Occhio alla spesa! Quali sono le piadine e tigelle migliori?

Morbida e saporita la piadina è un  gustoso sostituto del pane. Si scalda in pochi minuti e si ripiega per essere farcita. Davvero una grande invenzione gastronomica. 

La piadina autentica è fatta di farina, acqua, sale e strutto, non è lievitata. Questo perché nasce come preparazione di emergenza tra una lavorazione del pane e un'altra, quando il pane si faceva una volta alla settimana e la sua preparazione era lunga. Bisognava lasciarlo lievitare lentamente, portarlo nel forno, che era quasi sempre comune, e farlo cuocere. Per la piadina venivano utilizzate farina più povere, tipo mais, sorgo miglio anche castagne. La si impastava e la si cuoceva immediatamente su recipienti piatti di materiale refrattario quali terraglia e ghisa scaldati dalle braci del fuoco di legna.

La piadina è un prodotto della cucina tipica romagnola ed ha due versioni, verso il Nord della regione, nella zona di Ravenna è più piccola di diametro ed ha spessore maggiore, arrivando a circa un centimetro. Quella del Sud della Romagna, verso Rimini, è più grande ed è spessa la metà; si può facilmente arrotolare su sé stessa

Nella famiglia delle paste semplici, che tra l'altro sono tipiche del bacino del Mediterraneo e non solo, la piadina ha la cugina tigella o crescia, tipica dell'appennino modenese, che, come dice il nome è con pasta lievitata. Ci sono poi le paste sfogliate, lavorate più o meno come si fa per la pasta sfoglia ossia ripiegando la pasta prima cosparsa i grasso. Questa lavorazione è più caratteristica della provincia di Pesaro Urbino, quella parte delle Marche che confina con la Romagna. Vengono chiamate cresce sfogliate anche se tradizionalmente non hanno lievito. L'impasto è molto più ricco, vi si aggiungono uova e latte e sembra che risalga alle cucine delle corti rinascimentali.

La piadina ha ottenuto il marchio di Indicazione geografica protetta nel 2014. Nel disciplinare è stato inserito anche olio extravergine di oliva e agenti lievitanti.

Nella scelta sarebbero da preferire:

1) quelle senza lievito e con lo strutto o olio extravergine di oliva

2) meglio evitare quelle trattate con alcol etilico,

3) controllare che quello scritto in evidenza corrisponda all'elenco degli ingredienti

4) preferire i prodotti a scadenza minore e con meno conservanti 

5) si può congelare senza problemi

A TAVOLA E IN CUCINA

Poiché quelle in commercio sono già cotte, basta scaldarle per qualche minuto per averle pronte. In teoria si potrebbero gustare con moltissimi alimenti. I più classici sono prosciutto e formaggio fresco ma se si vuole l'ottimo i ripieni migliori sarebbero formaggi freschi un pochino aciduli tipo lo squaquerone romagnolo ma anche crescenze, stracchino e tomini freschi. Buonissima la piadina con robiola fresca e petali di Asiago nero per un abbinamento di formaggi un po' insolito; 
Ottime le piadine con tanti tipi di insalatine diverse, quelle con lardo e rucolacon le verdure grigliate e quelle cotte ripassate in padella, e infine le frittate. Leggere ma nutrienti quelle con la bresaola, esotiche quelle con il pollo al curry.
Più semplicemente è gustosa tagliata a triangolini, scaldata e proposta per l'aperitivo in abbinamento a un bicchiere di... birra o coca cola! La piadina è uno street food e difficilmente la si trova abbinata a un vino, ma nel caso voleste, pensate alla farcitura e abbinate di conseguenza!

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