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Stop alle foto nei ristoranti!

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Arriva da New York la protesta degli chef, disturbati dalle continue fotografie scattate dai clienti e immediatamente postate sui social network

Stop alle fotografie dei piatti nei ristoranti. Arriva da New York l’ultimatum di alcuni chef stellati, stanchi di vedere i clienti dei loro esclusivi locali più indaffarati con i loro smartphone che con forchetta e coltello. Infastidito dal click continuo degli scatti che accolgono l’arrivo di ogni portata, David Chang ha scagliato le sue appuntite stelle Michelin contro l’abitudine d’immortalare le raffinate pietanze servite alle esclusive tavole dell’Upper East Side.

Chi, in fondo, non ha mai sperimentato la fastidiosa esperienza di cenare accanto a un gruppo di scatenati fotografi? Da proverbiale abitudine del popolo giapponese, responsabile o colpevole – secondo i punti di vista - di aver dato inizio alla mania del ritratto alimentare, l’uso si è velocemente diffuso in tutto il mondo. Poi, l’esplosione mediatica dei social network e l’incontenibile diffusione di apparecchi tecnologici tuttofare hanno fatto il resto. Così, scagli la prima pietra chi non ha mai provato l’irrefrenabile voglia di condividere con un amico la bellezza del piatto che si trova davanti ai suoi occhi? Da Facebook, a Twitter fino al meno noto Instagram, le fotografie gastronomiche abbondano sulle piattaforme informatiche. La facilità di postare e sbirciare le immagini altrui rappresenterebbe, tuttavia, un’incombente minaccia per gli chef che, da sempre, s’ingegnano per non svelare a nessuno i segreti del loro mestiere. Un pericolo da scongiurare a ogni costo per evitare che le foto incriminate finiscano tra le mani di temuti rivali. Una vicenda, insomma, che assume i contorni di una spy story e potrebbe tradursi nell’intricata trama di una serie di James Bond ambientata davanti ai fornelli.

In Italia, Davide Oldani segue le orme dei colleghi americani e, già da qualche tempo, proibisce ai foodblogger che vagliano la soglia del suo ristorante di scattare fotografie. A rivelarlo è la foodblogger italiana Paola Sucato, alias Ci_polla, che, a Corriere.it, ha detto: «Davide Oldani lo fa da tanto tempo, se vede che sei una blogger ti dice subito di non scattare foto». E lo chef Oldani non sarebbe il solo...

Il motivo scatenante di quest’ostilità sarebbe da ricercare, prevalentemente, nel bisogno degli chef di dedicarsi con calma e tranquillità alla preparazione delle ricette e nella voglia di tutelare i clienti più attenti alla tutela della propria privacy: il volto di qualcuno, infatti, potrebbe finire accidentalmente in alcune immagini.

Tra differenti correnti di pensiero e pareri divergenti, il dibattito si è ormai aperto e nessuno può dire fino a quando agiterà gli animi di gourmet e appassionati di cucina. Sicuramente, d’ora in poi occorrerà prestare molto attenzione ed essere molto cauti prima di apprestarsi a prenotare un tavolo. Presto, sui detentori di una macchina fotografica  potrebbe pendere una taglia degna dei peggiori banditi! Se la condanna dovesse essere un digiuno forzato ai poveri malcapitati non resterà che consolarsi sfogliando gli album fotografici, virtuali o cartacei, e rimpiangere i bei tempi passati, quando il flash non era ancora un reato!

Fonte: corriere.it
   
di Serena Cirini        


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