Mantova: viaggio alla scoperta della città dei Gonzaga

Una breve fuga all’insegna della cultura.......e non solo? Vi consigliamo Mantova, una città tutta da scoprire, sicuramente una delle più belle perle artistiche italiane, circondata da un ambiente di straordinario valore naturalistico. Amata da Virgilio, cantata da Torquato Tasso, definita dallo scrittore inglese Aldous Huxley come "la città più romantica del mondo" Mantova è recentemente iscritta, con Sabbioneta, nella world heritage list dell'Unesco.

Apprezzata in tutto il mondo per il Festivaletteratura, la kermesse culturale, nata nel 1997, che, a settembre, trasforma per cinque giorni, piazze, palazzi, giardini, musei e teatri della città dei Gonzaga in luoghi di incontro fra autori e lettori, da sempre è famosa per le sue bellezze architettoniche, testimonianze del suo ricco e glorioso passato. Un viaggio qui è un piacevole itinerario alla ricerca dell'Italia autentica, un salto indietro nel passato, fra eleganti palazzi affrescati del centro storico e scorci e angoli ancora segreti, dove artisti e scrittori tra i più prestigiosi hanno trascorso la vita contribuendo a lasciare un'impronta indelebile e un'immagine universale.
 

10 cose da vedere a Mantova


La città offre ad ogni angolo del suo centro storico testimonianze del suo prestigioso passato. Portici, piazzette, cortili, palazzi rinascimentali, a cui si alternano edifici medievali e imponenti architetture neoclassiche, tramandano gli splendori delle corti cinquecentesche e testimoniano la creativa dinamicità dei Gonzaga e del loro dominio. Moltissimi, quindi, i luoghi di interesse da visitare. Ve ne segnaliamo 10 assolutamente da vedere.

Attraversato il ponte di San Giorgio, da cui è possibile ammirare la famosa skyline di Mantova. Centrale si staglia il Palazzo Ducale, simbolo di quello che fu il complesso più fastoso nell'Italia delle Signorie, una città nella città, costituita da palazzi concatenati, con il Castello di San Giorgio e oltre 500 stanze collegate da corridoi, cortili interni e giardini. Fra i suoi tesori, la torre a nord-est del Castello ospita la famosa Camera degli Sposi, capolavoro assoluto di Andrea Mantegna, realizzata nell’arco di nove anni, con i curiosi angeli amorini, dipinti sul grande oculo che, come un trompe l’oeil, crea l’illusione ottica che lo spazio sia spaccato e che oltre si scorga il cielo.
 

Come raggiungere Mantova


Ci sono vari modi per raggiungere Mantova. Chi viaggia in auto può raggiungerla percorrendo l’autostrada A22 Modena-Brennero, uscendo a Mantova Nord che dista 4 km dal centro o a Modena Sud che dista 11,5 km; dall’Autostrada A4 Milano-Venezia si può uscire a Desenzano, Sirmione, Peschiera e Verona Sud; infine, dall’Autostrada del Sole A1 si esce a Parma od a Reggio Emilia.

Per chi sceglie invece il treno, la stazione di Mantova si trova lungo la linea Modena-Verona, ma passano per il capoluogo di provincia anche le linee Milano-Cremona e Suzzara-Ferrara. Giunti in stazione occorrono solo pochi minuti a piedi per arrivare nel centro storico. Infine, per chi si serve dell’aereo, l’aeroporto più vicino alla città è a Villafranca di Verona, a 33 km dal centro di Mantova. Voli giornalieri la collegano a Roma, Napoli Cagliari, Olbia, Catania E Palermo. Altri aeroporti vicini sono quello di Brescia-Montichiari, a 60 km, quello di Parma sempre a 60 km, quello di Bologna e Bergamo, entrambi a 100 km circa.

La cucina di Mantova

Mantova è ricca di arte e di cultura, ma anche capace di dispensare piaceri enogastronomici unici. Si mangia bene a Mantova e spesso anche benissimo. La cucina mantovana vanta una lunghissima tradizione e ha un posto d’onore nella cucina lombarda e nazionale, come del resto testimoniano i molti ristoranti presenti nelle più prestigiose guide gastronomiche, anche in posizione di grande rilievo.

Cucina di marchesi e di popolo, la cucina mantovana si presenta a volte ricercata e raffinata, com'era d'uopo a una corte importante come quella dei Gonzaga, ma anche “popolare”, in grado, cioè, di trasformare qualsiasi cosa commestibile in un piatto semplice, ma gustoso. Una cucina popolare che predilige i primi piatti e i dolci, vero punto di forza del pasto mantovano, anche se, meno numerosi, ma altrettanto gustosi i secondi, solitamente a base di maiale o pesce d'acqua dolce. Se la ricerca dei cuochi di corte andava verso la raffinatezza, anche se non difettava certo in abbondanza, quella del popolo è tutta rivolta al recupero. Fatica, impegno e fantasia danno sapore anche a chi ne ha poco.

Erbe selvatiche (radicchio di campo, ortica, borragine, “luartis”, erbe amare, ecc.), ma anche cipolla, carota e zucca diventano ingredienti per la realizzazione di piatti che la moderna ristorazione va sempre più "rispolverando". Troviamo così gli gnocchi all’ortica, la frittata coi “luartis” (luppoli), le crespelle alla borragine, i tortelli di zucca, il primo piatto tradizionale della cena della vigilia di Natale. Senza dimenticare  gli “agnolini” in brodo, la minestra principe della cucina mantovana, che si caratterizzano e si diversificano rispetto alle province limitrofe.

Da provare il riso alla pilota, altro caposaldo della cucina locale, che deve il suo nome agli operai che erano addetti alla pilatura del riso, chiamati appunto “piloti”. La pila era un grande mortaio azionato a mano, dove il riso veniva depurato, e i suoi operai, specializzati nella preparazione di questo piatto, ne erano grandi consumatori. La particolarità di questo piatto è la sua cottura, che è tutta giocata sulla giusta proporzione tra acqua e riso, sui tempi di cottura, sull'uso del coperchio e su un preciso tempo di riposo a fuoco spento. Il risultato finale è un risotto che non si presenta cremoso, ma asciutto e soprattutto "sgranato".
Imperdibile anche il sempiterno maiale con tutte le sue varianti: insaccati e arrosti, ma anche quella prelibatezza popolare che si chiama “polenta e gras pistà” dove il "gras" è il lardo, in alcune versioni aggiunto a ugual dose di pancetta.

Per finire non può mancare la mostarda. Un tempo prodotto di lusso, i documenti gonzagheschi evidenziano la presenza della mostarda sulla mensa dei signori di Mantova come alimento esclusivo, preparato dagli speziali del tempo, oggi, per l'accresciuta disponibilità di zucchero e senape, ha perso questa peculiarità ed è divenuta più popolare, tanto da essere l'ingrediente essenziale per preparare i famosi tortelli di zucca. Il tutto "annaffiato" con gli ottimi vini del territorio.

Dove mangiare a Mantova

Ristorante Dal Pescatore
Località Runate, 15,
46013 Canneto sull'Oglio (MN)
Tel. 0376 723001
Orari: 12:00-16:00, 19:30-02:00

Per una sosta gourmet passate dal Ristorante Dal Pescatore, a Canneto sull'Oglio, una delle migliori realtà culinarie d'Italia e tra i migliori ristoranti al mondo. Qui Nadia Santini, prima donna italiana ad essere premiata con le tre stelle Michelin, vincitrice del World's best female chef 2013, ovvero il premio come cuoco donna migliore del mondo, vi delizierà con favolosi tortelli di zucca e con tanti altre ricette, che derivano dalla tradizione del territorio, abilmente adattate ai nostri tempi.

Antica Osteria Fragoletta
Piazza Arche5/a
46100 Mantova MN
Tel.: +39 0376 323300
Fax: +39 0376 323300
Email: info@fragoletta.it

Altro indirizzo "goloso": Antica Osteria Fragoletta. Nel cuore della Mantova storica, a pochi passi da Piazza Sordello, prende il nome dall'antica proprietaria, un'attrice del '700 che veniva chiamata Fragoletta per il suo spirito brioso e vivace. Ritiratasi dalle scene, decise di aprire una locanda per ristorare gli attori che recitavano nel vicino Teatro Vecchio, dove ora si trova il ristorante. L'osteria è un felice mix di tradizione e sperimentazione, dai classici sorbìr d’agnoli e tortelli di zucca, al crostoncino di segale grigliato con miele e lardo salato o all’insalata di ricotta affumicata e speck all’aceto balsamico.

di Gloria Giovannetti

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