Aglio di Voghiera Dop

L'aglio di Voghiera DOP ha un gusto dolce e delicato e risulta estremamente versatile in cucina. le sue caratteristiche sono dovute al terreno argilloso della pianura ferrarese che favorisce l'equilibrio tra qualità e aromaticità. La lavorazione è fatta tradizionalmente a mano.

Si tratta di un ortaggio a bulbo (che localmente viene chiamato ai d'Ughiera) della specie Allium sativum L. tipico dell'Emilia, di colore bianco luminoso e uniforme. Il bulbo di grossa pezzatura ha una forma tondeggiante ed è costituito da bulbilli (o spicchi) grandi, regolari e compatti. Le tuniche dei bulbilli sono bianche con leggere striature rosa, un profumo delicato e intenso molto gradevole. Non hanno un sapore eccessivamente acre che è accompagnato da un aroma intenso che viene sprigionato al taglio o allo schiacciamento. La maturazione dei bulbi avviene nei mesi di giugno-luglio, e a luglio in genere avviene anche la raccolta a cui poi seguono essiccazione e confezionamento. L'essiccazione avviene rigorosamente al sole e l'aglio non è trattato con nessun genere di conservante chimico. Le trecce in diversi formati vengono poi create a mano. Viene proposto sul mercato in diverse tipologie: fresco, quasi appena raccolto e con lo stelo verde; semisecco con lo stelo che vira al bianco; e secco, con stelo, tunica esterna e interna completamente secchi. I terreni in cui si coltiva il bulbo vengono posti in rotazione quinquennale, cioè viene riseminato aglio sullo stesso terreno una volta ogni cinque anni per conservare le caratteristiche fisiche e chimiche dei terreni e di conseguenza la qualità del prodotto. 

Come conservarlo e utilizzarlo in cucina

Gli spicchi dell'aglio di Voghiera sono dotati di una ottima conservabilità. Si conserva al meglio in un luogo fresco, asciutto e ben aerato. Per sfruttarne nel modo migliore l'aroma viene consigliato di pestarli in un mortaio per sfruttarne al massimo l'aroma intenso e piccante; possono anche essere schiacciati o finemente tagliuzzati con il coltello. Per la conservazione le teste d'aglio vanno appese in luoghi freschi e ventilati; è anche possibile congelare gli spicchi dopo una volta sbucciati. Gli spicchi si possono sbucciare e poi congelare. Il suo sapore delicatissimo rende l'aglio di Voghiera perfetto da usare in cucina: provatelo in modo inedito in un goloso risotto, o in una crema di patate dolci con timo, aglio e basilico, o ancora in un classico spaghetto aglio, olio ma con un twist di rafano e barbabietola

La zona di produzione e il territorio dell'aglio di Voghiera

La zona di produzione dell'aglio di Voghiera comprende il territorio di cinque comuni della provincia di Ferrara: Voghiera, Masi Torello, Portomaggiore, Argenta e Ferrara. Il terreno di questo territorio è particolarmente importante per la produzione in quanto si tratta di un terreno con presenza di sabbie di origine fluviale che lo rendono particolarmente leggero. Questa zona era l'area dell'antica Voghenza che fino al VII secolo fu sede di un importante centro amministrativo e commerciale. Nel basso medioevo la famiglia degli Estensi, in particolare dal 1435 quando Niccolò II costruì il castello di Beriguardo a Voghiera, che incentivò l'orticoltura di insalate e piante aromatiche tra cui appunto l'aglio. L'aglio era necessario per coprire i sapori delle carni non più fresche e la corte lo riteneva anche un prodotto afrodisiaco oltre a essere ricco di proprietà benefiche. Dopo la fine della dominazione estense, i proprietari terrieri della zona che avevano apprezzato il valore di queste terre che un tempo erano situate lungo il corso del Po, hanno portato avanti la coltivazione di quest'aglio dalle caratteristiche uniche. L'Aglio di Voghiera è riconosciuto dal 2007 con la denominazione di origine protetta. La produzione è tutelata e promossa dal Consorzio Produttori Aglio di Voghiera costituito nel 2000.

Il territorio di Voghiera, situato tra Ferrara e le Valli di Comacchio, deve la sua configurazione ai grandi corsi d'acqua. Tra cui un ramo del Po che in passato sfociava nel mare dopo la città di Spina. Voghiera e Voghenza erano una di fronte all'altra sulle sponde del fiume separate da un'isola, che ancora oggi è riconoscibile nel parco della villa Massari Mazzoni. La dislocazione sulle sponde del fiume favorì Voghenza, presidio romano e sede amministrativa di grandi fattorie di proprietà imperiale, dette Saltus. Diventò così un centro molto importante del basso Po. L'economia del territorio è ancora oggi prevalentemente agricola, i terreni sono coltivati intensamente e alcune coltivazioni trovano condizioni di sviluppo ideali grazie alla tipologia del terreno e alle condizioni climatiche. Il primo weekend di agosto nelle corti del Castello di Beriguardo si svolge la tradizionale Fiera dell'aglio di Voghiera DOP: una 3 giorni di festa organizzata da ProLoco e Consorzio dei Produttori di Aglio. 
 

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