Greco di Tufo DOCG

Il Greco di Tufo è il vitigno più antico tra quelli coltivati in Irpinia, un territorio che coincide in buona parte con la pianura di Avellino (l’Abellinum romana), e che prende il nome dalla tribù sannita degli Iripini, il cui simbolo era il lupo (“hirpus”). Quest’uva è stata importata parecchi secoli prima dell’Era Cristiana dalla regione greca della Tessaglia dal popolo dei Pelagi. Il vino che ne deriva era molto apprezzato e richiesto nella Roma dei Cesari.
A Pompei c’è un affresco del I secolo a.C. dove si menziona il vino Greco, da uve coltivate sia sulle pendici del Vesuvio che in diverse zone della provincia di Avellino. Vale la pena di notare che il ruolo dell’Avellinese nella lunga storia della viticoltura campana è tanto importante che la linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio era stata chiamata Ferrovia del Vino.

Il disciplinare della DOCG delimita la zona di produzione del Greco di Tufo all’intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino. Il Greco viene vinificato in bianco (immediata separazione delle bucce dal mosto), sia in purezza, sia con l’aggiunta di coda di volpe bianco fino a un massimo del 15%. Oltre al vino fermo, la DOCG prevede la tipologia Spumante, decisamente rara.

In abbinamento al Greco scegli dei secondi di pesci arrostiti o in salsa, come una orata al forno con aromi e olive taggiasche o la classica pezzogna, oppure piatti di frutti di mare e crostacei, come un sautè di frutti di mare misti; ma non solo piatti di mare, puoi provare anche un abbinamento con il formaggio. I formaggi freschi sono perfetti: un bel piatto di mozzarella di bufala con pane croccante e pomodorini, un piatto con caprino, finocchi e bresaola, la crescenza o la robiola.

Un buon Greco di Tufo DOCG Nziria dei Principi lo trovi da Conad. Questo vino nasce da uve greco in purezza, è caratterizzato da un colore giallo paglierino vivido; un profumo fragrante di fiori amari e di frutta bianca, con un ricordo di muschio. Il sapore è secco, pieno e sapido, armonico, gradevolmente fruttato, con un lieve fondo amarognolo. Servilo bello fresco, ma non troppo: a 10-12°C va benissimo.

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