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Croccanti, sottili e ricoperte da una nuvola di zucchero a velo: le chiacchiere fritte di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, insieme alle
Ingredienti per quattro persone:
Impastare la farina setacciata con il lievito insieme a zucchero, sale, burro, uova, tuorlo, grappa e i semi di vaniglia fino a ottenere un composto liscio ed elastico, quindi avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare 30–40 minuti in frigorifero. Riprenderlo e stendere la pasta con la macchinetta.
Ripiegare la pasta più volte su se stessa, assottigliandola progressivamente fino a ottenere una sfoglia molto sottile
Croccanti, sottili e ricoperte da una nuvola di zucchero a velo: le chiacchiere fritte di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, insieme alle frittelle. Conosciute anche come frappe, bugie, cenci o sfrappole, cambiano nome da regione a regione ma conservano la stessa anima: una sfoglia sottile che in frittura si riempie di bolle e diventa irresistibile.
Le chiacchiere di Carnevale cambiano nome a seconda della zona d’Italia: frappe nel Lazio, cenci in Toscana, bugie in Piemonte, sfrappole in Emilia-Romagna, galani o crostoli in Veneto (anche nella variante alla grappa), meraviglias in Sardegna.
Le varianti regionali riguardano soprattutto il liquore utilizzato, che tradizionalmente può essere grappa, marsala, rum o liquore Strega, la presenza o meno di scorze di agrumi e, in alcuni casi, il tipo di farina. In ogni caso, restano uno dei dolci di Carnevale più apprezzati ovunque.
Per chi cerca chiacchiere leggere e piene di bolle, ci sono alcuni accorgimenti fondamentali:
Accanto alla ricetta classica delle chiacchiere fritte di Carnevale, esistono numerose varianti che rispondono a esigenze diverse e a tradizioni locali ben precise. Le chiacchiere al forno, ad esempio, rappresentano un’alternativa più leggera: meno friabili rispetto a quelle fritte, mantengono comunque una buona croccantezza. Più legata alla tradizione è invece la versione fritta con lo strutto, diffusa soprattutto nelle preparazioni di una volta: lo strutto conferisce alle chiacchiere un profumo intenso e una consistenza particolarmente friabile, oltre a favorire una doratura uniforme. In alcune aree del Sud Italia sono comuni anche le chiacchiere senza uova, nate da una cucina di necessità ma oggi apprezzate per la loro leggerezza e per la semplicità dell’impasto.
Cambiano infine i profumi e gli aromi, con l’uso di grappa, marsala, rum o liquore Strega e l’aggiunta di scorze di agrumi, a seconda della tradizione locale.
Con il Bimby o la planetaria è possibile preparare l’impasto in modo rapido, rispettando comunque i tempi di riposo e la stesura molto sottile, passaggio decisivo per la riuscita delle chiacchiere fritte di Carnevale.