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A tu per tu con Stefano De Gregorio

Molti lo conoscono come campione del Cous Cous Fest 2015, ma la passione di Chef Deg per la cucina affonda le radici molto più lontano. In questa intervista vi sveliamo i due lati della medaglia: l’uomo e il cuoco
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Giovane, intraprendente ed entusiasta Stefano De Gregorio, meglio noto come Chef Deg, è fiero di essere un “autodidatta”. Nella testa, e nel cuore, ha sempre avuto la cucina che, per lui, è solo un grande atto d’amore per sé e per gli altri. Prima di sposare la sacra arte dei fornelli lavorava come responsabile acquisti in un’azienda metalmeccanica, ma il tempo libero lo trascorreva a cucinare.

Che fosse a casa propria o nel ristorante degli amici non faceva differenza. Bastava avere davanti un frigorifero e i fuochi. La sua passione e naturale inclinazione, nel tempo è diventata un vero e proprio lavoro e oggi Stefano è un affermato cuoco free lance (alias cucina senza fissa dimora), ma sogna di aprire presto un suo ristorante. A settembre ha vinto il Campionato Italiano del Cous Cous Fest e per lui questo momento è stata la prima grande conferma di avere scelto la strada giusta.
Per conoscere meglio l’uomo e il cuoco saporie.com ha sottoposto Chef Deg a un giochino…il questionario di Proust che serve a svelare alcuni aspetti del proprio carattere attraverso specifiche domande. E a queste, hanno fatto seguito altre domande…e leggete un po’ cosa ci ha risposto! QUESTIONARIO DI PROUST. L'UOMO​

Il tratto principale del tuo carattere
La sensibilità
La qualità che desideri in un uomo
Il rispetto
La qualità che preferisci in una donna
Sempre il rispetto
Il tuo difetto più grande
La testardaggine
Il tuo sogno di felicità
Essere sereno
L’ultima volta che hai pianto
A San Vito Lo Capo, un mese fa, in Sicilia, quando ho vinto i Campionati del Cous Cous
Il giorno più felice della tua vita
Quando ho saputo che mia madre era guarita
E il più infelice
La morte di mio padre
Il paese dove vorresti vivere
Al mare, magari in Costiera Amalfitana… Il tuo autore preferito
John Grisham
Il film cult
Caso mai di Fabio Volo
Ciò che detesti di più
La falsità
Il dono di natura che vorresti avere
Saper apprendere velocemente
La colpa che t’ispira maggior indulgenza
L’ignoranza
Stato d’animo attuale
Felice
Il tuo motto
Vivere ogni cosa di cuore

IN CUCINA. IL CUOCO

- Come hai cominciato?
«Fin da piccolo aiutavo mia madre a fare la pasta, era il mio passatempo preferito. Io non ho studiato all’alberghiero, ma mi sono diplomato come perito tecnico. Cucino da sempre, però. Ogni qual volta a casa nostra ci fossero inviati parenti ed amici cucinavo io. E mi piaceva. Molto».
- Qual è la ricetta della tua infanzia?
«Il sugo d’agnello della nonna. Ho provato a rifarlo una marea di volte, mi sono anche fatto scrivere esattamente gli ingredienti. Ma niente da fare. Non sono mai riuscito a cucinarlo come lei».
- Cosa non può mancare nel tuo frigorifero?
«L’olio extravergine di oliva, i limoni e la colatura di alici. Sì, proprio la colatura. Sembra strano, ma con questo ingrediente preparo un po’ di tutto, anche il Bloody Mary o una squisita panzanella rivisitata e addirittura un riso vaporizzato». - Qual è il tuo attrezzo da cucina preferito?
«Il coltello, senza alcun dubbio».
- Il piatto che ti coccola?
«Direi che i miei due comfort food, quelli che proprio mi fanno stare bene, sono l’amatriciana e il cacio e pepe che preparo usando sei o sette pepi diversi».
- Parliamo di contaminazioni. Cosa è entrato a far parte della tua cucina?
«I miei piatti devono molto alla cucina mediterranea. Credo però anche tanto nel fusion, amo molto usare le spezie ad esempio».
- Immagina la tua serata perfetta: un piatto di…e un bicchiere di…
«Direi un bel pesce crudo con una maionese di frutta, abbinato a un calice di bollicine italiane».
- Il sogno che non hai ancora realizzato
«Aprire il mio ristorante. L’ideale sarebbe un locale da 24/28 completi, al massimo. Vorrei che avesse l’atmosfera più di una casa che di un ristorante. Un posto dove si chiacchiera, ci si rilassa, si passa del tempo».
- Ti lanciamo una sfida. Dacci una ricetta al volo con soli quattro ingredienti.
«Delle linguine con acqua di peperone, crema all’aglio e crumble di pane alle erbe».
- La cucina è sempre un gesto per gli altri. Tu come la vivi? Cucini per te stesso?
«Quando ho tempo sì, sempre. Non mi piace mangiare in piedi, alla svelta o su una tavola mal apparecchiata. Ma quando decido di dedicarmi del tempo mi sistemo una bella tavola, mi metto comodo, accendo i fornelli e poi mi gusto quello che ho mangiato».

a cura di Elena Caccia e Alessandra Cioccarelli
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