Riso di Grumolo delle Abbadesse

Riso di Grumolo delle Abbadesse-Descrizione--9

Il riso di Grumolo delle Abbadesse deriva esclusivamente da coltivazioni realizzate nell’antico territorio delle Abbadesse, località situata a sud-est di Vicenza, fra i fiumi Bacchiglione e Brenta.
Attualmente sono due le varietà di riso che caratterizzano il territorio di Grumolo delle Abbadesse: il vialone nano e il carnaroli.

Per le sue caratteristiche di riso vialone nano autoctono, perché diverso da quello mantovano e del Polesine, il riso di Grumolo delle Abbadesse è diventato uno dei Presidi italiani protetti da Slow Food.
Il riso vialone nano di Grumolo appartiene alla categoria dei risi semifini, presenta chicchi ovali, compatti e consistenti, un po’ scuri e opachi nel caso di una lavorazione non troppo invasiva. È un ottimo riso che assorbe bene i condimenti e ha una valida resa in cottura. Gradito per antica tradizione gastronomica nel Veneto e nel Mantovano, è adatto più per risotti che per minestre.

Il riso è un alimento con un importante valore nutrizionale. Fornisce, infatti, una buona percentuale di calorie (350 ogni 100 grammi) superiore a quella offerta dal pane e una piccola quantità di proteine vegetali (7 grammi ogni 100 grammi di prodotto) oltre a una buona percentuale di idrati di carbonio (zuccheri). Tra le vitamine prevalgono la PP, la B1 e la B2, mentre tra i sali minerali vi sono il ferro, il fosforo e il calcio.
Mancando il glutine, è ideale per i celiaci. Per la sua alta digeribilità il riso non affatica lo stomaco; è quindi l’alimento ideale per chi teme la sonnolenza dopo i pasti.
Fino al Trecento in Veneto il riso era un cereale del tutto sconosciuto. Fu importato in Europa all’indomani dei viaggi in estremo Oriente di Marco Polo e dopo poco iniziò ad essere coltivato anche nel territorio padano. È all'inizio del Cinquecento che inizia la storia del riso di Grumolo delle Abbadesse, con l'ascesa di questo vegetale rinascimentale nella dieta veneta.

Sigla.com - Internet Partner