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Sushi Uramaki: Granchio, Avocado e Tobiko in una Delizia Giapponese

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Il sushi uramaki decorato con le uova di pesce volante è adagiato in un piatto bianco

Chi di noi non va al ristorante giapponese per mangiarsi un sacco di uramaki? Oggi portiamo la sfida su un altro piano: impariamo a preparare degli uramaki con granchio, avocado e tobiko da preparare in ...

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Ingredienti

Ingredienti per gli uramaki al granchio

  • 250 g di riso per sushi
  • 250 ml di acqua fredda (per la cottura del riso)
  • salsa di soia
  • 4 cucchiai di aceto di riso per sushi
  • acqua minerale ghiacciata
  • ghiaccio
  • 200 g di polpa di granchio o surimi
  • tobiko (uova di pesce volante)
  • maionese
  • 1 avocado non troppo maturo
  • alga nori in fogli
  • semi di sesamo bianco e nero

Procedimento

Come si preparano gli uramaki con il granchio

  1. Per preparare l’Uramaki sushi con granchio, avocado e tobiko, iniziare sciacquando il riso per sushi finché l’acqua non resterà perfettamente limpida. Questo procedimento serve ad eliminare l’amido in eccesso, preparando il riso alla cottura.
  2. Mettere il riso in una pentola antiaderente con il coperchio, coprirlo con l’acqua fredda e portarlo a cottura facendo cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso. Fare attenzione a non sollevare il coperchio prima che l’acqua sia stata completamente assorbita.
  3. Una volta ultimata la cottura, disporre il riso nell’hangiri (la bacinella in legno tradizionalmente usata per il raffreddamento) oppure, in alternativa, in una teglia bassa e larga. Lavorare il riso con una spatola, possibilmente in legno, facendo diminuire la temperatura.
  4. Aggiungere due cucchiai abbondanti di aceto di riso, avendo cura di distribuirlo omogeneamente, e continuare la lavorazione del riso con la spatola. Mescolare bene il riso e lasciarlo riposare in un luogo fresco, coperto da un panno, fin quando non sarà diventato tiepido.
  5. Con l’aceto di riso rimasto, creare una soluzione di acqua minerale e aceto con la quale bagnarsi le mani, se necessario aggiungere anche qualche cubetto di ghiaccio. Posizionarsi su un tagliere e stendere il riso sul foglio di alga nori, appiattirlo con le mani umide in modo che si compatti, aderendo bene all’alga e creando uno strato che ricopra uniformemente l’intero foglio di nori.
  6. Capovolgere il foglio di alga nori in modo che il riso, una volta arrotolato l’uramaki, si posizioni all’esterno. Durante questa operazione è possibile aiutarsi con uno strato di pellicola trasparente.
  7. Tagliare a pezzetti la polpa di granchio o il surimi. Realizzare dei cubetti con l’avocado. Quindi disporre orizzontalmente il granchio e l’avocado sull’alga nori.
  8. Cominciare delicatamente ad arrotolare l’uramaki, in modo che il riso rimanga all’esterno e l’alga nori con il ripieno all’interno.
  9. Ricoprire l’uramaki con semi di sesamo bianco e nero, quindi farlo riposare in frigorifero.
  10. Tagliare l’uramaki a pezzetti regolari, disponendo su ciascuno di essi un ciuffetto di maionese e cospargendo con le uova di pesce volante (tobiko). Servire con accompagnamento di salsa di soia.
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Chi di noi non va al ristorante giapponese per mangiarsi un sacco di uramaki? Oggi portiamo la sfida su un altro piano: impariamo a preparare degli uramaki con granchio, avocado e tobiko da preparare in casa. Gli uramakiormai ci sono in tutte le salse: vengono preparati con ingredienti ricercati, con ingredienti del territorio o reinterpretati in chiave fushion. Il nostro Alfredo Iannaccone rimane fedele alla tradizione e ci propone un abbinamento tipico della cucina giapponese: granchio e avocado. In questo gustoso piatto il riso diventa protagonista, ricoprendo lo strato esterno e lasciando all’interno l’ alga nori ad avvolgere il ripieno.

Come fare gli uramaki in casa

La creazione degli uramaki può sembrare un'arte riservata ai maestri sushi, ma la verità è che al giorno d’oggi anche in casa si possono preparare facilmente, con la giusta guida.

Iniziamo con il posizionare l'alga nori sulla stuoia di bambù, stendere uniformemente il riso, aggiungere il ripieno desiderato, come il granchio, il tobiko e l’avocado, come consiglia il nostro chef, quindi arrotolare con precisione. Sigillare bene, aiutandosi con un po' di acqua, per garantire una chiusura perfetta. Infine tagliate a fette abbastanza spesse, circa 1-2 dita, e servite i vostri uramaki sul momento.

Come cuocere il riso per gli uramaki

La base degli uramaki è il riso, e cuocerlo correttamente è fondamentale per la buona riuscita del piatto finale. Utilizzare il riso per sushi , quindi lavatelo accuratamente per rimuovere l'eccesso di amido, e cuocetelo con la giusta quantità d'acqua per ottenere una consistenza appiccicosa ma ben cotta. Potete usare, se ce l’avete, la macchina apposita per la cottura del riso, oppure cuocetelo in una pentola con il coperchio, avendo cura di inserire la giusta quantità d’acqua (solitamente deve coprire il riso di due dita circa). La cottura del risso avverrà per assorbimento: il riso cuocerà assorbendo l’acqua, rimanendo al dente.

Una volta cotto, condite il riso per gli uramaki con una miscela di aceto di riso, zucchero e sale per conferirgli quel sapore caratteristico. Lasciatelo raffreddare completamente prima di utilizzarlo!

Trucchi per assemblare gli uramaki in maniera semplice

Assemblare gli uramaki può sembrare un compito delicato, ma alcuni piccoli trucchi possono semplificare il processo. Inumidire le mani con acqua e mantenere la stuoia di bambù coperta con pellicola trasparente aiutano a evitare che il riso si attacchi ovunque. Lavorare con decisione e precisione è la chiave per ottenere rotoli compatti e ben sigillati.

Se non avete la stuoia di bambù, potete utilizzare anche un canovaccio da cucina, stenderlo e posizionare sopra uno strato di pellicola. Posizionare quindi l’alga nori stenderci sopra uno strato di riso. Infine ci si aiuterà con l’asciugamano per arrotolare l’uramaki e, per ultimo, affettarlo.

Una saporita alternativa con l’uramaki di salmone

L'uramaki al salmoneè una variante classica all’uramaki di granchio proposto dal nostro chef. Il salmone crudo, oppure leggermente cotto, si sposa benissimo con il riso e le verdure come cetriolo, avocado, mango, creando una combinazione di sapori freschi e avvolgenti che è una delizia per il palato.

Come preparare l’uramaki vegano

Per coloro che abbracciano una dieta vegana, l'uramaki vegano è una gioia culinaria senza compromessi. Utilizzando ingredienti come avocado, cetriolo, ma anche salse e creme come la crema di anacardi, o il burro d’arachidi, è possibile creare dei rotoli di sushi che esplorano l'arte del gusto senza però utilizzare alcun ingrediente di origine animale.

Provate a fare degli uramaki anche con il tofu marinato, le zucchine e le carote, le mandorle a lamell.

Il significato degli uramaki giapponesi

Il significato del nome “uramaki” sta ad indicare come viene preparato il rotolo: “dentro e fuori”. Gli uramaki sono infatti rotolini di riso con all’interno una foglia di alga nori arrotolata e il ripieno, mentre sulla parte esterna c’è il riso, decorato solitamente con semi di sesamo nero o bianco tostati o uova di pesce.

L’uramaki è perfetto per chi sta iniziando a conoscere la Cucina Giapponese e ad esempio non è del tutto abituato all’impatto consistente dell’alga nori all’esterno dei tradizionali maki. Nell’uramaki, infatti, l’alga si trova all’interno del rotolo e amalgamandosi con gli altri ingredienti ha un sapore più delicato.

Questo stile di sushi si è quindi evoluto soprattutto per accontentare i palati occidentali, creando una varietà di sapori e combinazioni che vanno ben oltre la tradizione.

Qual è la differenza tra uramaki e hosomaki?

Per capire la differenza tra uramaki e hosomaki, basta pensare al tipo di tecnica utlizzata per prepararli. Nei maki classici come i tradizionali hosomaki o i più grandi futomaki l’alga si lascia sempre all’esterno, a contenere un ripieno di riso, di pesce, o verdure.

Altra caratteristica che differenzia i due tipi di maki sta nella forma: mentre gli hosomaki risultano più piccoli, gli uramaki sono più grandi e ospitano un ripieno con più ingredienti, in genere due o tre.

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