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Avete mai assaggiato la fregola? Che la chiamiate fregula o frecola, la sostanza non cambia: è un caposaldo della cucina tipica sarda. Questa pasta di semola a grana grossa, tradiziona...
Per quattro persone:
Per la soluzione in cui cuocere il carciofo:
Recuperare gli scarti dei limoni utilizzati (polpa e scorze prive della parte bianca più spessa), tagliarli a spicchi e sbollentarli per 5 minuti per attenuarne l’amaro, poi scolarli e pesarli. Cuocerli in padella con zucchero pari alla metà del loro peso, lasciando che rilascino il succo fino a ottenere un composto denso e leggermente schiumoso. Frullare e passare al setaccio per ricavare una purea liscia, dolce e acidula.
Avete mai assaggiato la fregola? Che la chiamiate fregula o frecola, la sostanza non cambia: è un caposaldo della cucina tipica sarda. Questa pasta di semola a grana grossa, tradizionalmente condita con le arselle, ben si adatta anche ad altri condimenti. Come i carciofi e la bottarga, altro ingrediente che richiama subito la Sardegna.
In questa versione gourmet, la fregola viene risottata in un profumatissimo brodo di limone e impreziosita dal carattere deciso della bottarga di muggine e dalla croccantezza dei carciofi. Tutto in perfetto equilibrio, per un primo piatto che porta la Sardegna nel futuro.
Per risottare la fregola, cioè cuocerla aggiungendo poco alla volta un liquido caldo, come si fa con il risotto, serve un brodo aromatico al limone, che regala freschezza e profumo. Per prepararlo, porta a ebollizione un litro di acqua e aggiungi la scorza di quattro limoni non trattati, avendo cura di prelevare solo la parte gialla. Lascia riprendere il bollore per qualche istante, poi spegni e mantieni il liquido intorno agli 80 °C: dovrà restare caldo ma non in ebollizione quando lo utilizzerai per cuocere la fregola, così da sprigionare profumo senza sviluppare note amare.
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A completare il piatto interviene la bottarga di muggine, uno degli ingredienti simbolo della cucina sarda. Si ottiene dalle uova del cefalo, salate ed essiccate secondo una lavorazione antica che concentra aromi e sapidità. Il suo gusto è intenso, marino, con una leggera nota ammandorlata: grattugiata al momento sulla fregola calda, aggiunge profondità e bilancia la dolcezza agrumata della purea di limone, senza coprire gli altri sapori ma legandoli in modo armonico.
La bottarga va grattugiata solo all’ultimo istante, direttamente sul piatto caldo: il calore sprigionerà i suoi aromi iodati senza renderla amara. Se desideri un gusto più intenso, puoi aggiungerne una piccola quantità anche in mantecatura.