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Il buono del Paese: Lecce, sapori e dintorni

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Chiamata anche la Firenze del sud, Lecce è una delle città più belle d'Italia. Un patrimonio artistico invidiabile e un territorio naturale difficile da dimenticare. Scopri insieme a noi cosa vedere e cosa mangiare a Lecce...

SCHEDA ITINERARIO

Chiamata anche la Firenze del sud, Lecce è una delle città più belle d'Italia. Un patrimonio artistico invidiabile e un territorio naturale difficile da dimenticare. Fare tappa a Lecce vuol dire perdersi in uno scrigno di bellezze barocche e in un territorio, il Salento, splendidamente incorniciato da vigne e uliveti.

Cosa vedere a Lecce

Le testimonianze del Barocco leccese sono imperdibili. Concediti quindi una bella passeggiata per andare alla scoperta di facciate riccamente decorate e imponenti portali di chiese e palazzi. Oltre che dell'estro artistico, il merito di tanta bellezza è riconducibile anche alla pietra leccese impiegata per realizzare queste meraviglie. Sì, ma quali? Gli esempi più belli da ammirare a Lecce sono la Basilica di Santa Croce e la suggestiva piazza Duomo, dove si affacciano il campanile, il vescovado e il palazzo del Seminario. Tra le cose da vedere a Lecce, anzi da non perdere, c'è anche la bellissima piazza Sant'Oronzo, che prende il nome dal santo patrono della città. Qui spiccano l’Anfiteatro Romano e la Colonna dedicata proprio a Sant'Oronzo.  
Tra le stradine del suo centro storico di Lecce meritano sicuramente una visita anche le antiche botteghe di artigianato locale: qui si lavora la celebre pietra leccese, si degustano i prodotti tipici locali e soprattutto viene lavorata la cartapesta, usata per realizzare statue e statuine che ornano gli edifici religiosi. Se ami il verde puoi invece concederti un break nell’ottocentesca Villa comunale "Giuseppe Garibaldi", in pieno centro.

 

Cosa mangiare a Lecce

Alla base della gastronomia leccese e salentina ci sono ingredienti semplici, quelli della cucina povera di una volta, che regalano sapori autentici. Come non leccarsi i baffi dopo un piatto di fave e cicorie o dopo un'abbuffata di ciciri e tria, deliziosa pasta fresca (senza uovo) che viene fritta e servita con i ceci.  
I primi eccezionali non mancano: le orecchiette, i michiareddhi (maccheroncini) e i cavatelli, il cui nome deriva dal modo di ottenere il formato, cioè cavando con le dita l'impasto.  

Lo street food leccese per eccellenza è il rustico, fatto di pasta sfoglia e ripieno di besciamella, mozzarella, pomodoro e un pizzico di pepe. Ideale per lo spuntino di metà mattinata o per una merenda salata. Tra i pani, le specialità sono la puccia, un pane di grano duro rotondo e la uliata, che è come la puccia, ma più piccola e con un impasto a base di olive leccesi. Senza dimenticare taralli e tarallini, che sono come le ciligie: uno tira l'altro.  

Chi ama la carne invece non può perdere l'occasione di assaggiare le polpette fritte, i pezzetti di carne di cavallo e gli Gnummareddi (o Turcinieddi), che sono involtini preparati con le interiora di agnello o capretto. Un'altra delizia locale è rappresentata dalle municeddhe, lumachine che si raccolgono in estate e che sono chiamate così perché ricordano il colore del vestito delle monache. 

Ovviamente nella cucina leccese ha un ruolo molto importante anche il pesce. Tra le ricette tipiche c'è quella del purpu alla pignata, il polpo in umido che prende il nome dalla pignatta utilizzata per prepararlo. Sono molto diffusi anche il pesce azzurro e, tra i frutti di mare, le cozze, sia gratinate che per la celebre impepata (o 'mpepata).  

OLIO E VINO: TESORI INESTIMABILI

Quando si parla di Salento, e più in generale di Puglia, è impossibile non citare il patrimonio "liquido" di questa splendida terra. No, per una volta non si parla di mare, ma di olio e vino.  
Qui l'olio viene prodotto da secoli, come dimostrano i meravigliosi oliveti secolari e gli antichi frantoi ipogei. L'olio extravergine d'oliva salentino ha la Denominazione di origine protetta (DOP) come Terra d'Otranto Collina di Brindisi.  
Ampia e diffusa è anche la produzione di vini, ottimi al punto di esportati ovunque, in Italia e all'estero. Tra i vitigni più diffusi ci sono il Negroamaro, la Malvasia, il Primitivo, l'Aleatico e l'Ottavianello. Considerati vini "schietti", i rossi salentini sono caratterizzati da una gradazione elevata. 

DOLCI PER TUTTI I GUSTI

La cucina leccese ha una grande tradizione in fatto di dolci. L'estro e la fantasia delle decorazioni degli edifici barocchi della città si ritrovano anche in queste delizie, che risentono molto dell'influenza bizantina e araba, come dimostra il grande utilizzo di mandorle, miele e cannella
Il dolce tipico è sicuramente il pasticciotto leccese, una delizia di pastafrolla con all'interno la crema pasticcera. Gustato caldo è eccezionale! Il fruttone invece è una variante ripiena di pasta di mandorle fresca e marmellata. E proprio la pasta di mandorle è la regina dei dolci locali. Durante le feste non manca mai e, a seconda della festività, viene preparata con forme diverse: il pesce a Natale, l'agnello a Pasqua. Da non dimenticare poi le pettole, cioè delle deliziose palline di pasta lievitata fritte che possono essere servite salate o cosparse di miele, e la cotognata, confettura di mele cotogne che viene venduta anche solida. 



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