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Fare, vedere e gustare. Viaggio in pillole...a Gaeta!

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Palazzo Ladislao, il Santuario della Montagna Spaccata, il tour delle sette spiagge e ancora il percorso naturalistico di Monte Orlando con le sue polveriere e le batterie di epoca borbonica. A spasso per la città di Gaeta tra bellezze artistiche e delizie gastronomiche...

SCHEDA ITINERARIO

Di Elena Caccia e Alessandra Cioccarelli
 
SAPEVATE CHE
 - A Gaeta sembra sia custodita la più antica testimonianza della pizza (quella bianca, il pomodoro arriva in Europa dopo la scoperta dell’America) al mondo: secondo il Codex Diplomaticus, un documento dell’anno 997, tale cibo era impiegato per il pagamento in natura dell’affitto di un mulino.
- Boccaccio scrisse che “la marina da Reggio a Gaeta è la più dilettevole parte d’Italia”. Anche Virgilio la scelse per far approdare Enea reduce dalla guerra di Troia.
- Nel corso di mille anni la città fu sottoposta a ben 18 assedi.
- Lo “sciuscio” è una serenata che i musicisti di Gaeta suonano per amici e parenti nella notte di San Silvestro come espressione di augurio per il nuovo anno.
- Il Palazzo dei fantasmi risale al 1500 e si trova alla Spiaggia, in località Pizzone. Si narra che dalle sue finestre ogni notte si affacciasse un fantasma che spaventava i passanti. Fu fatto esplodere durante la Seconda Guerra Mondiale.

 
 DA VEDERE
- Il castello Angioino-Aragonese fu eretto tra ilo VI e il VII secolo. La struttura è enorme (14.100 metri quadrati) ed è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi: angioino, appunto e aragonese.
- Il Mausoleo Lucio Munanzio Planco celebra questo personaggio che nacque nel 90 a.C. e morì nell’anno della nascita di Gesù. Amò così tanto l’isola da possedere una villa, ora distrutta, e il mausoleo in cima al monte Orlando in cui venne sepolto.
- Il palazzo Ladislao si distingue per il portale durazzesco in marmo e per il portone a due battenti in quercia.
- Il duomo di Sant’Erasmo con la cripta ornata da marmi policromi e affreschi.
- La chiesa di San Giovanni a Mare, del X secolo, ha una straordinaria cupola in stile arabo e, curiosità, il pavimento inclinato per permettere il defluire delle acque del mare nei momenti di alta marea.
- La chiesa della SS Trinità o Santuario della Montagna Spaccata è stato edificato nell’XI secolo dai monaci benedettini sul pendio del Monte d’Orlando; la costruzione sacra si trova in un contesto molto insolito, circondato da eventi naturali legati alla mistica. DA FARE
 - Il tour delle 7 spiagge che da Gaeta arrivano a Sperlonga. Un itinerario costiero lungo 10 km di grande fascino dove si alternano falesie, calette, grotte (alcune anche facilmente raggiungibili a nuoto) e le torri genovesi.
- Raggiungere con un battello o nave le isole pontine o fare un giro del promontorio, navigando lungo la costa fino a Sperlonga e raggiungendo San Felice Circeo.
- Una bella e sana camminata nel Parco Naturale del Monte Orlando. Il percorso si snoda per 4 chilometri e mezzo e si compie in circa tre ore partendo dal Santuario della SS Trinità. Si passa per la montagna spaccata, la spettacolare fenditura che taglia in due la roccia calcarea arrivando fino al mare e che la tradizione disse si formò a causa del terremoto che scosse la terra quando Cristo spirò; si ammira poi, dall’alto, la grotta del turco (per scendere serve fare 270 scalini), si passa dall’ingresso della polveriera Carolina (una delle tante fortezze militari presenti), per riscendere poi verso il Santuario della Trinità.
 

 DA FARE
 - Il tour delle 7 spiagge che da Gaeta arrivano a Sperlonga. Un itinerario costiero lungo 10 km di grande fascino dove si alternano falesie, calette, grotte (alcune anche facilmente raggiungibili a nuoto) e le torri genovesi.
- Raggiungere con un battello o nave le isole pontine o fare un giro del promontorio, navigando lungo la costa fino a Sperlonga e raggiungendo San Felice Circeo.
- Una bella e sana camminata nel Parco Naturale del Monte Orlando. Il percorso si snoda per 4 chilometri e mezzo e si compie in circa tre ore partendo dal Santuario della SS Trinità. Si passa per la montagna spaccata, la spettacolare fenditura che taglia in due la roccia calcarea arrivando fino al mare e che la tradizione disse si formò a causa del terremoto che scosse la terra quando Cristo spirò; si ammira poi, dall’alto, la grotta del turco (per scendere serve fare 270 scalini), si passa dall’ingresso della polveriera Carolina (una delle tante fortezze militari presenti), per riscendere poi verso il Santuario della Trinità.
 

 DA GUSTARE
 - Le famosissime olive di Gaeta di un curioso colore violaceo e note per il sapore vinoso e note acetiche.
- La tiella, altro notissimo e gustoso piatto locale. Si tratta di una pizza rustica, il cui ripieno contiene da tradizione, oltre alle olive, pesce (alici, polpi, calamari) e/o verdure. Quella di polpi era la tipica colazione dei marinari.
- Cozze alla marinara, brodetto di pesci di scoglio, guazzetto di bianchi, alici alla scapece e le tante specialità di mare che nella cucina gaeatana la fanno da padrone.
- E da bere…una Malvasia del Lazio!

 


 

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