Franciacorta: il regno delle bollicine italiane

Italia terra di santi, poeti, navigatori e vini. Fiore all’occhiello per la produzione vitivinicola nazionale è sicuramente la Franciacorta, una fertile zona collinare che si trova a metà strada tra la città di Brescia e la parte meridionale del Lago d’Iseo. Le colline moreniche, le Alpi Retiche e il fiume Oglio compongono la spettacolare scenografia che fa da sfondo a questo territorio, capace di regalare all’uomo la materia prima necessaria per realizzare un vino spumante d’eccellenza, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. 

La rinomata qualità di queste bollicine deriva da una tradizione agricola che ha alle spalle una storia secolare. All’alto medioevo, infatti, appartiene l’origine etimologica del nome Franciacorta: con la definizione di “terre franche”, in quegli anni, s’indicavano i borghi che, lasciati in gestione ai monaci benedettini, erano esonerati dal pagamento di dazi ai signori o al vescovo. Tuttavia, occorre attendere il 1429 per vedere ufficialmente designati i confini geografici di questo territorio che, tuttora, coincidono con quelli previsti dal disciplinare che regola la produzione del prelibato spumante.

Sono diciannove i comuni che ne fanno parte: Adro, Capriolo, Cazzago San Martino, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Paderno Franciacorta, Paratico, Passirano, Provaglio d’Iseo, Rodengo-Saiano e Rovato. Ognuno di questi centri urbani custodisce un patrimonio artistico che è antico e prezioso quanto quello enologico: sono moltissime le chiese, i monasteri, le ville e i castelli che si possono visitare nel corso di un itinerario in Franciacorta. Tra i vigneti e le cantine sorge, per esempio, il magnifico Castello di Passirano che, ricostruito tra il XIII e il XVI secolo, oggi ospita una famosa azienda vitivinicola della zona. Alcune tenute del territorio, d'altra parte ospitano frequentemente concerti ed esposizioni artistiche temporanee, mentre numerose aziende offrono ai turisti degli itinerari enoculturali molto interessanti, ottimi per chi vuole conciliare i piaceri dell’anima con quelli del palato.

Erbusco, che si trova a pochi chilometri da Rovato, offre ai suoi visitatori una rara miscela di bellezze artistiche e bontà gastronomiche. Sul suo territorio, infatti, si trovano lo splendido Palazzo Martinengo, oggi Palazzo Lechi, la chiesa di Santa Maria Assunta e la bellissima pieve duecentesca di Santa Maria. Accanto a queste inestimabili tracce lasciate dal passare del tempo, trovano spazio anche due tra i ristoranti più rinomati del nostro Paese come La Mongolfiera dei Sodi, che si trova nelle sale di un'antica residenza di campagna, e l'Albereta, albergo di grande prestigio. A Erbusco, infine, si possono visitare le Cantine Bellavista che rappresentano la più moderna e progredita azienda vitivinicola del territorio. Le sue immense cantine, infatti, custodiscono milioni di bottiglie di spumante Franciacorta e di altri vini del territorio.

Accanto ai miti della produzione Franciacorta come Bellavista, Berlucchi e Ca' del Bosco, sono da  scoprire anche le cantine più piccole della zona dove è possibile degustare prodotti di elevata qualità, frutto di una tradizione familiare che si tramanda inalterata da secoli.

Negli ultimi anni, queste bollicine hanno acquisito un’importanza sempre crescente tanto da potersi fregiare del marchio Docg. Il Franciacorta Docg è prodotto soltanto nelle versioni spumante e spumante rosé e le uve utilizzate sono al 100% Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero, insieme o in purezza. Lo spumante ha un colore giallo paglierino e il profumo tipico dei lieviti della fermentazione in bottiglia con note di fruttato. Il rosé, invece, ha un colore rosa abbastanza intenso e analoghe caratteristiche olfattive. A tavola queste bottiglie sono generalmente consigliate per gli aperitivi, ma possono accompagnare perfettamente qualsiasi portata che abbia un sapore delicato. Dal luglio 2008, con la pubblicazione dei nuovi disciplinari, la denominazione “Terre di Franciacorta Doc” è stata sostituita con “Curtefranca”. Il successo del marchio sembra destinato a non arrestrasi e a rappresentare l'eccellenza del made in Italy nel mondo.

La Franciacorta, regno delle bollicine italiane, continua a esercitare un fascino pressoché irresisitibile sugli amanti del buon vino e, soprattutto, del buon vivere.

di Serena Cirini

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