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Guida Michelin 2016. Grandi conferme e 24 nuove stelle

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Con 334 ristoranti insigniti di stella - 24 sono le nuove stelle - la 61esima edizione della Guida Michelin conferma ancora una volta l’Italia come il secondo Paese più stellato al mondo. Ma dove si trovano tutte queste stelle?

Appuntamento attesissimo dagli addetti del settore e dai viaggiatori buongustai, si è tenuta ieri, presso il Mercedes Benz Center di Milano, la presentazione della Guida Michelin 2016. La storica Guida Rossa, giunta quest’anno alla sua 61esima edizione, con 334 ristoranti insigniti di stella - 24 sono le nuove stelle - conferma ancora una volta l’Italia come il secondo Paese più stellato al mondo. Ma dove si trovano tutte queste stelle?

La regione in cui si mangia meglio è la Lombardia che vanta quest’anno ben 58 indirizzi stellati – a Milano si segnala l’ingresso di Tokuyoshi, Seta e Armani –, in seconda posizione è la Campania con 37 ristoranti e al terzo posto, a parimerito, il Piemone e il Veneto con 36 stellati. La provincia di Napoli con 20 stelle risulta essere invece la provincia più “premiata” dalla Guida.
Come ogni anno, però, c’è chi ribadisce il suo successo, chi sale di livello, le new entry, chi scende o perde persino la stella Michelin. Tutte conferme arrivano ad esempio dai ristoranti con tre Stelle: Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Reale a Castel di Sangro, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Osteria Francescana a Modena, La Pergola a Roma e Le Calandre a Rubano. Gourmetstube Einhorn (Mules) e Casa Perbellini (Verona) sono i 2 nuovi bi-stellati mentre ricevono la prima stella quest’anno: I Due Buoi di Alessandria, La Tana Gourmet (è di Alessandro Dal Degan, Asiago), Aqua Crua di Barbarano Vicentino, il Bacco di Barletta, Meo Modo di Chiusdino, L’Argine di Vencò, Signum a Salina, Acquerello a Fagnano Olona, Borgo San Jacopo, Marc Lantieri al Castello a Grinzane Cavour, Atman a Villa Rospigliosi, Shalai a Linguaglossa, l’Armani di Milano, Seta e anche Tokuyoshi, Dolce Vita Stube, Vespasia a Norcia, Cielo a Ostuni, l’Enoteca al Parlamento Achilli di Roma, Re Maurì a Salerno, Don Geppi, Aga (San Vito di Cadore), Alpenroyal Gourmet a Selva di Val Gardena, l’Osteria Arbustico, il Dopolavoro e Oro Restaurant a Venezia.

Sono 13 invece i ristoranti che perdono l’ambita stella: La Gallina di Monterotondo di Gavi e Donatella di Oviglio in provincia di Alessandria, il Gimmy’s di Aprica, il Trussardi alla Scala e il Pont de Ferr di Milano, Al Vigneto di Grumello, La Passion di Vandoies, Kleine Flamme di Vipiteno, La Badiola di Castigione della Pescaia, Paolo Teverini di Bagno di Romagna, The Cesar di Ladispoli, L’Enoteca di Macerata e Il Poeta Contadino di Alberobello.  Bilancio amaro anche per il Mosaico di Ischia che, a causa della chiusura, perde le due stelle e per il  Combal Zero di Rivoli, il ristorante di Davide Scabin, e il Perbellini di Isola Rizza (quest’ultimo ha cambiato chef) che passano da due stelle a una.

Cosa ne pensa Michael Ellis, direttore Guida Michelin mondo, della nuova edizione? L’ha raccontato in esclusiva a Saporie.com in chiusura dell’evento: «È un anno molto buono questo per l’Italia, i tre stelle sono stati tutti confermati e non mancano novità interessanti. Sono tanti, ad esempio, i giovani under 35, tanti i talenti emergenti al Sud. A perdere la stella invece sono stati purtroppo quelli che non hanno saputo mantenere costante l’alto livello o chi, per motivi personali o professionali, hanno scelto di cambiare ristorante o persino lavoro. La nostra Guida però è per tutti, oltre il 40% dei ristoranti segnalati hanno offrono un menu da meno di 25 euro».

UNA CURIOSITÀ. COM'È NATA LA GUIDA MICHELIN?
La storia comincia nel 1900 da un’idea dei fratelli Édouard e André Michelin per venire incontro alle esigenze delle poche migliaia di automobilisti francesi alle prese con un viaggio che spesso era aleatorio, se non persino avventuroso. Da allora le stelle sono diventate una guida di orientamento al servizio di tutti i viaggiatori:  un ristorante su cui brillano tre stelle “vale il viaggio”, due stelle “merita una deviazione”, una stella è “un’ottima cucina”.

Da oggi la Guida Michelin Italia è in vendita, mentre la App è gratuita e scaricabile su www.guidamichelin.it
 
di Alessandra Cioccarelli

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