Pasta di Gragnano Igp

La pasta di Gragnano Igp è conosciuta in tutto mondo per la storicità della sua produzione. Fin dal 1500, infatti, Gragnano aveva avviato l'attività di produzione di questo tipo di pasta e, per secoli, l'essicamento avveniva al sole del Mediterraneo, sugli stenditoi all'aperto. Per Gragnano la pasta era così importante da condizionare addirittura l'architettura: pensate che ancora a metà Ottocento, la larghezza delle strade e delle piazza della città era pensata e progettata proprio per facilitare il fluire del vento e agevolare la delicata operazione di essicatura della pasta. Oggi certo non è più così. La pasta, intanto, è diventata per fregiarsi Igp, Indicazione geografica protetta. Per vantarsi della Tutela, la pasta di Gragnano deve essere ottenuta esclusivamente dall'impasto di grano duro con l'acqua della falda locale e cioè solo quella che nasce nel comune di Gragnano, in provincia di Napoli. Per questo motivo la pasta di Gragnano è così speciale. Come si riconosce? Intanto per l'aspetto omogeneo, senza macchie, nè fessure, per il bel colore giallo paglierino e per la rugosità. In bocca la pasta di Gragnano si presenta soda ed elastica e con un'ottima tenuta di cottura. Il sapore è sapido e il profumo ricorda quello delle spighe di grano maturo. Ogni fase del processo produttivo della pasta di Gragnano è attentamente monitorata e il Consorzio vigila perché tutto avvenga secondo le regole. Una delle caratteristiche della pasta di Gragnano è la trafilatura: l'impasto viene cioè trafilato in stampi, ovvero nelle caratteristiche trafile in bronzo. Anche l'essicazione è una fase importante e avviene a una temperatura compresa tra i 40 e gli 80 °C per un periodo di tempo che va dalle 6 alle 60 ore, a seconda dei formati.

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