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Salina: l'isola dei capperi

Ogni anno, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, le isole Eolie festeggiano il loro prodotto più caratteristico con la Sagra del Cappero in fiore di Pollara, sulla bellissima isola di Salina.
Salina è la seconda isola di questo arcipelago vulcanico che si trova nel mar Tirreno, a nord est della Sicilia. Una sagra di 2 giornate in cui la piccola frazione di Pollara si mette il vestito riservato alle grandi occasioni e si trasforma in un luogo magico.

SCHEDA ITINERARIO

Ogni anno, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, le isole Eolie festeggiano il loro prodotto più caratteristico con la Sagra del Cappero in fiore di Pollara, sulla bellissima isola di Salina.

Salina è la seconda isola di questo arcipelago vulcanico che si trova nel mar Tirreno, a nord est della Sicilia. Una sagra di 2 giornate in cui la piccola frazione di Pollara si mette il vestito riservato alle grandi occasioni e si trasforma in un luogo magico. Per l’occasione, una banda di musicisti che suona vecchi classici viene traghettata dalla Sicilia per far ballare gli abitanti nella deliziosa piazzetta di S. Onofrio. Per questa sagra c’è chi arriva a Pollara come in pellegrinaggio da Paesi lontanissimi come gli Stati Uniti o l’Australia, mete in passato dell’emigrazione degli isolani. Accorrono tutti qui per celebrare l’inizio della stagione della raccolta del cappero.

Chi ha ideato e fatto crescere con amore la Sagra del Cappero in fiore è la signora Clara Rametta, proprietaria dell’Hotel Signum nei dintorni di Malfa. È partita da una piccola festicciole per incoraggiare gli abitanti a mostrare i prodotti locali fino a diventare un evento ufficialmente riconosciuto anche da Slow Food. La signora Clara raccoglie tutte le tipologie di cappero dai produttori dell’isola e incoraggia i ristoratori locali a offrire cibo e vino ai turisti. Lei insieme alle sue amiche dedica 2 giorni a preparare caponata e sugo di pomodoro che siano sufficienti per condire 2 tonnellate di pasta per sfamare tutti gli avventori, isolani compresi.

Un'altra mitica specialità gastronomica di Salina è la pasta con il pesto ai capperi. Eccovi la ricetta:

Ingredienti per quattro persone:

  • 150 g di capperi di Salina
  • 20 g circa di basilico (le foglie)
  • 50 g di mandorle (già sbucciate e tostate)
  • 10 g di prezzemolo (le foglioline)
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
Procedimento per fare il pesto ai capperi:
  1. Se le mandorle non sono già tostate, bisogna farlo usando una padella su fuoco medio
  2. Nel frattempo, bisognerà dissalare i capperi sciacquandoli sotto l'acqua corrente o lasciandoli per qualche minuto in ammollo
  3. A questo punto, non resterà che frullare tutto nel bicchiere di un mixer aggiungendo olio a filo e, solo alla fine, aggiustando con un pizzico di sale (se necessario)
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Il capperi delle Eolie, sotto sale da sempre

Nell’antichità il cappero era considerato un afrodisiaco e viene raccolto sull’isola fin da quando gli antichi greci colonizzarono le Eolie. Il nome Salina deriva proprio dalle saline in disuso di Lingua, che venivano appunto utilizzate per conservare i capperi.
L’isola è nota in particolare per le varietà di cappero Nocella e Spinosa, si dice che addirittura il 95% della produzione italiana venga proprio tra questa bellissima isola e Pantelleria, dove si producono i capperi di Pantelleria IGP.
Una volta che il germoglio verde del cappero si forma, viene raccolto insieme alle foglie, che sono anch’esse ottime da mangiare. Quest’operazione viene fatta ogni settimana da maggio a settembre.

L'orchiedea delle Eolie

Alcuni capperi vengono invece lasciati sui cespugli per lasciare che gli stami si trasformino in frutto, conosciuto come cucunci, per poi fiorire una decina di giorni più tardi. Il fiore del cappero è noto come l’Orchidea delle Eolie per i suoi meravigliosi petali color rosa pallido che vengono raccolti all’alba.
Quando il profumo è più intenso il fiore viene utilizzato per aromatizzare la grappa che ne prende il colore dopo qualche settimana in bottiglia.

La conservazione sotto sale dei capperi

I capperi che vengono raccolti invece sono selezionati e messi sotto sale, mescolati quotidianamente in modo che l’acqua si trasformi in una salamoia. Qualche settimana dopo viene aggiunto altro sale. Con questo metodo i capperi possono essere conservati anche per diversi anni prima di venire utilizzati in cucina.

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La Sagra del cappero in fiore

Le celebrazioni della Sagra del Cappero in Fiore vedono il loro culmine nella domenica pomeriggio quando nei dintorni della chiesetta di Pollara inizia la degustazione di piatti e vini locali.
Al termine della festa si stappano invece i vini dolci prodotti da uve di malvasia seccate al sole.

Salina nei film

Se questa festa è un’occasione imperdibile per visitare Salina, sicuramente non è l’unica. Pollara è famosa anche per la sua scogliera, ritratta da Massimo Troisi ne “Il Postino”, il film che racconta l’esilio del famoso poeta cileno Pablo Neruda a Capri. Il film dipinge alla perfezione le difficoltà della vita quotidiana dell’isola offrendone un ritratto molto fedele.
Non è l’unico film ad averla resa celebre: anche Nanni Moretti l’ha resa immortale nel film “Caro Diario” palleggiando nel campetto da calcio di sabbia nera vulcanica che si trovava sulla punta di Lingua e che ora non esiste più.
Visitando Salina sembra di essere negli anni ’50 con i locali che girano in Ape tra le curve delle strade strette dell’isola: coltivano e fanno crescere uva, olive e capperi sui pendii del vulcano. Arrivando sull’isola sarete subito sedotti dal fascino del suo borgo di pescatori che lanciano le reti per pescare totani, cernie e scrofani.
E dopo Salina vorrete partire per visitare le altre isole: Panarea, Vulcano, Lipari, Stromboli, Alicudi e Filicudi così diverse tra loro ma dal fascino senza tempo. 

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Come raggiungere Salina

L’isola si raggiunge in traghetto o in aliscafo da Palermo, Milazzo, Messina e Napoli. 

Dove dormire

Ovviamente non potete fare a meno di dormire all’Hotel Signum della signora Clara Rametta che con il marito Michele che prepara dell’ottimo cibo, gestisce questo piccolo hotel dalle grandi stanze e dalla piscina con meravigliosa vista sulle isole vicine. Vista che non vorrete perdervi al tramonto. L’hotel l’Ariana è una casa nobile di inizio secolo adibita ad albergo, con camere curate affacciate sul mare. In una delle parti più belle e incontaminate dell’isola c’è il grazioso borgo Al Belvedere, dove si possono affittare ville e appartamenti. Le spiagge sono raggiungibili in 10 minuti con l’autobus o a piedi seguendo una suggestiva strada a gradoni.

Dove mangiare

All’Azienda Agricola Giuseppe Di Lorenzo il signor Giuseppe conserva ancora i capperi alla vecchia maniera: cospargendoli di sale e lasciandoli fermentare. Il Bar Alfredo a Lingua ha aperto nel 1968 e si è fatto notare subito per le sue granite alla frutta. Se passate di qua assaggiate quella ai fichi d’India e al caffè, o ancora con l'arancia di Sicilia IGP. Qui potete trovare anche l’ottimo pane cuneato: una mezza pagnotta condita con pomodorini, origano, capperi, cucunci e altri prodotti locali. Nella frazione di Pollara, un piccolo paesino all’interno del vecchio cratere vulcanico sprofondato nel mare, si trova l’azienda agrituristica Al Cappero, che produce e lavora capperi e cucunci. Qui potrete acquistare anche il pesto di capperi di Pollara e i cucunci sott’aceto. Se nel frattempo vi fosse venuta voglia di vino l’Azienda Agricola Fenech ha vinto molti premi e riconoscimenti con il suo Malvasia delle Lipari Passito D.O.C. oltre a essere produttrice di un’eccellente grappa di Malvasia. E sempre a base di Malvasia sono le pastine dell’Antica Pasticceria Matarazzo, la prima pasticceria di Salina fondata mezzo secolo fa, da provare insieme alla pasta di mandorle. Da ‘nni Lausta potete mangiare sulla terrazza sul tetto per godervi una vista mozzafiato mentre affondate la forchetta negli spaghetti con le telline o nella pasta con pesto di pomodori e capperi. 

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