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Questa è la Puglia del Primitivo

Dopo un affascinante viaggio nella provincia di Taranto, ecco i nostri consigli per un tour alla scoperta del Primitivo. Tra produttori storici e nuovi, vi raccontiamo alcune delle cantine più interessanti da visitare, se capitate da queste parti…
 
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A portare il Primitivo in Puglia nel 1000 a.c. furono, con molta probabilità, gli Illiri, antica popolazione dedita all’allevamento della vite. Bisogna tuttavia aspettare fino alla fine del XVIII perché il vitigno diventi davvero tipico di questa regione. Fu in quest’epoca, infatti, che nelle terre della Murgia barese, Filippo Francesco Indellicati, canonico di Gioia del locale nonché appassionato di botanica, notò un’uva che giungeva a maturazione prima delle altre e decise di chiamarla con il nome di derivazione latina, arrivato fino a noi: primitivo appunto.

Del resto, dalla fioritura al viraggio del colore, nel Primitivo tutte le fasi sono precoci e l’uva, raccolta ad agosto, è tra le prime a essere vendemmiata in Italia. Il risultato? Un nettare robusto di colore rubino, con sfumature violacee, sentori di frutta rossa (prugne, ciliegie e more) – alcune tipologie spiccano anche per le note speziate di pepe e liquirizia – e un buon equilibrio tra alcol e tannini.
 
IL PRIMITIVO OGGI RITORNA

Sensibile alla siccità, alle gelate primaverili, all’aborto floreale, alle alte temperature e con grappoli compatti, predisposti in caso di annate piovose all’insorgenza delle muffe. Il Primitivo, insomma, è un vitigno tutt’altro che semplice da coltivare. Oggi la superficie vitata a Primitivo è circa di 11 mila ettari, un dato peraltro in continua crescita grazie anche a un ritorno alle origini. Non sono pochi i viticultori, anche di recente generazione, che, dopo aver dato ampio spazio a vitigni internazionali, hanno scelto di rimettere a dimora i vitigni autoctoni come il Primitivo, che sono la vera anima del territorio.
  RITRATTI DI PRIMITIVO. STORIE DI PICCOLI E GRANDI PRODUTTORI
 
Coltivato in tutta Puglia, il Primitivo ha trovato habitat ideale nelle terre rosse della provincia di Taranto. In questo territorio non c’è niente di più facile, infatti, che imbattersi nei caratteristici vitigni allevati ad alberello (specialmente nelle zone di più antica vocazione) o nei più recenti sistemi a spalliera come guyot e cordone speronato. Tra le particolarità, inoltre, di questo vitigno vi sono poi i racemi, dei tralci secondari che maturano di norma 20/30 giorni dopo la vendemmia del frutto principale e danno vita quindi a una seconda vendemmia, tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Queste alcune delle cantine più interessanti da visitare, se avete la fortuna di capitare da queste parti…
 
VETRERE [S.P. Monte Iasi Montemesola, Taranto – 340.29.77.870]
Un’antica mappa, disegnata su una pelle di capra, documenta la proprietà di famiglia fin dal 700. Oggi a condurre un’azienda, che produce 170 mila bottiglie esportate all’estero per il 40% usando energia pulita (cantina e uffici sono dotati di pannelli solari), sono le sorelle Anna Maria e Francesca Bruni. Si allevano solo vitigni autoctoni, dal 2006, secondo il regime biologico certificato.

Consigli d’assaggio
Barone Pazzo, Salento Igt 2012. Un Primitivo vinificato in purezza che sosta in botti di rovere francese per 12 mesi. Al palato è morbido e vellutato con gradevoli sentori di sottobosco e note speziate di noce moscato e chiodi garofano. Da provare con un ragu di carne o un tagliere di formaggi a pasta dura o semidura.
 
AMASTUOLA [Strada Statale 7 Via Appia 28, Massafra TA – 0998.80.56.68]
Tre chilometri di onde verdeggianti incantano al primo sguardo chi arriva ad Amastuola. Progettato dal paesaggista Fernando Caruncho, il vigneto di 100 ettari è un vero capolavoro di green art che trasforma i tradizionali vigneti in sinuose curve rigogliose. Qui (e nei restanti 70 ettari di proprietà) Giuseppe Montanaro, insieme ai figli e rispettivi coniugi, hanno scelto di far convivere – decisione non comune tra le aziende locali – vitigni autoctoni e internazionali.

Consigli d’assaggio
Il Primitivo in purezza Centosassi, Puglia Igt 2011 è vinificato in acciaio e poi affinato per 6 mesi in botte di rovere, con accentuati sentori di visciola. Interessante anche Onda del Tempo, Puglia Igt 2010, un quartetto armonico di Primitivo, Aglianico, Cabernet Sauvignon e Merlot (presenti in egual misura). TENUTE DI EMÈRA [ Contrada Porvica,74123 Lizzano TA - 0873. 70.43.98]
Dopo una vita da scienziato tra Europa e Stati Uniti, l’ex biologo Claudio Quarta ha sentito il richiamo della sua Puglia e a Lizzano da allora, seguendo la più autentica tradizione vinicola locale, si impegna nella valorizzazione dei vitigni autoctoni

Consigli d’assaggio: Tra le punte di diamante della cantina si segnala Anima di Primitivo, un Primitivo di Manduria Dop 2012 di colore rosso granato, dal sapore fitto, con richiami alla ciliegia e alla prugna sottospirito e tannini equilibrati. Una garanzia l’abbinamento a carni rosse alla griglia e salumi, ma ideale anche con i bolliti.
 
FELLINE [Strada Comunale Santo Stasi I, 42/B, 74024 Manduria TA – 099.97.11.660]
Era il 1996 quando Gregory Perrucci, profondamente intenzionato a tutelare l’identità del Primitivo, diede vita, con il progetto Accademia dei Racemi, a uno studio di zonazione del Primitivo di Manduria. Dopo aver compreso quali fossero le terre più vocate al Primitivo, decise di impiantare i vigneti in zone e terreni differenti: la terra rossa, bianca, nera e la sabbia. Da qui, quattro validi “Cru” di Primitivo: Archidamo, Primitivo di Manduria Doc 2006; Giravolta, Primitivo di Manduria Dop 2012; Sinfarosa, Primitivo di Manduria Dop 2011; Dunico, Primitivo di Manduria Dop 2010.

Consigli d’assaggio: Dunico, Primitivo di Manduria Dop 2010, un Cru di Primitivo avvolgente e complesso, nato dalla “sabbia” con sentori che vanno dai fichi secchi alla frutta candita.
  VARVAGLIONE VIGNE&VINI [Contrada Santa Lucia, Leporano TA – 099. 53.15.370]
Storica azienda tarantina – dal 1921 a oggi vanta tre generazioni nel settore vino – l’azienda Varvaglione Vigne & Vini è incentrata sulla varietà di vini locali come Primitivo, Negroamaro, Malvasia e Aglianico di uva rossa. Antiche tradizioni, tecnologie di vinificazione avanzate e attenzione alle evoluzioni del mercato la chiave del successo di una realtà, affermata anche a livello internazionale, che ad oggi produce 2 milioni e mezzo di bottiglie.
Il gioiello di famiglia – a condurre l’azienda è l’affiatata coppia di Cosimo e Maria Teresa Varvaglione – è un antichissimo vigneto di due preziosi ettari dal quale nasce il Primitivo di Manduria Dop, Riserva 1921.

Consigli d’assaggio: nato nel 2011 per il 90esimo anniversario, il Papale Oro, Primitivo di Manduria Dop 2011 – vino setoso al palato, con una buona acidità e persistenza e richiami di confettura e frutti di bosco – è il cavallo di battaglia dell’azienda.
 
Per conoscere la Puglia del Primitivo con guide esperte e visite tematiche, contattare il Movimento Turismo del Vino di Puglia: www.mtvpuglia.it
 
foto e testo di Alessandra Cioccarelli
 
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