Un matrimonio tra storia e sapore: Sirmione e il vino Lugana

Un matrimonio tra storia e sapore: Sirmione e il vino Lugana

A Sud del Lago di Garda, tra Sirmione e Peschiera, un terreno particolarmente argilloso favorisce la produzione del Vino Lugana. Quest’area geografica è caratterizzata da un clima temperato e da una vegetazione ricca e rigogliosa. Verdi e fertili, le colline della zona si prestano alla coltivazione di vigneti e oliveti. Così, mentre gli occhi si perdono nell’ammirare un panorama incantevole, il gusto si prepara a gustare le prelibatezze enogastronomiche della zona. Degustare un bicchiere di Lugana, significa scoprire la storia di un territorio, individuare le caratteristiche di ogni vitigno e avere l’onore di assaporare il primo prodotto che si è guadagnato la certificazione Doc in Lombardia.
Un tempo, questo luogo era chiamato Selva Lucana: una foresta acquitrinosa popolata da cervi, cinghiali e daini. Tanti sono gli estimatori che, nel corso dei secoli, non hanno esitato a rivelare il loro amore per il Lugana. Tra tutti spicca il nome del poeta latino Gaio Valerio Catullo che, nei suoi canti, ne ha spesso esaltato la bontà e la bellezza del territorio d’origine. Anche l’animo guerrigliero dei Re Ostrogoti e Longobardi non è rimasto insensibile e Teodato, vissuto nel 500 d. C., l’ha definito addirittura “un vino regale”. Il terreno, di origine morenica, è costituito da una variegata combinazione di argilla prevalentemente calcarea, che è ricca di sali minerali. Questa parte dell’area gardesana, inoltre, è famosa anche per la presenza di resti derivati dall’età del bronzo, tuttora visibili.

Di grande interesse turistico è la località di Sirmione, una delle più note sulla costiera lacustre lombarda. Tante sono le opere d’arte custodite da questo comune. Il castello scaligero è una rocca posta a guardia dell’unico punto d’accesso meridionale al centro storico. Costruito dagli Scaligeri, tra il XIII e il XIV secolo, è circondato dalle acque del Lago di Garda.  La definizione “Grotte di Catullo” identifica la più grandiosa villa romana dell’Italia settentrionale che è stata edificata tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. sulla punta della penisola di Sirmione.

Dopo una visita della cittadina, e una sosta relax alle famosissime terme di origine romana, gli appassionati di enologia potranno proseguire avventurandosi in un itinerario tra i vigneti dell’entroterra. Perfetto per essere percorso in bicicletta, questo percorso presenta aspetti di grande interesse paesaggistico e culturale. Pedalata dopo pedalata ci si addentra nella zona di produzione del Vino Lugana Doc, sorso dopo sorso si visitano le aziende e si scoprono i vitigni.
Il vitigno predominante è il Trebbiano di Lugana, presente ormai da alcuni secoli, ma il disciplinare prevede anche l’utilizzo per il 10% di altre uve bianche, purché non aromatiche. Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino o verdolino con tendenza al dorato. Il suo odore è delicato, gradevole e caratteristico. Il sapore è fresco e armonico e si sposa particolarmente bene con pesci di lago come il luccio o l’anguilla.

Passeggiando per queste colline, il profumo dell’uva si mescola a quello della storia. Infatti, la strada tra i vigneti, centocinquanta anni fa, è stata teatro della più cruenta lotta combattuta per l’indipendenza d’Italia. Si può percorrerla partendo da Villa Brunati, dove Vittorio Emanuele ha soggiornato nei giorni decisivi per l’unità Italiana, fino San Martino e Solferino. Il tour termina al Castello di Lonato che racconta un’altra storia e un'altra epoca, ma che affascina da sempre adulti e bambini per l’integrità dell’architettura e la splendida vista sul lago.

di Serena Cirini

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