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320 g spaghetti alla chitarra Sapori&Dintorni Conad
100 g cozze (precedentemente fate aprire in padella con olio, aglio e prezzemolo) sgusciate
Acqua di cottura delle cozze
50 g tonno affumicato
50 g spada affumicato
8 code di gambero rosso
2 tuorli d’uovo
1 noce di burro
Sale
Pepe
Brodo vegetale
Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per metà del tempo di cottura indicato, scolandola quindi molto al dente.
Nel frattempo tagliare a cubetti il pesce spada e il tonno affumicato.
Rosolare il pesce in una padella ampia con una noce di burro per qualche minuto, senza farlo asciugare troppo.
Bagnare il pesce con un mestolo di brodo vegetale e mescolare.
Trasferire la pasta nella padella con il tonno e lo spada.
Proseguire la cottura aggiungendo poco alla volta l'acqua delle cozze e un po' di acqua di cottura della pasta, in modo da mantecare gli spaghetti e concentrare il sapore del mare.
Tagliare grossolanamente i gamberi rossi e tenere da parte
Sbattere i tuorli in una ciotola con un cucchiaio di acqua delle cozze, così da renderli più fluidi.
Unire cozze e gamberi alla pasta ormai cotta, aggiungere una generosa macinata di pepe e mescolare.
Spegnere il fuoco, versare i tuorli e mantecare rapidamente fino a ottenere una crema liscia che avvolga gli spaghetti. Servire subito.
La carbonara di mare è una variante della carbonara classica in cui il guanciale lascia spazio al pesce, conservando però due elementi chiave del piatto originale: i tuorli, che legano il condimento, e il pepe, che chiude il piatto con la sua nota pungente. In questa versione firmata dallo chef Stefano De Gregorio, gli spaghetti si mantecano con tonno e pesce spada affumicati, cozze e gamberi rossi, usando proprio l’acqua di cottura delle cozze per dare sapore e tenere tutto più cremoso.
Non è una carbonara travestita da pasta ai frutti di mare ma un piatto completamente diverso perché la logica è la stessa della carbonara romana, con la crema d’uovo aggiunta solo alla fine e fuori dal fuoco. Il risultato è un primo piatto saporito, in cui la parte affumicata del pesce sostituisce la componente grassa e intensa del guanciale.
Chiamata anche carbonara di pesce, è una reinterpretazione della carbonara in cui il condimento viene costruito con pesce o molluschi al posto del guanciale. A cambiare, quindi, è la parte proteica del piatto ma rimane il meccanismo della ricetta classica: pasta scolata al dente, mantecatura finale con tuorli e pepe, nessuna frittata in padella.
Le versioni possibili della carbonara di mare sono molte. C’è chi usa solo tonno o pesce spada, chi aggiunge cozze e vongole, chi i crostacei. In questa ricetta la base è più ricca e combina l’affumicato di tonno e spada, la sapidità delle cozze e la dolcezza del gambero rosso.
Per questa ricetta funzionano bene gli spaghetti alla chitarra o gli spaghetti quadrati, che hanno una superficie ruvida e una sezione più corposa rispetto allo spaghetto classico. Tengono bene la doppia cottura, prima in acqua e poi in padella, e raccolgono meglio la crema d’uovo e il fondo sapido del pesce.
In alternativa si possono usare anche spaghetti classici, tonnarelli o linguine, soprattutto se si vuole accentuare la parte marina del piatto. Meglio evitare invece formati troppo corti o lisci, che trattengono meno il condimento.
Il passaggio decisivo, nella carbonara di mare come in quella tradizionale, è la mantecatura finale. I tuorli vanno aggiunti a fuoco spento, quando la pasta è calda ma non più sul fornello, così da formare una crema e non dei pezzetti d’uovo rappreso.
Aiuta anche stemperarli prima con poca acqua calda di cottura: in questo modo diventano più fluidi e si distribuiscono meglio sugli spaghetti. Un altro elemento utile usato dal nostro chef è l’acqua delle cozze, che in questa ricetta non serve solo a insaporire ma anche a mantenere il fondo più morbido durante la cottura in padella.
Se ben filtrata, l’acqua rilasciata dalle cozze in cottura è una risorsa preziosa: concentra iodio e sapidità, e permette di dare profondità al piatto senza dover aggiungere troppo sale. Qui viene usata per portare a cottura la pasta insieme al brodo vegetale e all’acqua della pasta, così da costruire un fondo più intenso.L’unica accortezza è non esagerare: va aggiunta poco per volta e assaggiando, perché il rischio è coprire la delicatezza del gambero rosso e della crema all’uovo.
Una volta capito il meccanismo, la carbonara di mare si presta a diverse varianti. Si può fare una versione più semplice con tonno fresco scottato o con solo pesce spada; una più “di scoglio” con cozze, vongole e calamari; oppure una più delicata con gamberi e zucchine, purché la parte vegetale resti secondaria e non trasformi il piatto in una pasta cremosa generica. Puopi anche fare una carbonara di lago, mescolando pesce e guanciale.
La regola da tenere ferma è una: se si chiama carbonara, deve conservare il suo equilibrio. Quindi uovo, pepe, mantecatura finale e un condimento che resti asciutto il giusto, senza panna e senza salse aggiunte.