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Cucinare con la terracotta: istruzioni per l'uso

Chic, dall’aspetto autentico, le pentole e padelle di terracotta regalano un sapore più vero alle ricette più tradizionali ma anche alle più povere e semplici: dalle zuppe di legumi toscane e umbre a quelle di pesce del centro Italia, da a verdure e stufati fino a cucina etnica, come il cous cous. Con la cottura in terracotta si ottiene una cottura omogenea, grazie alla dispersione uniforme del calore, che diminuisce il rischio di bruciature o perdita di sapore.
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Chic, dall’aspetto autentico, le pentole e padelle di terracotta regalano un sapore più vero alle ricette più tradizionali ma anche alle più povere e semplici: dalle zuppe di legumi toscane e umbre a quelle di pesce del centro Italia, da a verdure e stufati fino a cucina etnica, come il cous cous. Con la cottura in terracotta si ottiene una cottura omogenea, grazie alla dispersione uniforme del calore, che diminuisce il rischio di bruciature o perdita di sapore. La pentola in terracotta tiene le pietanze calde anche dopo aver tolto la pentola dal fuoco. E non è vero che durano poco: le vere pentole di terracotta sono capaci di durare una vita.

La cottura lenta e omogenea permette agli ingredienti di restare morbidi e sprigionare il loro sapore senza troppi condimenti.
Servono solo alcune semplici regole per Il materiale fa si che si possa cucinare senza troppi condimenti e il sapore ottenuto con questo metodo di cottura è unico, rotondo, valorizzato. Bastano solo alcuni accorgimenti per godere appieno di una cucina naturale e sana con la terracotta.
Innanzitutto, la fabbricazione: meglio preferire terracotte create in modo artigianale, con argille prive di metalli pesanti. Inoltre, la prima volta che vengono adoperate, andrebbero immerse per una notte o un giorno intero in acqua. Questo fa si che dopo la cottura la terracotta si reidrati diventando meno fragile e resistente al calore.

Si dice anche che dopo questo procedimento, l’utensile vada sfregato interamente con uno spicchio d’aglio: questo procedimento dovrebbe sigillare i pori.
Si lascia questa patina per qualche ora, e poi è possibile lavare il recipiente normalmente.
In seguito, ogni volta prima di utilizzarlo, è bene bagnarlo per pochi minuti: questo consentirà una migliore resa della pentola ed eviterà che si attacchino i cibi.

Per lavare gli utensili in coccio, vanno bene sia la lavastoviglie che il lavaggio a mano ma, in questo caso, meglio non utilizzare la spugnetta abrasiva.
Vanno asciugati sempre all’aria, capovolti, magari con spazio anche sotto di essi. Si dice inoltre che ogni pietanza dovrebbe avere la “sua” pentola di coccio: il materiale argilloso con l’uso sembra “assorbire” l’aroma, valorizzandolo poi con le cotture successive.
Primi, secondi, dessert: con la terracotta è possibile cucinare di tutto. L’argilla funziona come da isolante: si riscalda lentamente ma poi con altrettanta lentezza perde il calore. È ideale quindi per cuocere quei piatti che richiedono lunghe cotture senza sbalzi di temperatura.
L’accortezza di usare uno spargi fiamma tra la pentola e il fornello farà in modo di distribuire uniformemente il calore e di non danneggiare il recipiente.
E’ bene con questi manufatti infine usare un cucchiaio di legno per mescolare le pietanze, in modo da non graffiare lo smalto di cui sono rivestite.
 
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