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Il nostro foodblogger Alfredo Iannaccone, ci propone un piatto che riesce a regalare al palato emozioni nuove: il baccalà al fumo di Lapsang Souchong. Un secondo piatto gourmet: il baccalà d'Islanda, il merluzzo bianco dei mari del Nord, è protagonista accanto a un tè nero affumicato cinese, il Lapsang Souchong, ottenuto nella regione del Fujian con il fuoco di legno di pino o di cedro.
COME SI PREPARA?
ingredienti
  • senza crostacei
  • 250 g di baccalà islandese
  • 1 cucchiaio di foglie di tè nero affumicato Lapsang Souchong
  • pepe verde alla vaniglia del Borneo
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva Denocciolato del Gargano
  • basilico greco fresco
  • 50 g di Castelmagno d'Alpeggio
  • 100 g di nocciole di Giffoni
  • 1 bicchiere di latte tiepido
  • 20 g di burro di bufala
  • foglie di barbabietola rossa
preparazione
  1. Per preparare il baccalà al fumo di Lapsang Souchong, tagliare il baccalà islandese a tocchetti larghi e non molto spessi, affettarlo delicatamente per formare un carpaccio, dopodichè, tritare finemente le nocciole di Giffoni al mixer e passarvi il baccalà islandese. Infine aggiungere il basilico greco fresco e una nota di pepe verde alla vaniglia del Borneo.
  2. Grattugiare il Castelmagno d'Alpeggio, mettere sul fuoco il latte e preparare una fonduta lavorando continuamente con una spatola di legno. Lasciare la crema abbastanza liquida perchè tenderà ad addensarsi e mantecare con un pezzetto di burro di bufala.
  3. Cuocere il baccalà islandese in forno per 20 minuti a 18°C fino a quando le nocciole di Giffoni non cambieranno colore e acquisteranno più consistenza. Pestare al mortaio le foglie di tè nero affumicato Lapsang Souchong e aggiungerle a fine cottura.
  4. Per l'impiattamento del baccalà al fumo di Lapsang Souchong, lavare le foglie di barbabietola rossa e disporle sul fondo di un piatto di ardesia, disporre al centro del piatto il baccalà islandese caldo e aggiungere, a pioggia, le briciole di torrone siciliano ricavate a coltello. Decorare, infine, con foglie di basilico fresco e con qualche goccia di fonduta di Castelmagno d'Alpeggio tenuta in caldo.
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