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Come fare la carbonara perfetta: ricetta originale e segreti dello chef

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La pasta alla carbonara è uno di quei piatti che sembrano semplici finché non provi a farli davvero bene. Bastano pochi ingredienti ma se sbagli anche solo un passaggio, il risultato cambia drasticamente.
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  • 15 min
  • 10 min
  • 4 pers.
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Ingredienti

  • 320g di Spaghettoni Sapori & Idee Conad
  • 5 tuorli d'uovo
  • 240g di Guanciale Sapori & Dintorni Conad
  • Pecorino Romano Grattugisto Fresco Sapori & Dintorni Conad
  • Pepe
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Procedimento

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Step 1

Portare a ebollizione abbondante acqua salata e cuocere gli spaghettoni.
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Step 2

Eliminare la cotenna dal guanciale, tagliarlo a cubetti regolari e farlo rosolare in una padella senza aggiungere grassi, a fuoco medio. Lasciarlo sciogliere lentamente finché diventa dorato.
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Step 3

In una ciotola montare i tuorli con il pepe e il pecorino romano grattugiato e aggiungere poco alla volta il grasso del guanciale per ottenere una crema liscia. 
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Step 4

Scolare la pasta al dente e trasferirla direttamente nella padella con il guanciale. Toglierla dal fuoco e aggiungere la crema di tuorli, mescolando velocemente per mantecare. Se necessario agigungere poca acqua di cottura per regolare la consistenza. Condire con altro pecorino e pepe e servire subito. 

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La pasta alla carbonara è uno di quei piatti che sembrano semplici finché non provi a farli davvero bene. Bastano pochi ingredienti ma se sbagli anche solo un passaggio, il risultato cambia drasticamente.

Con i consigli dello chef Stefano De Gregorio, vediamo come fare la carbonara perfetta, evitando gli errori più comuni e lavorando su tecnica e materia prima.

Chi ha inventato la carbonara?

La storia della carbonara è meno lineare di quanto si pensi. L’abbinamento tra pasta e uova esiste già nei ricettari del Settecento, ma in forme molto diverse: l’uovo veniva usato come legante in preparazioni in brodo o timballi.

Un passaggio importante arriva con il cuoco napoletano Francesco Palma che, alla fine dell’Ottocento, nel libro Il principe dei cuochi descrive i maccheroni con cacio e uova, una preparazione che riunisce i tipici ingredienti della carbonara moderna, ma senza guanciale.

La versione più vicina a quella attuale compare invece nel Novecento. Negli anni ’50, il guanciale entra nei ricettari, come Il talismano della felicità di Ada Boni, uno dei primi in lingua italiana, e nel 1951 viene citata nel film Cameriera bella presenza offresi... Nel 1960, Luigi Carnacina codifica una ricetta già molto riconoscibile, anche se ancora con ingredienti oggi considerati fuori tradizione come panna, prezzemolo, vino, aglio e cipolla.

Solo dagli anni ’90 si afferma definitivamente la versione pulita della carbonara, con gli ingredienti che oggi consideriamo classici: uova, guanciale, pecorino romano e pepe.

Perchè si chiama carbonara

Il nome carbonara è avvolto da più ipotesi, nessuna delle quali definitiva. Una delle più diffuse collega il piatto al dopoguerra: secondo questa teoria, la carbonara sarebbe nata dall’incontro tra la tradizione italiana e le razioni dei soldati americani, che includevano uova in polvere e bacon. In un’Italia ancora segnata dalla guerra, questi ingredienti avrebbero dato origine a una preparazione sostanziosa, poi evoluta nella versione che conosciamo oggi.

Un’altra ipotesi la lega ai carbonai degli Appennini, che preparavano pasti nutrienti con ingredienti facili da conservare durante il lavoro nei boschi, come uova e pecorino. C’è poi chi chiama in causa la Carboneria ottocentesca, immaginando che fosse il piatto servito durante le riunioni della società segreta.

Più concreta è l’interpretazione legata al nome stesso: la carbonara potrebbe derivare dal pepe nero abbondante, che ricorda visivamente la polvere di carbone. Come spesso accade con le ricette della tradizione, è difficile individuare un’unica origine certa. Tra storia, contaminazioni e suggestioni, la carbonara resta uno dei piatti più raccontati e reinterpretati della cucina italiana.

Come fare la carbonara perfetta: tecnica e segreti da chef

La pasta alla carbonara perfetta non dipende dagli ingredienti, che sono sempre gli stessi, ma da come vengono gestiti.

Il primo trucco da chef riguarda il guanciale, il grande protagonista della ricetta: va sempre eliminata la cotenna e la parte pepata. E poi va fatto rosolare senza grassi in una padella calda, in modo che si sciolga lentamente. Fondamentale è conservare una parte del grasso, da aggiungere alla crema di uova.

Poi ci sono le uova: si usano solo i tuorli e vanno lavorati molto bene con pepe e pecorino prima di incontrare la pasta. Il segreto dello chef è aggiungere un po’ di grasso del guanciale nella crema: stabilizza il composto e riduce il rischio di ottenere l’effetto frittata.

Altro punto chiave: la temperatura. L’uovo non deve mai cuocere sul fuoco o rischia di rapprendersi, quindi si spegne il fornello e si procede con la mantecatura, sfruttando solo il calore della pasta e della padella. Si può aggiungere anche l’acqua di cottura poco alla volta, così da controllare la consistenza e ottenere una crema liscia, non troppo densa e non acquosa.

Infine il pecorino romano: va dosato in due momenti, una parte nella crema e una alla fine, così il sapore resta equilibrato e non copre tutto il resto.

Se alla fine la carbonara è cremosa, lucida e ben legata alla pasta, allora è perfetta. 

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