vitigno principe, quasi esclusivo, che viene usato per la produzione del rosso di Pachino, poi diffuso nel resto dell’Isola. 

Una zona che si può scoprire anche con un itinerario ad hoc: la Strade del Vino e dei Sapori della Val di Noto, attraverso le aree vitate di maggior prestigio come Buonivini, Burgio, Bufalefi, Baroni, Bimmisca, Agliastro, San Lorenzo, San Basilio, Timponazzo.

Un anello di enoturismo splendido da scoprire anche in bicicletta: cantine, aziende agricole, spiagge e campagna si mescolano a testimonianze archeologiche di quella zona che un tempo fu tra le più ricche e potenti della Magna Grecia, alle riserve naturali di Vendicari e della Valle del fiume Anapo, alle spiagge verso Capo Passero, grotte come quella di Calafarina a Marzamemi (dall'arabo Marsaal-haman o "porto delle colombe" ), da dove partivano numerose spedizioni di vino e dove sono state rinvenute tracce di insediamenti preistorici), pianure e colline, necropoli greche come Pantalica, la più grande d’Europa. Un incanto tutto da visitare, e da gustare. 

 

 

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