Chef Giuseppe Ricchebuono

Chef Giuseppe Ricchebuono

Classe 1965 e originario di Vado Ligure (Savona), Giuseppe Ricchebuono è lo chef stellato del Ristorante Il Vescovado di Noli. Il suo esordio nel mondo della ristorazione risale al 1992 con l'apertura del ristorante La Fornace di Barbablù, dove lo chef ligure si è occupato, dapprima, del forno a legno e della preparazione di pane e focaccia e, in un secondo momento, dei piatti della cucina tradizionale.
Ma è nel 1999 che la cucina di Giuseppe Ricchebuono subisce una svolta fondamentale. Senza mai dimenticare l'importanza dei prodotti tipici del territorio, il cuoco ligure comincia ad alleggerire le cotture dei suoi piatti e rinnova le ricette più classiche ponendo sempre maggior attenzione alla cura dell'aspetto estetico. Questo fattore, aggiunto a una sempre più accurata selezione delle materie prime in nome della semplicità e della genuinità, gli permette di guadagnare il giusto riconoscimento: la Stella Michelin.
Dal 2006 al 2008 lo chef Ricchebuono partecipa a molteplici eventi enogastronomici a Berlino, Sofia e Marsiglia e dal 2007 al 2010 ha il privilegio di prestare consulenza, con menu firmati, per il rinomato ristorante "Il Palazzo" di Pietroburgo.
Attualmente il suo regno continua a essere il ristorante Il Vescovado a Noli, dove i suoi piatti si sposano perfettamente con la suggestiva cornice delle stanze quattrocentesche del Palazzo Vescovile e delle sue terrazze affacciate sul mar ligure.   
 

La sua cucina: tradizione e creatività

I piatti di Giuseppe Ricchebuono sono un grande tributo alla Liguria e al Mediterraneo. La sua cucina è fatta di materie prime fresche ed eccellenti che si trasformano in veri e propri capolavori culinari. Questo perché lo chef ligure abbina ingredienti del territorio e creatività. Le ricette di Giuseppe Ricchebuono spaziano dalla terra al mare in maniera sorprendente: protagonisti dei suoi piatti sono il pesce fresco del Mar Ligure, le erbe raccolte nel primo entroterra, la cacciagione e gli ortaggi della piana di Albenga. Il ritorno alla semplicità e alla genuinità e l'amore per la cucina tradizionale ligure procedono di pari passo con la grande cura e creatività che lo chef mette nella mise en place, sempre molto ricercata. Nei suoi piatti ama mettere sempre il mare, la terra e il lavoro dell'uomo. 

QUESTIONARIO DI PROUST. L'UOMO
 
Il tratto principale del tuo carattere
Bontà
La qualità che desideri in un uomo
Onestà
La qualità che preferisci in una donna
Sincerità
Il tuo difetto più grande
A volte l’organizzazione
Il tuo sogno di felicità
Vivere tantissimi anni con la mia famiglia
L’ultima volta che hai pianto
Quando ho visto il film Amore, curry e cucina. La scena era quella in cui la protagonista raggiunge una seconda stella Michelin
Il giorno più felice della tua vita
La nascita dei miei figli
E il più infelice
La scomparsa di mia nonna
Il paese dove vorresti vivere
A Sant’Ermete dove vivo
Il tuo autore preferito
Le riviste di cucina valgono?
Il film cult
Philadelphia
Ciò che detesti di più
L’ipocrisia
Il dono di natura che vorresti avere
Non invecchiare mai
La colpa che t’ispira maggior indulgenza
La golosità
Stato d’animo attuale
Molto felice
Il tuo motto
Vivere alla giornata

IN CUCINA. IL CUOCO

Come hai cominciato
Nel mio ristorante all'età di 26/27 anni. All’inizio per necessità, poi sono stato folgorato dalla passione.
Qual è la ricetta della tua infanzia
Le lumache alla ligure della nonna
Cosa non può mancare nel tuo frigorifero
I formaggi
E l’attrezzo da cucina indispensabile
Il coltello. Mi accompagna sempre
Il tuo piatto preferito
Amo i gusti semplici, come un buon raviolo alla ligure
Il viaggio culinario più interessante  che hai fatto
In Spagna, a San Sebastián
Immagina la tua serata perfetta: un piatto di…e un bicchiere di…
Coniglio e un calice di Pinot Nero
Il sogno che non hai ancora realizzato
Desidero continuare a perfezionarmi, fare ricerca sul territorio e diventare più preciso sui piatti
Quali sono i tuoi maestri?
Grazie allo stage in Francia da Regis Marcon a St. Bonnet ho imparato molto sulle salse e la lavorazione della carne. In Italia i maestri spirituali – io sono un autodidatta – sono Marchesi, Valeria Piccini e Pino Cuttaia
L’ospite che hai sempre sognato?
Gualtiero Marchesi
Un consiglio per i giovani che escono dall’istituto alberghiero?
Fare tanta esperienza in giro per l’Italia o nel mondo. Non solo nei grandi ristoranti, dagli stellati. Prima di creare un proprio stile, una cucina “creativa” bisogna conoscere bene le fondamenta della cucina
L’Italia in cucina. Punti di forza e debolezza?
La nostra forza è certamente nella territorialità, nella ricchezza regionale. Siamo più indietro invece nell’organizzazione dei ristoranti. Anche per via della forte tassazione è molto difficile investire sul personale e sulla formazione dei più giovani

Ricette

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